Preordini Tesla Cybertruck

Preordini Tesla Cybertruck: al via le prenotazioni in Cina

Nuovo mese, nuova sfida?

6 luglio 2020 - 13:00

Da quando è stato presentato lo scorso anno, il Tesla Cybertruck ha fatto molto parlare di sé, ed è soprattutto stato grandemente apprezzato per le sue forme innovative, avveniristiche, che rompono gli schemi. Dopo le prenotazioni in tutto il mondo, ora la casa automobilistica di Elon Musk lo ha introdotto in Cina, mercato sempre più significativo per il mondo automotive: ma i preordini Tesla Cybertruck in Cina avranno gli stessi numeri?

Preordini Tesla Cybertruck: un successo senza precedenti

Come sappiamo, subito dopo la presentazione del Tesla Cybetrcuk il team di Elon Musk ha dato il via anche ai preordini per l’innovativo pickup americano, richiedendo un deposito di 100 dollari a preordine. A solamente una settimana dalla presentazione ufficiale, Tesla ha dichiarato di aver ricevuto più di 250.000 preordini per il suo Cybertruck, un record.

Nel tempo, l’azienda statunitense ha continuato ad aggiornare il numero dei preordini, arrivando a oltre mezzo milione di depositi e prenotazioni in pochi mesi. Preordini che non accennano a diminuire, soprattutto negli States, dove i dipendenti dell’azienda hanno visto e continuano a vedere un numero molto alto di potenziali clienti entrare nei concessionari non per una Model 3 o una Model X, ma proprio per il camioncino fuori dagli schemi.

Preordini Tesla Cybertruck: la sfida in Oriente

Ora, come visto, il Cybertruck è disponibile anche in Cina, e rappresenta una vera sfida per Elon Musk. La Cina è un paese molto diverso dagli Stati Uniti, non solo per le ragioni che già conosciamo, ma anche per le tipologie di vetture vendute. Soprattutto, in Cina si vendono pochissimi pick-up (come del resto in Europa), tipologia di veicolo da sempre tipicamente americano.

Diverse sono le ragioni per cui questa tipologia di veicoli non ha un grande seguito nel mercato cinese, ma forse quella maggiore è il fatto che (come in Europa) i centri urbani soprattutto delle metropoli hanno non pochi divieti nei confronti di veicoli di grandi dimensioni, come i pickup e i camion, volti a contenere le emissioni.

Questo, però, poco importa ai costruttori. Infatti, stiamo comunque parlando di un Paese che conta quasi un miliardo e mezzo di abitanti, per cui le poche vendite sono da rapportarsi alla popolazione totale, perché in termini assoluti si parla di più di 400.000 camion e veicoli commerciali all’anno. Una sorta di miniera d’oro per i costruttori.

Ma Tesla ha un asso nella manica che gli altri non hanno, per rendere appetibile in Cina il suo pickup: prima di tutto la forma e il design, che ai cinesi potrebbe piacere molto (visto che ci tengono ad appoggiare progetti futuristici); ma poi naturalmente la motorizzazione elettrica, che va ad eliminare proprio l’ostacolo di divieti nei centri urbani per le emissioni. Emissioni che lui, appunto, non ha.

Insomma, le carte le ha tutte, ma sarà interessante vedere se Elon Musk riuscirà a superare anche questa sfida e quanti Cybertruck riuscirà a vendere nel mercato più desiderato del mondo.

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