Sicurezza stradale passiva

Sicurezza stradale passiva: che cos’è e quali sono i dispositivi

Che cos'è la sicurezza stradale passiva?

22 novembre 2020 - 17:00

Sicurezza stradale passiva: di cosa si tratta esattamente? La sicurezza stradale si compone di due ambiti distinti, spesso erroneamente confusi. Esiste la sicurezza attiva, che ha il compito di prevenire gli incidenti; ABS e frenata di emergenza ne rappresentano le soluzioni più recenti.

La sicurezza passiva, invece, comprende tutti quei dispositivi che mirano a ridurre le conseguenze negative di un impatto, assorbendone l’energia sprigionata. Le cinture di sicurezza, i poggiatesta, gli airbag e i seggiolini per i bambini, sul fronte delle auto, appartengono a questa categoria. Ma spesso si ignora che la sicurezza passiva riguarda anche le infrastrutture stradali: gli attenuatori d’urto, i terminali di barriera, guardrail e newjersey svolgono un’importante funzione salvavita in caso di incidente.

In Italia, nel 2019 gli incidenti stradali registrati sono stati 172.183, con 3.173 decessi e oltre 241.000 feriti. Sebbene i dati siano i più bassi registrati negli ultimi 10 anni da ISTAT, il nostro paese resta il fanalino di coda in Europa.

Le continue innovazione hi tech a disposizione delle vetture rappresentano un valido deterrente per prevenire gli incidenti, ma anche a livello di rete stradale è possibile intervenire concretamente per salvare un numero crescente di vite.

Le strade italiane spesso sono poco sicure e la causa principale è dovuta alla mancanza di protezione degli ostacoli fissi, quali muri nelle gallerie, alberi ai lati delle strade, biforcazioni, caselli di pedaggio, piloni e terminali di barriera.

Roberto Impero, CEO di SMA Road Safety, azienda campana che produce in Italia ed esporta in tutto il mondo sistemi di sicurezza stradale passiva di ultima generazione, in particolare evidenzia un problema poco noto “E’ importante sapere che spesso sono proprio i dispositivi installati sulle nostre strade, per proteggerci, a diventare la principale causa di morte per gli automobilisti. Mi riferisco in particolare alla parte terminale del guardrail che, se non protetta da apposito terminale, in caso di impatto si trasforma in una lancia che penetra nell’abitacolo per diversi metri”.

Osservando le nostre strade, inoltre, i viali alberati sono molto frequenti, ma, in caso di sbandamento del veicolo, risultano estremamente pericolosi, se non adeguatamente protetti da barriere laterali. Stesso discorso vale per le biforcazioni stradali che spesso sono sprovviste di attenuatori frontali in grado di assorbire l’energia del veicolo nel momento dell’impatto. Analizzando i dati ISTAT, le strade con il tasso più elevato di incidentalità sono quelle extraurbane, e proprio il 10% degli incidenti più tragici avviene per sbandamento contro ostacoli stradali non protetti.

La sicurezza stradale non efficiente genera dei costi elevatissimi per l’intero paese. In media ogni decesso per incidente comporta un impatto sociale ed economico di circa un milione e mezzo di euro. Se confrontiamo questo dato con l’investimento medio di progettazione e installazione di sistemi di sicurezza stradale passiva, le amministrazioni potrebbero tagliare un’enorme fetta delle spese, semplicemente con l’opportuna messa in sicurezza delle tratte di competenza.

La sicurezza passiva proposta da SMA rappresenta un punto di riferimento internazionale: i prodotti sono testati oltre al limite di legge di 110Km/h, per rispondere alle reali esigenze d’impiego su qualsiasi tipologia di strada, autostrada inclusa. I crash test sono eseguiti non solo con utilitarie di massimo 1500 chili, ma anche con Suv Pick-up da 2 tonnellate, per testarne le performance anche con la maggior parte dei veicoli di grandi dimensioni attualmente in circolazione.

L’attenuatore Leonidas di SMA è l’unico che abbia eseguito un crash test impiegando un manichino EuroNcap, ottenendo il risultato di 5 Stelle in quanto a protezione di conducente e passeggeri. Per queste prestazioni certificate di alto livello, SMA esporta l’80% della propria produzione; l’azienda campana ha messo in sicurezza opere pioneristiche come l’Eurasia Tunnel di Istanbul, le autostrade di Doha in Qatar, la futuristica sopraelevata di Sheikh Al Jaber Causeway in Kuwait, fino al recente nuovo ponte di Genova.

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