Alfa Giulia TZ4 Rendering

Alfa Giulia TZ4 Rendering: qualcuno ha provato a proseguire la serie!

Chissà se ne vedremo mai una reale

23 luglio 2020 - 22:00

TZ: Tubolare Zagato. Una sigla che significa molto per la storia di Alfa Romeo e che, per ora, è ferma all’Alfa TZ3 presentata nel 2010 e realizzata in pochissimi esemplari. Ma c’è chi, con l’Alfa Giulia TZ4 Rendering, ha pensatoche è il momento di aggiungere un nuovo capitolo a questa fortunata serie.

Alfa Giulia TZ4 Rendering: il retro corto è il fil rouge della serie

La serie TZ di Alfa Romeo, la fortunata collaborazione con Zagato, nasce negli anni Sessanta, quando vengono presentate due versioni differenti della Giulia TZ, a sua volta antesignano dei modelli TZ: si tratta delle Alfa TZ1 e TZ2. Due modelli prodotti da Autodelta sotto la guida di un ingegnere ormai leggendario, Carlo Chiti, e che si sono sempre distinti per un cofano molto allungato, a contrasto con un posteriore estremamente corto. Oltre che per una grande potenza, e un design ricercato distinto da tutte le altre Alfa, ma anche da tutte le altre automobili.

L’azienda riportò alla luce questa serie quasi cinquant’anni dopo, nel 2010, con la TZ3, che si è potuta ammirare anche alla scorsa edizione di Milano Autoclassica. Un’Alfa in tutto e per tutto nello stile, anche in questo caso elaborato, ricercato ed elegante, pur rimanendo in linea con il design Alfa dell’epoca e inaugurato con la 8C Competizione; anche se in realtà la TZ3 nasconde origini americane, perché se la carrozzeria in alluminio rinforzato è effettivamente di Zagato, il pianale e la base da cui deriva è quello della Dodge Viper. Comunque, si tratta di un’auto prodotta in 10 esemplari e dotata di un potentissimo V8 da 4,2 litri (mentre la Viper montava un V10).

Come detto, sono tutte vetture accomunate dalla loro iconica coda tronca, una corda corta nata in seguito alle ricerche di Wunibald Kamm, da cui il nome inglese di Kamm Tail o Kammback. Questa coda vuole minimizzare la resistenza aerodinamica, migliorando la vettura nella velocità e nel risparmio del carburante: una scelta che si è vista anche, per esempio, nella Ford GT40, nella Ferrari 250 GTO o nella Shelby Daytona, ma anche in auto ibride e “da tutti i giorni” come la Toyota Prius o la Tesla Model S.

Alfa Giulia TZ4 Rendering: linee spettacolari

Il designer argentino Facundo Castellano ha pensato che è il momento di proseguire la serie TZ di Alfa Romeo, e lo ha fatto con photoshop, ma sempre tenendo conto della tradizione. Infatti, nella realizzazione dell’Alfa Giulia TZ4 Rendering è partito dalla classica Giulia, che ha già effettivamente un cofano molto lungo e una coda abbastanza corta. Ma della Giulia tradizionale, qui, rimane solo la struttura, perché il design è stato completamente ripensato.

Innanzitutto, le porte sono ora 3 e la forma è quella di una coupé. Ma anche le linee sono nettamente più squadrate, con i fari anteriori che ricordano in un certo senso quelli della TZ3 ma ora hanno forma triangolare e sono impreziositi da un bel disegno a LED. In generale, tutto l’anteriore è tipicamente Alfa, ma estremamente rimodernato con queste linee dritte, nette, rigide, che non cedono alla morbidezza nemmeno per un istante. Anche il classico scudetto Alfa è privo della sua curvatura, e sposa una linea dritta che non arriva nemmeno a chiudersi, dando idea di continuità. Bello anche il contrasto tra rosso e nero, presente nella parte inferiore della vettura.

Lo stesso disegno triangolare dei fari anteriori è ripreso, con però un cambio di proporzioni, in quelli posteriori, che fanno parte di un design estremamente elaborato e piacevole. I fari stessi sono molto laterali e incassati, perché la forma del posteriore naturalmente tronco è a punta, con il logo Alfa Romeo posizionato proprio nella punta più esterna della vettura. Il lunotto è stretto e allungato, e non ci sono fronzoli a dare movimento: solo un gioco di luci, e ovviamente la parte inferiore nera dove spiccano i grandi tubi di scarico.

Di profilo si notano gli specchietti retrovisori sottili perché telecamere, il logo del Quadrifoglio verde garante di prestazioni elevate, e anche in questo caso linee appuntite e rigide e il contrasto tra il colore della carrozzeria e il nero della parte inferiore della vettura, e dei cerchi.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Come si legge il libretto di circolazione

Come si legge il libretto di circolazione?

Hongqi H9

Hongqi H9 vince su BMW Serie 7 nella battaglia della griglia più grande

pickup capovolto

I Pick Up più assurdi di sempre