bagno in aereo

Bagno in aereo: una invenzione italiana

Lo sapevate?

12 dicembre 2019 - 12:00

Bagno in aereo: capita di doverci andare. Da qui la domanda: scusi dov’è la toilette? Certo, al tempo dei primissimi voli, di breve durata, non c’era la necessità di dover andare in bagno. Ma con il rapido progredire delle capacità degli aeroplani nel coprire tratte sempre più lunghe, le cose cambiano.

Noi italiani abbiamo un primato al riguardo, visto che secondo molte fonti autorevoli, il primo bagno in aereo per i passeggeri, è stato sul grande idrovolante da trasporto passeggeri, Caproni Ca.60. Il cosiddetto “Noviplano” ebbe una vita sfortunata e non entrò mai in servizio.

Soluzioni di diverso tipo si sono poi sviluppate fino all’epoca moderna dei voli, ma, per avere una toilette come noi la intendiamo, dobbiamo aspettare Boeing. Siamo nel 1982 e per la prima volta viene impiegato il  sistema per il bagno in aereo ideato da un certo signor Kemper.

Grazie all’utilizzo di un liquido disinfettante e protettivo delle superfici, ed un meccanismo di vuoto pneumatico, i rifiuti vengono raccolti in un sistema chiuso e sigillato, che verrà poi svuotato una volta a terra. James Kemper realizzò già nel 1970 l’apparato per l’ottimizzazione dei sistemi igienici. Prima di allora, nella maggior parte dei casi, si doveva utilizzare dei bidoni poco comodi e di dubbia funzionalità sotto tutti i punti di vista.

Il moderno bagno in aereo è rivestito di un materiale antiaderente, continuamente irrorato da un velo di liquido blu disinfettante. Grazie all’idea di Kemper oggi possiamo usufruire di servizi efficienti, senza esalazioni e sicuramente rassicuranti per quanto concerne l’igiene. Oggi sulla maggior parte degli aerei di linea abbiamo a disposizione molteplici accessori per le nostre esigenze. Un distributore di sapone, uno specchio, il pulsante di emergenza in caso accusassimo un malore e anche una presa elettrica. Per gli allestimenti di categoria superiore possiamo persino trovare delle docce.

Un progresso notevole e fondamentale per rendere i lunghi voli di molti passeggeri, accettabili e comodi. E se magari vi lamentate ancora perché lo spazio vi sembra un po’ angusto, vi voglio solo ricordare che gli equipaggi dei B-17, durante il secondo conflitto mondiale, nelle lunghe missioni che li portavano dall’Inghilterra alla Germania, avevano a disposizione solo dei bidoni, talmente scomodi da utilizzare, soprattutto anche a causa dell’impossibilità di spogliarsi comodamente alle alte quote, tanto che preferivano fare diversamente.

Il “come” non voglio neanche immaginarlo, anche se sembra che sul territorio nemico, talvolta non cadessero solo ordigni esplosivi…

 

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