Ford termina la produzione della Focus a Saarlouis dopo 27 anni. Le ragioni: calo della domanda per le compatte e scelta strategica verso SUV ed elettriche.
Venerdì scorso, dalla catena di montaggio dello stabilimento tedesco di Saarlouis è uscita l’ultima unità della Ford Focus, una berlina cinque porte bianca. Con quel veicolo si pone fine a una produzione durata 27 anni, che ha visto oltre 12 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo.
Lanciata nel 1998 in Europa come erede della Escort e premiata Car of the Year nel 1999, la Focus ha segnato un’epoca per il costruttore dell’Ovale Blu. Quella uscita da Saarlouis è la quarta generazione, arrivata nel 2018 e aggiornata nel 2021.
Ford in Europa cambia rotta: addio alle compatte

Negli ultimi anni la Focus è stata seguita da altri modelli storici che hanno lasciato il listino europeo, come la Ka nel 2019, la Mondeo nel 2022 e la Fiesta nel 2023. Restano nella gamma europea solo SUV, la sportiva Mustang e i veicoli commerciali.
Questo cambiamento non è casuale. Il ceo della Ford, Jim Farley, aveva dichiarato che vetture come la Focus non garantivano margini sufficienti per giustificare ulteriori investimenti, a fronte del crescente successo dei SUV e della necessità di elettrificare la gamma.
Una doppia domanda: il mercato non le vuole più o i produttori le spingono meno?
Alla luce di questa svolta, sorge una riflessione importante: le compatte come la Focus non si vendono più perché il pubblico non le desidera più, oppure perché i costruttori le hanno progressivamente abbandonate in favore di modelli più redditizi?
È indubbio che la domanda di auto a ruote alte sia cresciuta, spingendo i marchi a concentrare risorse e comunicazione su SUV ed elettriche. Ma è altrettanto vero che la riduzione dell’offerta, la mancata evoluzione del prodotto e una minore visibilità commerciale hanno probabilmente contribuito a spostare l’interesse del consumatore. In altre parole, non solo il mercato cambia, ma è anche l’offerta che guida quel cambiamento.
Questo sposta l’attenzione su una dinamica più ampia: non solo la scelta del singolo modello, ma la strategia complessiva del costruttore. Il caso della Focus si inserisce in un contesto dove i margini, la scalabilità industriale e la focalizzazione su veicoli a più alta redditività sembrano aver preso il sopravvento.
Saarlouis diventerà un polo farmaceutico

Lo stabilimento di Saarlouis ha prodotto oltre 15,6 milioni di veicoli dal 1970. Con la fine della Focus, l’impianto sarà riconvertito in parte dal gruppo farmaceutico Vetter Pharma, che prevede 2.000 nuovi posti di lavoro. Dei 2.700 dipendenti attuali, circa 1.000 resteranno per la produzione di componenti almeno fino al 2032, mentre gli altri dovranno scegliere tra trasferimento, incentivi o pensionamenti anticipati.
La produzione conclusa della Focus non rappresenta solo la fine di un modello, ma un segnale forte: i tempi delle berline “generaliste” in Europa stanno lasciando spazio a un mondo dominato dalle “ruote alte”. Sia la domanda che l’offerta si stanno ridefinendo, e il futuro della mobilità europea ne sarà influenzato.
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