MINI Countryman SE All4

MINI Countryman SE All4: prova su strada del 220 CV plug-in hybrid

20 febbraio 2021 - 11:00
Motore
220 CV Plug-in Hybrid
Autonomia elettrica
61 km
Prezzi
da 40.600 €

La MINI si fa elettrificata. Dopo il debutto sul mercato della MINI Cooper SE, versione elettrica dell’iconica ultracompatta britannica, arriva anche la MINI Countryman SE All4, la variante plug-in hybrid. Una scelta mirata, in quanto diversamente dalla MINI a 3 o 5 porte, la Countryman è sempre in cerca di avventure e lunghi viaggi.

MINI Countryman SE All4: me la consigli?

La MINI è un’auto che mira agli amanti della cultura inglese, a chi vuole un determinato tipo di stile nella vettura, a chi ricerca un look vintage ma non vuole rinunciare alla tecnologia. La MINI Countryman SE All4 punta a chi vuole viaggiare comodo per andare in montagna, al mare, ovunque. Con 61 km di autonomia in elettrico, grazie al plug-in hybrid in città il motore termico non si accende praticamente mai. Mentre in extraurbano, ricordandosi di partire con la batteria carica, non ci sono problemi di ansia da colonnina, e i consumi sono ottimali. Il tutto con tanto spazio, in una vettura comunque compatta. Un crossover MINI, appunto. Certo, il prezzo è un po’ alto, ma grazie all’alta elettrificazione è possibile usufruire degli incentivi statali e regionali.

Pro

  • Guida divertente
  • Ottimo comfort
  • Qualità dei materiali

Contro

  • No Android Auto
  • Visibilità generale
  • Peso eccessivo

MINI Countryman SE All4: spazio alla Union Jack

A livello di design è sempre la MINI, con però gli ultimi aggiornamenti della gamma. Una vettura nota per mantenere sempre il suo stile, con però piccoli aggiornamenti che la rendono moderna e al passo coi tempi. Come in tutte le MINI, anche sulla Countryman si trovano i fari posteriori con disegno Union Jack, ovvero che richiamano la bandiera inglese grazie al bel gioco di LED. Per il resto, le forme sono sempre le stesse: tondeggianti e giovanili, sempiterne, e che non stancano mai. Si vede che la MINI punta a una nicchia di mercato, solida e in grado di attirare continuamente nuovi “fan”.

Il design anteriore è stato aggiornato, con una griglia più grande dal design esagonale, che può essere cromato o brunito, come nella versione che ho provato io. Neri, oltre alla griglia, sono anche i cerchi, le cornici dei fari anteriori e posteriori, la maniglia del bagagliaio e delle portiere, i cerchi, i passaruota, i montanti e il tettuccio. Ma le possibilità di personalizzazione della MINI sono davvero infinite, e in grado di accontentare tutti: io per esempio mi trovo in linea con la vettura che mi hanno dato, in quanto ho gusti molto razionali. I più estrosi, invece, potrebbero apprezzare di più le colorazioni sgargianti, come quella arancio, blu elettrico, rossa o gialla. Una lista di combinazioni che non basterebbe un giorno per elencare!

Per quanto riguarda gli interni, sono giovanili come gli esterni e altrettanto tondegganti. Al centro della plancia campeggia il solito cerchio luminoso, simbolo degli interni MINI, con un display touch da 8,8” in formato 21:9 che, come ho detto più volte, è il tipo di formato che preferisco perché permette una migliore divisione del display e meno distrazioni alla guida. Il sistema è ben fatto e sufficientemente fluido, e tuttavia rimane ancora compatibile esclusivamente con Apple CarPlay (wireless) e, più di recente, con Amazon Alexa. Io, che ho iPhone, sono quindi fortunato, ma chi ha Android deve necessariamente comprare un supporto per lo smartphone, o affidarsi esclusivamente al sistema e al navigatore integrato. Una scelta, quella del gruppo BMW, che era difficile da capire anni fa, e che nel 2021 capisco ancora di meno.

