stallo

Lo stallo è realmente pericoloso come ci fanno vedere nei film?

Tutto quello che c'è da sapere sullo stallo degli aerei.

13 aprile 2021 - 7:00

Cos’è lo stallo? Quanto è pericoloso? Perché avviene? Quante volte lo abbiamo sentito tirare in ballo, anche nelle cronache degli incidenti aerei? Il pioniere del volo Otto Lilienthal fu la prima vittima accertata di questo fenomeno aerodinamico mentre collaudava la propria ala planante. Un violento colpo di vento fece letteralmente fermare in volo Lilienthal che piombò poi al suolo pochi istanti dopo, rimanendo ucciso per le gravi ferite riportate.

Torniamo alla domanda iniziale: cos’è lo stallo? Per rispondere dobbiamo procedere con un po’ di ordine. Essenzialmente si tratta della perdita di portanza da parte dell’ala, cioè della propria capacità di garantire al velivolo di sostentarsi in aria, che è la funzione principale a cui l’ala deve adempiere.

Sulla parte superiore ed inferiore dell’ala, scorre l’aria durante il movimento del velivolo e, senza entrare troppo nei tecnicismi, finché il flusso dell’aria scorre uniformemente e aderente al profilo alare, tutto va nel verso giusto, permettendo al nostro aereo di volare tranquillamente.

Quando per particolari assetti dell’aeroplano, e per il raggiungimento di una velocità troppo bassa (detta velocità di stallo), i filetti della massa d’aria che scorrono sul bordo superiore dell’ala cominciano ad essere instabili ed irregolari, siamo nella situazione aerodinamica che porta allo stallo e, in pratica, il velivolo, non più in grado di rimanere in volo a causa della perdita di portanza, comincia a cadere verso il suolo.

La cosa però non è cosi drammatica e priva di rimedio come a volte si vuole far credere. È una situazione che tutti i piloti sono in grado di gestire con sicurezza e facilità. L’unico rischio reale è quando il fenomeno si presenta a quote troppo basse: in questi casi il recupero esige solo che l’aereo abbia spazio verticale per riprendere la velocità necessaria a superare la velocità limite di stallo, permettendo così ai filetti d’aria di scorrere regolari sulla parte superiore dell’ala, riportandoci in volo. Il concetto che ho appena espresso risulta molto chiaro nel video qui sotto ed in cui potete vedere arricciarsi e muoversi disordinatamente i codini che servono ad evidenziare l’andamento dell’aria in prossimità dello stallo.

C’è da dire che lo stallo non è la causa principale degli incidenti. Spesso, anzi troppo spesso, la stampa non specializzata usa il termine stallo per indicare la vera causa di molti incidenti, in modo erroneo e superficiale, e talvolta persino non veritiero. Malfunzionamenti, guasti, errori di gestione dell’aeroplano possono portare gli aerei in assetti inusuali, pericolosi e letali, ma tutto ciò non ha nulla a che fare con lo stallo.

 

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