MotoGP 2019, meno chiacchere, meno gossip e più gasss!

Il Campionato Mondiale MotoGP 2019 si prospetta avvincente: Ducati e Yamaha si sono dimostrate all'altezza della Honda

8 febbraio 2019 - 15:05

I Test generalmente non dicono moltissimo, dicono i ben informati, ma si sa, nelle corse, star dietro non piace a nessuno e per dirla alla Valentino Rossi “gli tira il cul0 star dietro”. Proviamo quindi a capire cosa è accaduto nei Test MotoGP Sepang 2019 che si sono conclusi oggi in Malesia sotto il sole cuocente.

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Marc Marquez (Honda), alle prese con il recupero dopo l’intervento alla spalla, ha girato senza forzare più di tanto per procedere al meglio con il recupero. Infatti non è sceso in pista nei tre pomeriggi di test. Una doverosa precauzione per non sforzare troppo la spalla sinistra operata di recente. Ma veniamo a quello che si è visto in pista, partendo dai risultati ottenuti da Yamaha e Ducati.

Dopo le lamentele di entrambi i piloti, Valentino Rossi in modo più eloquente, e di Maverick Vinales in modo più pacato, nella seconda metà della scorsa stagione scorsa ed anche durante la pausa invernale, avevano sottolineato l’importanza di ricevere importanti novità sulla M1. Una moto aggiornata, per non dire nuova, con un telaio che migliori la guidabilità e velocità negli inserimenti e nei cambi di direzione nonché un motore più prestante che consenta di avvicinarsi il più possibile alla potenza nota della DesmoseidiciGP. Richiesto… e ricevuto verrebbe da dire. Yamaha si è presentata a Sepang con parecchie novità, con diverse soluzioni ‘alari’.

Vinales e Rossi si sono dimostrati veloci già dal primo giorno con lo spagnolo in testa nella seconda giornata. Entrambi si detti soddisfatti della nuova moto, il motore è in linea con le aspettative e lo sviluppo della ciclistica sembra sulla strada corretta. Dulcis in fundo il “buon passo” che sono riusciti a tenere per buona parte del test testimoniano la positiva strada intrapresa. Diciamolo quindi chiaramente, Yamaha ha lavorato bene, ora tocca ai piloti dimostrarlo in pista. Senza se e senza ma. E sopratutto senza scuse.

Anche Ducati è partita molto bene, anzi benissimo direi e le quattro Ducati in testa nel terzo giorni di test ne sono la prova. Dopo lo shakedown del collaudatore Michele Pirro la Rossa di Borgo Panigale si è presentata con una serie di novità che hanno attirato l’attenzione degli addetti ai lavori. Novità che permetteranno all’Ing. Gigi Dall’Igna di fare le scelte necessarie allo sviluppo della DesmoseidiciGP comprese tutte le nuove appendici aerodinamiche ai limiti della fantascienza.

Gli ufficiali Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci si son potuti concentrare sullo sviluppo lavorando su particolari differenti ma con l’obbiettivo comune di migliorare la moto. La dichiarata ed effettiva collaborazione tra i due ducatisti farà bene ad entrambi, al forlivese per consolidarsi ed al ternano per imparare in fretta la moto. E a giudicare dai test malesi Petrux pare stia imparando in fretta…

Andrea Dovizioso, scelto come prima guida Ducati a discapito di Jorge Lorenzo, devo mettere a tacere le malelingue e chi pensa che sia stato scelto solo per questioni di budget. E’ la sua grande occasione, ora è la prima guida della casa bolognese e si spera che novità introdotte lo possano mettere nella condizione di lottare per il titolo. Il Dovi aveva lamentato la scorsa stagione la difficoltà di adattare la moto a tutti i circuiti, vedremo quindi se le novità porteranno migliorie in tal senso.

Quello che vorremmo vedere nel corso della stagione è una lotta ‘sana e leale’. Sforziamoci di pensare che il motociclismo è bello a prescindere da Valentino Rossi, con tutto il rispetto per il nove volte campione del mondo che ha saputo, nel corso della sua lunga gloriosa carriera, farsi amare, e far amare il motociclismo a tutti. Consapevoli che il motociclismo ha raggiunto i livelli che ha raggiunto anche grazie a lui, iniziamo a pensare cosa accadrà quando il pesarese smetterà di correre. E allora prepariamoci tutti al dopo Valentino, augurandoci che questo accada dopo il decimo titolo mondiale. Per buona pace di tutti.

Ovvio che a noi italiani piacerebbe vedere sempre in alto il tricolore e sentire l’Inno di Mameli al termine di ogni GP ma le corse son belle anche se vince uno straniero, anche uno spagnolo se dimostra di essere il più forte. Ecco quindi che se Marc Marquez vincerà ancora il titolo, lo vincerà perché è il più forte, non perché le moto dei suoi concorrenti non sono all’altezza della sua Honda. Non fosse altro perché la seconda Honda ufficiale non è mai stata all’altezza di quella del pilota di Cervera. Quest’anno anche MM93 avrà una discreta gatta da pelare che risponde al nome di Jorge Lorenzo.

Quando Valentino Rossi vinceva i mondiali strapazzando i concorrenti, gli avversari che accampavano scuse (“la moto non è moto, la curva non curva”), venivano, giustamente, massacrati dalla stampa e dalle TV perché accampavano scuse. Faceva parte del gioco, si diceva “queste sono le corse”. Che il 2019 abbia quindi inizio e che ognuno faccia il suo, i costruttori e i piloti. Fateci divertire e vi ameremo e seguiremo lo stesso.

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