Al di là di questo, ora è digitale anche il cruscotto, piccolo e posto dietro al volante, con forma ovale. Una scelta un po’ strana, ma efficace: dice tutte le informazioni che servono, senza troppi fronzoli. La dotazione tecnologica è poi completata dalla piastra per la ricarica wireless e da una grande dotazione di porte USB, sia anteriori che posteriori, ma tutte Type-C. Per quanto MINI non sia l’unica che sta rinunciando alle USB di Type-A, avrei preferito ce ne fosse almeno una, in quanto ancora la maggior parte dei cavi sono in formato TypeC-TypeA. Ma tant’è. fortunatamente su Amazon ci sono adattatori a prezzi molto bassi. Una chicca, invece, è il sistema audio Harman Kardon, che suona molto bene, e si fa ben sentire anche a 130 km/h.

Per il resto, comunque, nulla da dire sugli interni: al di là dell’estetica, che a me piace molto ma è una questione di gusti, i sedili sono molto confortevoli, e l’ecopelle aumenta la percezione di qualità. Io, che sono alto 194 cm, sto seduto bene anche dietro: ho fatto un viaggio di lavoro seduto sul divano posteriore di circa 2 ore e mezza e non ne sono uscito con il mal di schiena, grazie sia alla comodità del divano in sé, sia allo spazio per testa e ginocchia. Un vero pregio, una caratteristica che di solito trovo in auto più grandi.

 

MINI Countryman SE All4: come va il plug-in hybrid

Il sistema ibrido plug-in della MINI Countryman SE All4 combina un motore termico a benzina 3 cilindri con uno elettrico, alimentato da una batteria agli ioni di litio da ben 10,0 kWh, una delle più grandi tra le PHEV. La potenza combinata è di 220 CV, per un’autonomia in elettrico di circa 60 km, ottimi per non accendere mai il motore a benzina in città. La ricarica varia a seconda di dove la si ricarichi, ma comunque impiega circa 3 ore e mezza con ricarica a Corrente Alternata (Quick Charge), e circa 5 con normale presa domestica.

In ambiente urbano, nonostante l’assetto piuttosto rigido, è comoda e si guida bene. Soprattutto, è molto scattante, cosa che permette di snellire le operazioni, e di slittare in rotonde o incroci senza alcun tipo di problema. Attenzione alla visibilità, però: i finestrini posteriori e il lunotto della MINI sono abbastanza sottili, e i montanti sono spessi, per cui bisogna prenderci un po’ la mano. All’anteriore, l’altezza da terra e il cofano massiccio non aiutano a capire bene le percezioni agli angoli. In nostro aiuto però intervengono gli ADAS, che sono tempestivi, poco invadenti e utilissimi nella guida quotidiana.

La potenza è molto utile anche in extraurbano. Anche in questo caso, 220 CV si fanno sentire, e la MINI sorpassa e riprende che è un piacere. Il comfort e la silenziosità sono assicurati anche dal cambio automatico steptronic a 6 rapporti, che non si impunta, ed è molto silenzioso e intelligente. La spinta è poi garantita anche dalla trazione integrale, che tra l’altro permette di divertirsi un po’ in offroad, anche in elettrico. Purtroppo, avendo provato la vettura in piena zona rossa, non ho potuto sperimentare questo lato sicuramente interessante della MINI Countryman SE All4. Spero, però, di poter avere una nuova occasione, in futuro, quando la situazione sarà migliorata.

MINI Countryman SE All4: consumi e prezzi

Come ho detto, comunque, l’auto è scattante e grintosa, ma c’è da dire che il peso maggiorato, dovuto proprio alla batteria capiente, si sente. Sono certo che i progettisti abbiano lavorato alla distribuzione del peso il più ottimale possibile, ma va comunque detto che l’auto consuma molto, sia in elettrico che, soprattutto, con il solo motore termico. In generale, comunque, non sono riuscito a scendere sotto i 4,6 litri ogni 100 km. Il che rimane comunque un dato più che sufficiente, vista la potenza del motore. Il che riconferma che la guida di un’auto plug-in hybrid è diversa, e richiede sempre di ricordarsi di ricaricare la batteria del motore elettrico. Altrimenti, i benefici di questa motorizzazione si annullano e, anzi, si ottiene l’effetto contrario!

Per quanto riguarda i prezzi, MINI Countryman SE parte da 40.600 euro in allestimento Essential. La versione da me provata, appunto la All4 con trazione integrale, costa 6.3o0 euro in più, con un prezzo quindi di 46.900 euro. Ce ne vogliono più di 47.000, invece, per l’allestimento più ricco, la sportiva John Cooper Works.

 

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