head up display hud

L’Head Up Display: una storia che parte dall’aeronautica e arriva all’automobilismo

Come funziona e com'è nato l'head up display utilizzato anche sulle automobili.

14 aprile 2021 - 7:00

L’Head Up Display, noto anche come HUD è una di quelle componenti tecnologiche che sta accomunando aerei ed automobili. La sua nascita è legata al mondo dell’aviazione e contrariamente a quanto possiate pensare non si tratta di qualcosa di recentissimo. Le prime idee embrionali per un oggetto simile nacquero già verso la fine della seconda guerra mondiale.

Com’è nato l’Head Up Display

Il concetto di fondo si basava sul fatto di poter dare delle informazioni di importanza vitale per il pilota in volo, senza che questo dovesse distogliere l’attenzione da ciò che succedeva di fronte a lui. È chiarissima l’importanza di ciò durante un duello aereo o la ricerca di bersagli al suolo. Una distrazione per guardare gli strumenti di cabina, può avere esiti disastrosi. Mentre i primi rudimentali progetti avevano delle rappresentazioni statiche e non di grande utilità, era fondamentale poter fornire un quadro della situazione aggiornato e dinamico di chiara ed immediata lettura.

Uno dei limiti del cervello umano sta nel fatto di poter processare poche informazioni visive contemporaneamente, andando ad impegnare una vasta area cerebrale. La cosa importante è quindi, per un pilota, selezionare in ogni fase quelle più utili scartando le altre. I piloti professionisti sono già addestrati a tutto ciò, facendo uno scan degli strumenti ad intervalli stabiliti, nelle varie fasi di volo, per mantenere la giusta concentrazione. Uno strumento come l’head up display diventa un incredibile ausilio in grado di moltiplicare efficienza e concentrazione del pilota.

Un’ appropriata simbologia, che deve essere la più semplice possibile, può fornire informazioni riguardo quota, velocità, rotta e persino indicare criticità, e potenziali pericoli nella zona di sorvolo. Se fino a poco tempo fa l’Head Up Display era un prodigio della tecnologia e prerogativa degli aerei militari, dal 1993 ha visto i primi esordi nel mondo civile. Diventa infatti di uso “comune” su uno dei più grandi liner moderni, il Boeing 787, aiutando ad alleggerire il carico di lavoro dell’equipaggio.

 

Come è fatto un Head Up Display?

Sostanzialmente è composto da quattro elementi. Un computer, necessario ad elaborare e raccogliere tutte le informazioni che provengono dall’aeroplano, quelle che dovranno apparire davanti agli occhi del pilota. Un display trasparente, in gergo chiamato combiner, fatto di vetro o plastica il quale fungerà da schermo per i dati da mostrare. Oltre a ciò troviamo anche un pannello di controllo dove il pilota può selezionare come rappresentare ciò che più gli interessa, e regolare luminosità e contrasto adeguandosi alle varie situazioni ambientali. In ultimo un proiettore integrato, responsabile di fare materializzare di fronte al pilota, quasi magicamente, ciò che desidera sapere in quel momento.

I più moderni Head Up Display di ultima generazione, sfruttano una tecnologia laser molto avanzata, in grado di rappresentare anche immagini e video di alta qualità. Se vi state chiedendo perché molto spesso venga usato il colore verde per mostrare ciò che serve, la risposta risiede nelle capacità dell’occhio umano.

La lunghezza d’onda di questo colore sensibilizza velocemente il nostro occhio, che quindi è in grado di recepire ciò che è mostrato ad una velocità maggiore durante lo spostamento degli occhi, ad esempio dal cockpit all’HUD stesso. Portando al cervello l’immagine rappresentata nel minor tempo possibile. Riassumendo si tratta di una sorta di congegno che permette di non distrarsi, di tenere sotto controllo l’essenziale nel rapporto uomo macchina, senza perdere di vista cosa sta accadendo davanti a noi.

L’Head Up Display delle auto

Non è un caso se molte case abbiano iniziato ad installare gli Head Up Display anche a bordo delle automobili. La prima causa di incidente stradale è la distrazione, o l’errata percezione di ciò che stiamo osservando.

Ecco allora che sugli HUD automobilisti vengono visualizzati indicazioni semplice e immediatamente comprensibili quali velocità e limiti, ma anche indicazioni del sistema di navigazione sotto forma di frecce di direzione. L’obiettivo ovviamente è di rendere immediatamente disponibili dati utili, senza che il guidatore, appunto, si distragga. Da questo punto di vista l’HUD sarà, anche per le auto, sicuramente un valido alleato a ridurre gli incidenti.

—–

Per ricevere tante notizie e consigli utili specialmente sul mondo auto e moto, sugli autovelox e su come difendersi dalle truffe, è possibile iscriversi gratis al canale Quotidiano Motori su Telegram. Vi invitiamo a seguirci anche su Google News cliccate qui sotto per l’iscrizione gratuita!

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

GM EV1

GM EV1: la storia dell’auto elettrica più venduta… negli anni ’90.

Auto Full Hybrid logo auto ibride usate

Auto ibride: quali sono le differenze tra Mild Hybrid, Full Hybrid e Plug-In Hybrid?

Auto Full Hybrid logo auto ibride usate

Auto Full Hybrid 2021: l’elenco delle migliori auto nuove