Un enorme giacimento in Norvegia apre le porte all’indipendenza europea dalla Cina

La presenza di un deposito di roccia fosfatica da 70 miliardi di tonnellate in Norvegia potrebbe aiutare l’Europa
miniera miniera
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È stata confermata la presenza di un enorme deposito di roccia fosfatica di alta qualità in Norvegia, considerato il più grande del mondo e in grado di soddisfare la domanda mondiale di batterie per auto elettriche, pannelli solari e fertilizzanti da qui ai prossimi 100 anni, almeno secondo Norge Mining, la società che sfrutterà il giacimento.

La scoperta è stata approvata anche dalla Commissione europea, che l’ha considerata “una grande notizia” in grado di contribuire “agli obiettivi della proposta della Commissione sulla legge relativa alle materie prime critiche“. Potrebbe, quindi, ridurre la dipendenza dalla Cina, uno dei punti più critici della transizione?

Almeno 70 miliardi di tonnellate di fosfato

La roccia fosfatica è essenziale nella produzione del fosforo per i fertilizzanti, ma anche per essere utilizzata in alcuni elementi chiave del processo di decarbonizzazione voluto dalle società occidentali, e in particolare dall’UE, perché ampiamente impiegato anche per pannelli solari e, appunto, batterie per le auto elettriche, quelle di tipo LFP (Litio-Ferro-Fosfato) e per questo è stato incluso a marzo 2023 nella legge sulle materie prime critiche.

Riciclo delle batterie

Si stima che il deposito norvegese contenga almeno 70 miliardi di tonnellate di roccia fosfatica, superando quelli che attualmente sono i più grandi giacimenti di fosfato al mondo con 50 miliardi di tonnellate, siti nella regione del Sahara Occidentale del Marocco. Seguono la Cina, con 3,2 miliardi di tonnellate, l’Egitto, con 2,8, e l’Algeria, con 2,2.

Parlando delle batterie, al momento le LFP costituiscono una minoranza rispetto alle più apprezzate batterie agli ioni di litio, tanto che secondo la rivista Nature la quantità di fosfato necessario per la produzione rappresenterà appena il 5% ancora nel 2050, e questo nonostante numerosi produttori stiano vertendo su questo tipo di accumulatori almeno per le elettriche meno costose, come Tesla, Volvo e soprattutto BYD, che delle LFP ha fatto il suo asso nella manica.

Contro l’aumento dei prezzi

La scoperta norvegese potrebbe però aiutare l’Europa a rendersi indipendente e, cosa ancora più importante, ad abbassare i prezzi. Infatti, le riserve di roccia fosfatica si stanno esaurendo e sono detenute da pochi paesi, tutti non europei, che quindi puntano sulla forte domanda combinata alla bassa offerta per aumentare i prezzi. A questo, poi, si unisce il fatto che anche la raffinazione del fosfato, che richiede un grosso impiego di carbonio, avviene in Asia, divisa tra Cina, Vietna e Kazakistan.

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Foto di Guillaume Périgois su Unsplash

Secondo Michale Wurmster, il fondatore di Norge Mining, “la Norvegia sarà in grado di osservare standard ambientali più severi nel scavare e raffinare i minerali rispetto agli asiatici“, con una tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio.

Le attività di Norge Mining

Norge Mining ha scoperto la miniera nel 2018, e nel corso degli anni ha ottenuto tutti i permessi per avviare la produzione mineraria. Wurmster ha dichiarato che il governo norvegese è stato “molto favorevole” al progetto, tanto che a dicembre ha proclamato che tutti i progetti di materie prime critiche in Norvegia sarebbero stati soggetti ad approvazione accelerata, e la stessa Norge Mining ha già soddisfatto tutti i prerequisiti di base per ottenere le licenze minerarie.

pannelli solari

L’UE è invece più cauta. Come detto, ha classificato la roccia fosfatica come “critica” ma non “strategica” per la produzione domestica, e quindi questo esclude le miniere di fosfato dai finanziamenti. L’azienda, però, pare non ne abbia bisogno: Norge Mining ha elencato l’interesse di diverse aziende in Europa, Stati Uniti e Giappone, tra cui anche due “Importanti produttori di aerei”.

Al momento la situazione è in stand by, e la proposta di marzo sui minerali critici dovrebbe essere approvata in via definitiva entro la fine del 2023.

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