FIAT Ritmo Rendering

Fiat Ritmo Rendering: il passato che torna

Se andasse in produzione, la comprereste?

17 dicembre 2019 - 7:00

Di tutti i marchi automobilistici, Fiat è quello che da circa dieci anni ha iniziato un’operazione nostalgia che finora ha mostrato un certo successo. L’azienda torinese ha infatti deciso di riproporre in chiave moderna alcuni dei suoi più fortunati modelli, cercando di risollevare, almeno in Italia, le sue vendite in settori dove da qualche tempo andava perdendo terreno.

Le vie intraprese sono diverse, ma comunque tutte più o meno con esito positivo: Dalla 500 alla Tipo, passando per la 124 Spider e la 500L, tutte si sono rivelate molto fortunate rimanendo, nel mercato italiano, sempre al top nelle vendite. Ecco perché la FIAT Ritmo Rendering, se smettesse di essere solamente un progetto grafico, potrebbe godere della stessa fortuna.

Fiat Ritmo Rendering: com’era, dov’era

Ci ha pensato il designer Paolo Schermi a riproporre la FIAT Ritmo come sarebbe se uscisse nel 2020. Il grafico ha deciso di mantenersi sulla linea intrapresa con Fiat 500 e Fiat 124 Spider, ovvero l’operazione nostalgia. La Ritmo da lui disegnata riprende infatti in toto le linee stilistiche dell’omonima berlina prodotta in due serie dal 1978 al 1988, sia al frontale, sia al posteriore, con anche degli accorgimenti e dei dettagli che solo i più attenti estimatori possono cogliere.

 Il frontale è pressoché identico a quello della vettura che riprende: Schermi renderizza l’ipotetica erede con un fanale rotondo, esattamente identico a quello della Ritmo anni Settanta, o anche nella versione a doppio fanale sempre rotondo, mantenendo tra l’altro anche la sua caratteristica linea bicromatica con carrozzeria verniciata nella parte superiore del frontale, e invece plastica/livrea nera opaca per la parte posteriore. L’auto si farebbe notare per un parabrezza molto grande, significato di grande luminosità nell’abitacolo e visibilità alla guida, e per una piccola presa d’aria in alto a sinistra sul cofano.

Il profilo della vettura suggerisce prima di tutto delle dimensioni compatte, che suggerirebbero la sua appartenenza non al segmento C, ma al segmento B, settore dove Fiat è assente da qualche anno e che con la Ritmo potrebbe essere colmato con grande successo, come già dimostrato dalla nuova Tipo nel segmento C, auto che è riuscita dove la Bravo del 2007 aveva fallito. La Ritmo moderna vede delle linee tese e spigolose riprese da quelle dell’antenata, ma un po’ più ammorbidite, livellate, per mantenersi in linea sia con le tendenze generali di questi anni, sia con lo stile di tutte le vetture della Fiat.

Nel profilo, andando a vedere nel dettaglio, si nota la linea accorciata dei finestrini, e di conseguenza un montante posteriore molto spesso, sia anche le tipiche maniglie rotonde riprese dalla Ritmo originale, così come i cerchioni che nel disegno sono i medesimi dell’antenata, personali e originali, ma ovviamente qui adattati a delle ruote di dimensioni maggiori e quindi con un diametro più grande.

Rispetto all’anteriore, la parte posteriore della vettura ha un cambiamento più evidente, ma sempre all’insegna dell’effetto nostalgia. Il disegno dei fari è sempre lo stesso: sono anche qui dei rettangoli, con però gli angoli smussati e una linea a LED molto particolare e piacevole. Il posteriore non ha altri dettagli o sporcature, se non la linea del bagagliaio. Rispetto alla Ritmo originale, che aveva il lunotto posteriore molto inclinato che confluiva direttamente nel bagagliaio, qui abbiamo uno stacco tra lunotto e carrozzeria, con però il vetro più accorciato rispetto al resto del portellone per riprendere anche qui il design dell’originale. Tuttavia, rispetto alla Ritmo degli anni Ottanta il lunotto è più piccolo e quindi potrebbe rendere quasi obbligatoria la presenza di una videocamera posteriore e dei sensori per il parcheggio.

Fiat Ritmo Rendering: anche sportiva e Rally

Paolo Schermi non ha dato certo limiti alla sua fantasia: il grafico ha infatti proposto diverse versioni della nuova Ritmo. La prima è sicuramente quella sportiva, chiamata Fiat Ritmo 200TC anche qui in richiamo alla celebre Ritmo 105TC. Se l’antenata, nella sua versione sportiva, portava a 105 i Cavalli della versione più “tranquilla”, quella nuova salirebbe a 200CV andando quindi in diretta concorrenza con la Ford Fiesta ST, la Renault Clio RS e la Peugeot 208GT.

A livello stilistico l’auto non si discosta molto dalla versione appena descritta, ma perde le cinque porte in favore di tre, e accentua il gioco di colori con tutta la parte inferiore della carrozzeria, posteriore compreso, in nero opaco, a contrasto con il bianco panna (ma sarebbero disponibili anche altri colori) del resto della livrea. Il tutto accompagnato da una striscia nera centrale, da cerchioni a 6 razze sottili molto grandi, e dal doppio scarico. Anche l’anteriore si fa più cattivo, con i fari bruniti, e una griglia di dimensioni maggiori; mentre sul cofano compare un’altra presa d’aria appena sopra i fari.

Da questa potrebbe derivare anche la Fiat Ritmo Rendering Rally, pensata da Schermi con la livrea Alitalia che ha reso celebre le campionesse italiane delle competizioni off road, su tutte la Lancia Stratos. In questo caso sono presenti dei doppi fari anteriori per migliorare la visibilità di notte e nei percorsi difficili, e dei cerchi dal disegno molto originale e molto bello, che fanno ben vedere le pinze dei freni in rosso brillante, lo stesso che si ritrova sugli specchietti. Anche in questo caso, si vedrebbe il ritorno di FIAT in una competizione dove manca da molto tempo.

FIAT Ritmo Rendering: la cabrio non può mancare

Infine, sempre per un effetto vintage, una versione di FIAT Ritmo Rendering cabriolet. Le cabrio ormai si contano sulle dita di una mano, in quanto auto diventate molto di nicchia: se pensiamo che solo 10-15 anni fa molte delle berline generaliste presentavano una versione cabriolet (Peugeot 207 e 308CC, Ford Focus CC, Golf Cabrio e, negli anni 90, la prima generazione di Punto Cabrio) oggi non tutti i marchi hanno in listino una vettura del genere, e se c’è è sempre frutto di una collaborazione – ne è un esempio la stessa 124 Spider, nata insieme alla nuova Mazda MX5.

La Ritmo Cabrio avrebbe però senso, proprio per il contesto vintage in cui nasce: a livello visivo infatti ricorda sia il concept della 500C, sia quello della Punto cabrio degli anni Novanta. L’auto infatti vede rimanere il suo grande parabrezza, e anche il montante centrale che divide sedili anteriori da divano posteriore. Un’auto sicuramente per pochi, ma che se presentata al giusto prezzo farebbe sicuramente la gioia di molti giovani (me per primo!) che cercano un’auto non spaziosa, ma divertente e bella da guidare nei lunghi viaggi.

Ma prima del prossimo appuntamento con i rendering vi faccio una domanda: se andasse in produzione, la comprereste?

 

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