contachilometri taroccati

Contachilometri taroccati e schilometrati: come accorgersene e cosa fare

Attenzione alle truffe

12 luglio 2020 - 13:00

Una delle truffe più ricorrenti che si rischiano andando a comprare un’auto usata è quella dei contachilometri taroccati, ovvero quando i venditori di auto di seconda mano taroccano il tachimetro schilometrando  i reali chilometri percorsi da una vettura. E questo per far leva su un timore molto diffuso negli italiani.

Contachilometri taroccati: la soglia psicologica dei 100.000km

La prima cosa che guarda un cliente alla ricerca di un usato sono sicuramente i chilometri percorsi dalla vettura, che anzi sono per la maggior parte il fattore decisivo. Ancora molto diffusa è la soglia critica dei 100.000 km, un concetto che risale ad anni fa e che ormai è considerato obsoleto. Si tratta di un mito che deriva dagli anni ’60 quando la vita delle auto era più limitata, così come lo erano gli spostamenti: 100.000 km si percorrevano in più tempo, salvo eccezioni.

Il risultato è che oggi i commercianti di auto usate preferiscono ovviamente avere una gamma di veicoli tutti tra il km 0 e i 90.000 km. Quelli senza scrupoli invece utilizzano i contachilometri taroccati: una modifica che fa apparire un valore di chilometraggio percorso molto inferiore rispetto alla realtà, in modo da riuscire a vendere anche le vetture più critiche.

Fortunatamente abbiamo modi per difenderci e per scoprire che si sta andando incontro a una truffa, tra l’altro denunciabile. Infatti, la vendita di un veicolo con il contachilometri schilometrato è ritenuta una pratica commercialmente scorretta, in quanto ostacola il cliente nella sua valutazione dei costi futuri per la manutenzione dell’auto. La competenza per quanto riguarda queste pratiche scorrette è dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che dà come consiglio, in caso sospetto, di minacciare segnalazioni all’Antitrust, facendosi assistere da un’associazione come l’Unione Nazionale Consumatori.

Ma andiamo più nello specifico.

Contachilometri taroccati: attenzione ai contratti

Molto spesso nei contratti si trovano frasi fatte o insensate sul fatto che siete consapevoli che l’auto usata può presentare difetti non identificati. Frasi spesso accompagnate da millantati certificati di conformità, privi però del nome e di informazioni sull’ente che li ha rilasciati, e che contengono delle valutazioni molto superficiali e incomplete sullo stato del veicolo.

In ogni caso anche il contachilometri taroccato o schilometrato rientra tra i difetti di conformità: infatti, avete pagato di più una cosa che non valeva quei soldi, e che vi costerà più in manutenzione. Va ricordato che bisogna agire entro 24 mesi dall’acquisto dell’auto manomessa o entro 12 se c’è un accordo esplicito che riduce la garanzia. Si consiglia di mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno al venditore, contestandogli un grave difetto di conformità e appellandosi all’articolo 129 del Codice di Consumo.

Se la differenza tra i chilometri reali e quelli reimpostati supera i 50.000 km, è una contestazione non sanabile per cui bisogna esigere la risoluzione del contratto, facendo capo all’articolo 130 del Codice di Consumo. Se, invece, rimane entro i 50.000 km potete richiedere una riduzione del prezzo di vendita, o un rimborso.

Contachilometri taroccati: le azioni legali

Se il venditore si appella a scuse di qualsiasi tipo, dovete segnalare tutto all’autority, in modo che disponga le sanzioni previste, che vanno da 5.000 € fino anche a 5 milioni. In questo caso, non ci sono termini di prescrizione né dovete rivolgervi ad un avvocato.

Quest’ultimo serve se non si trova un accordo con il venditore, iniziando un’azione legale nel foro competente della vostra zona di residenza in quanto il Giudice è quello di residenza del consumatore, e non del venditore. Se sospettate una truffa, è utile anche fare una denuncia ai Carabinieri o alla Polizia, perché accertino il reato ed eventualmente procedano con l’Autorità Giudiziaria.

Contachilometri taroccati: le responsabilità del venditore

Tenendo conto sia del Codice del Consumo sia del Codice Civile, la pratica dei contachilometri taroccati equivale ad aver venduto una cosa per un’altra, e implica delle responsabilità contrattuali molto precise. Non importa, inoltre, che l’alterazione sia stata fatta dal venditore in persona, da suoi dipendenti su suo ordine, o da altre persone prima che il veicolo giungesse alle mani del rivenditore a sua volta truffato.

È in ogni caso compito del venditore verificare sul serio e meticolosamente tutto quello che vende, e quindi comportarsi professionalmente. Ecco quindi che le responsabilità del venditore riguardano diversi aspetti. C’è una responsabilità penale, per frode in commercio e truffa qualora ci siano le prove che il contachilometri sia stato schilometrato dopo che il venditore è venuto in possesso del veicolo, e quindi su sua volontà.

La responsabilità contrattuale invece è la prassi, perché il venditore ha venduto una cosa per un’altra, così come quella istituzionale, che riguarda la pratica commerciale scorretta.

 

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