Anti autovelox illegali: quali sono?

Quali sono i metodi legali da usare come anti autovelox? E quali non si possono usare?

15 giugno 2019 - 10:30

Anti autovelox illegali: esistono davvero? Chiediamoci allora come funziona un anti autovelox. Oer autovelox intendiamo generalmente un misuratore di velocità dei veicoli, allargando la definizione sia ai dispositivi ottici sia laser o video. In realtà c’è da sapere che Autovelox è un marchio registrato dell’azienda Sodi Scientifica, nome commerciale dei misuratori di velocità su strada dei veicoli.

In Italia, l’utilizzo degli autovelox è, o dovrebbe essere, ispirato a criteri di sicurezza piuttosto che di repressione. Per questo motivo tutte le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. L’obbligo della segnalazione è valido non solo per le postazioni di controllo fisse, quindi anche in caso di contestazione immediata. Restano esclusi dall’obbligo di segnalazione soltanto i dispositivi installati a bordo dei veicoli di servizio, usati per misurare dinamicamente la velocità.

Ci sono casi nei quali le multe sono nulle e possono essere contestate. Detto questo, in tutto il mondo gli automobilisti hanno cercato fin da subito dispositivi anti autovelox, per evitare multe e sanzioni.

 

Anti Autovelox

Anti Autovelox legali

Al momento in Italia esistono solo due dispositivi anti autovelox legali, validi anche per telelaser e tutor. Il primo, se vogliamo banale, è il cosiddetto cruise control, ovvero il sistema con il quale il guidatore può limitare la velocità massima del veicolo al di sotto di quella consentita. Impostando ad esempio la velocità di crociera in autostrada su 130 km/h, ci si terrà al riparo da infrazioni e multe.

Il secondo metodo legale anti autovelox è l’utilizzo degli elenchi pubblicati dalle forze dell’ordine. La stessa Polizia di Stato rilascia settimanalmente l’elenco degli autovelox fissi e delle possibili postazioni mobili. Su Quotidiano Motori abbiamo pubblicato l’elenco degli autovelox a Milano e l’elenco completo degli autovelox a Roma. Negli smartphones che usiamo come navigatori ci sono diverse app come Waze che segnalano la presenza di controlli della velocità. Ci sono anche dispositivi specifici, come Coyote o Cheetah.

 

Attenzione però che qui si entra in un paradosso perché allo stesso tempo il codice della strada stabilisce l’illegittimità dei sistemi GPS che segnalano puntualmente l’autovelox. C’è il rischio di una multa da 802 fino a 3.212 euro ed il sequestro del dispositivo, sanzioni che si aggiungerebbero alla contravvenzione per eccesso di velocità. Sarebbero leciti a questo punto solo i navigatori satellitari che indicano le strade ove “potenzialmente” possono essere presenti postazioni autovelox fissi e mobili.

Anti Autovelox illegali

I dispositivi di rilevamento (AVX) sono in grado di rilevare la presenza di un autovelox tramite le frequenze d’onda utilizzate dai vari modelli radar o laser. L’avviso può essere sonoro e/o acustico. In Italia questi dispositivi sono espressamente vietati dalla legge: si tratta quindi di anti autovelox illegali come da Art. 45, comma 9-bis C.d.S.

È vietata la produzione, la commercializzazione e l’uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all’articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni

I dispositivi anti autovelox illegali più sofisticati sono in grado di disturbare il segnale che l’apparecchio emette durante il rilevamento. Quando rilevata la presenza di un telelaser, viene emesso un contro-impulso, ingannandolo e gli facendogli restituire una lettura falsata. In Italia questi dispositivi sono espressamente vietati dalla legge, quindi considerati anti autovelox illegali, mentre sono liberamente in commercio in alcuni stati USA.

Coprendo la targa con elastici, nastro adesivo, cellophane o spray, oltre a essere inutile, fa incorrere nell'”occultamento della targa“. L’atto di occultare la targa di un’automobile configura reato, come ricordato dalla Corte di Cassazione sesta sezione penale con la sentenza n. 9013/2018. E’ sufficiente l’occultamento anche di una sola lettera della targa di un autoveicolo per configurare illecito penalmente rilevante ai sensi dell’art. 490 c.p. La soppressione, la distruzione o l’occultamento di targhe di autoveicoli configura inoltre illecito penalmente rilevante ai sensi dell’art. 490 c.p. soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

Anti Autovelox: leggende metropoliante

Montare un cd sul lunotto posteriore o catarifrangenti di varia natura, non serve. Così come è inutile coprire la targa con cellophane o spray, cosa che può portare alla contestazione di aver “occultato la targa”, come già accennato.

 

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