Dieselgate Bosch

Dieselgate: Bosch multa di 90 milioni euro ma non farà appello

Il produttore tedesco Bosch ha accettato di pagare una multa di 90 milioni di euro nello scandalo dei motori diesel truccati.

23 maggio 2019 - 18:59

Dieselgate Bosch – Si allunga la sequenza di cause legali e conseguenti multe dovute allo scandalo dieselgate. Questa volta è Bosch a dover pagare una maxi multa, si parla di 90 milioni di euro, questa volta in Germania. Se da una parte qualcuno ha sostenuto una sorta di “regia occulta” per danneggiare la Germania nelle vendite auto negli Stati Uniti, sono stati i proprio magistrati tedeschi a voler far luce su quanto avvenuto.

Lo ha stabilito il tribunale di Stoccarda,che hanno evidenziato “violazioni dei doveri di vigilanza” riconoscendo però che la frode “proviene dai dipendenti delle case automobilistiche”. L’azienda tedesca è stata coinvolta come fornitrice di componenti del sistema di gestione del motore. Si, proprio la centralina con il software modificato, usato per cambiare i risultati sul controllo sulle emissioni dei gas di scarico dei motori diesel. I magistrati hanno accertato come Bosch abbia venduto circa 17 milioni di centraline il cui software ha permesso di alterare il livello delle emissioni degli ossidi di azoto durante i test.

Bosch ha fatto sapere di aver rinunciato a fare appello. D’altra parte c’è da dire che la sanzione è decisamente minore rispetto a quanto pagato da Volkswagen, Audi o Porsche, con cifre che si aggirano attorno ai due miliardi di euro.

Perchè Dieselgate Bosch?

Dieselgate Bosch: come funzionava la ECU?

Questa unità di controllo motore (ECU) era modificata in modo da riuscire a capire la differenza tra situazioni di test e di guida reale, in modo da “sbloccare” le prestazioni nella guida di tutti i giorni, con tasso di inquinamento maggiore. Com’è stato possibile? La questione tecnica, non semplice, è stata dibattuta da alcuni esperti, tra i quali Felix Domke e Daniel Lange, come da articolo sul blog di Kaspersky. Ne riportiamo alcuni brani:

“… alle aziende automobilistiche non è permesso cambiare il firmware dell’ECU… … Pertanto, per essere compatibile con varie automobili, il firmware dell’ECU deve essere flessibile. Per ottenere tale flessibilità, i produttori si servono di molte variabili, che possono essere modificate dal costruttore in base alle esigenze specifiche di questo o quel particolare modello di auto o motore… …Per esempio, Bosch EDC17C46, che è il modello di ECU usato dalle auto coinvolte nello scandalo Dieselgate, ha più di 20.000 di queste variabili… ….le modifiche al codice del firmware non possono essere sviluppate dal produttore dell’auto, ma da quello dell’ECU sì, a richiesta del primo. Poiché ognuna di queste modifiche comporta lunghe documentazioni cartacee, è probabile che i produttori degli ECU informino le aziende automobilistiche quando le modifiche sono illegali. Infine, la decisione finale è presa dal costruttore dell’auto: per usare le modifiche, l’azienda automobilistica deve giocare con le variabili menzionate.”

 

 

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