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Mancano i chip, GM ferma tre stabilimenti e crolla in borsa: cosa sta succedendo?

GM al palo, con il titolo che crolla in borsa. Problemi anche per Ford. Ma cosa accadrà con le auto elettriche?

11 febbraio 2021 - 8:00

General Motors ha seri problemi di approvvigionamento di chip elettronici, ed è costretta a fermare ben tre stabilimenti di assemblaggio fino a metà marzo. Gli impianti fermi si trovano Kansas, in Ontario in Canada ed a San Luis Potosí, Messico dove viene effettuata la produzione delle Chevrolet Malibu dei SUV Buick Encore, Cadillac XT4, GMC Terrain e Chevrolet Equinox e Trax.

Gli impianti inizialmente avrebbero dovuto riaprire questa settimana ma evidentemente il problema è più grave rispetto a quanto ci si aspettava, tant’è che si parla di una ripartenza a metà marzo. La fornitura di semiconduttori rimane un problema che sta affrontando l’intero settore automobilistico, ed il piano di GM è quello di sfruttare ogni semiconduttore disponibile sul mercato, per poter ricominciare con la produzione dei propri veicoli.

Ricordiamo allora che i semiconduttori, ovvero i “chip”, sono componenti importanti sulle nuove automobili per tutto ciò che riguarda i sistemi di infotainment, sistemi di sicurezza ma anche parti più tradizionali come ad esempio il servosterzo. C’è da dire che le case automobilistiche e i fornitori di componenti hanno iniziato ad avvertire di una carenza di semiconduttori già alla fine dello scorso anno. Il problema è stato un picco inaspettato nella domanda di nuovi veicoli negli USA dopo la una chiusura di due mesi degli stabilimenti a causa della pandemia di coronavirus.

GM si trova purtroppo in buona compagnia, visto che anche Ford questa settimana è stata costretta a tagliare la produzione dei pick-up F-150 proprio a causa della carenza di chip. Tra l’altro, per l’ovale blu non è stato possibile “spostare” i chip da modelli meno redditizi rispetto all’F-150 perché quest’ultimo utilizza semiconduttori creati ad-hoc. Se si considera che fermare la linea del pick-up può ridurre i profitti di Ford per una cifra variabile tra 1 miliardo a 2,5 miliardi di dollari quest’anno, si spiega il crollo in borsa di ieri, con il titolo GM in calo del 6,23%.

Il dubbio, per altro lecito, è di capire è se la carenza di semiconduttori si riverserà con un impatto maggiore sul mondo delle auto elettriche, dove l’elettronica ha una importanza ancora maggiore rispetto ai veicoli con motore termico. Quali potrebbero essere le ricadute in questo caso? Per ora bocche cucite, in attesa di capirci di più.

 

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