Lancia Delta Rendering

Lancia Delta Rendering: ritorno di fiamma

La vorremmo così!

25 marzo 2020 - 21:00

Tra le auto più significative della storia dell’automobile italiana (e mondiale) c’è sicuramente Lancia Delta, un modello che ebbe un successo enorme anche grazie alla sua partecipazione al mondo delle corse fuoristrada nella sua versione Integrale.

Successo che, purtroppo, non fu replicato dal modello successivo presentato negli anni Novanta e che appariva decisamente poco innovativo e anzi piatto nel design; e nemmeno dal reboot del 2007, bella nella linea ma forse un po’ troppo “imborghesita” per il pubblico. Ad ogni modo, comunque, non sono pochi gli appassionati e i designer che hanno realizzato delle nuove Lancia Delta Rendering riprendendo le forme del primo e appassionato modello, ma anche proponendone di nuove.

 

Lancia Delta Rendering: nell’Olimpo automobilistico

La prima e originale Delta fu commercializzata, in quattro versioni, dal 1979 al 1993, ed era un progetto sia di design che meccanico particolarmente innovativo per l’epoca, oltre che italiano in tutto e per tutto. L’estetica infatti si deve alla matita di Giorgetto Giugiaro, che pensò proprio nel 1979 all’erede della Fulvia, fuori produzione dal 1972. La linea era squisitamente squadrata sia all’anteriore che al posteriore, con un accenno di sportività in più anche nella versione normale, stradale, che pur rimanendo certamente elegante in pieno stile Lancia, era un po’ più “grezza” e giovanile rispetto sia alla Fulvia sia alla Beta, modello che insieme a lei sostituiva l’antenata del 1972.

Come detto, la Delta era molto innovativa ed evoluta: le sospensioni anteriori erano MacPherson a ruote indipendenti, con montante costituito da un ammortizzatore idraulico e una barra stabilizzatrice, mentre quelle posteriori – anch’esse MacPherson a ruote indipendenti – costituivano di due bracci oscillanti trasversali e un montante ad ammortizzatore idraulico telescopio a effetto doppio. Il gioiellino di Lancia fu proposto, all’inizio, con due motorizzazioni 4 cilindri in linea, gli stessi montati sulla Fiat Ritmo anche se migliorati nell’alimentazione. Il primo aveva una potenza di 78CV e il secondo da 85CV. A questo si aggiungeva una dotazione di accessori completa e delle finiture perfette e ben realizzate, che giustificarono un prezzo lievemente più alto rispetto alla media del segmento ma che sancirono comunque il suo successo e, anzi, le fecero guadagnare nel 1980 il premio di Auto dell’Anno.

Nel 1986, Lancia presenta la prima versione integrale, la Delta HF 4WD nata anch’essa per l’uso dell’utente comune: si tratta di una trazione integrale permanente, con differenziale anteriore libero e differenziale centrale epicicloidale che ripartiva la coppia motrice al 56% all’asse anteriore e il resto al posteriore. Prima di una serie di versioni sempre più pompate che porteranno al 1991 a fruttare l’esperienza Lancia maturata in anni di competizioni all’ultima e definitiva Lancia HF integrale Evoluzione, la Deltona come la chiamano gli appassionati: la Evo1 del 1991 aveva un motore 4 cilindri turbo da 210CV e 300 N/m di coppia, e l’ultimissima Evo2 del 1993 lo stesso motore da 215CV e 310 N/m.

Queste versioni superpompate della Delta – insieme a poi alle versioni successive, che sostituiranno la nomenclatura 4WD con quella “Integrale” – sanciscono definitivamente il record tuttora ineguagliato di vittorie di Lancia ai campionati Rally. Infatti, con la Delta, Lancia otterrà ben 6 vittorie consecutive al mondiale (dal 1987 al 1992) che si aggiunsero ai cinque titoli ottenuti con la Stratos e la Lancia Rally 037, per un totale impressionante di undici vittorie (quasi) consecutive.

 Lancia Delta Rendering: come la vorrei…

Diversi sono i concept che circolano in giro su Lancia, ed è anche difficile selezionarli. Alcuni li abbiamo già visti in un altro post dedicato a 5 modelli Lancia, e che approfondirò qui. Il designer ha proposto due sue reintepretazioni di Lancia Delta Rendering, sia la versione stradale che quella integrale. Nel primo caso abbiamo una versione che, seppur ancora molto blanda e tranquilla, accenna già a parecchia sportività. La forma riprende naturalmente quella della Delta originale, evolvendone però le forme: per esempio i fari hanno una soluzione “monoblocco” con però inedita trama 3D, con una linea “superficiale” ed esterna data dalle luci diurne a LED nonché luci di direzione, e la parte più profonda costituita da abbaglianti e anabbaglianti. I fari sono inseriti in una griglia rettangolare non troppo spessa che inserisce anche la cromatura che ingloba il logo Lancia e che spezza la griglia stessa in due, secondo una soluzione che ho visto essere molto diffusa in molti concept reprise di Lancia. Di lato questa Delta si caratterizza per una linea un po’ più muscolosa rispetto al frontale (che, per il resto, è pulito), e per una linea dei finestrini squadrata e irregolare.

La versione Integrale di Lancia Delta Rendering ha un design più grintoso, con paraurti più bassi e una griglia inferiore che si va ad aggiungere a quella superiore, che è la stessa vista nel modello “normale”. I fari sono qui sdoppiati all’interno, e richiamano sicuramente il disegno dei fari delle ultime versioni della prima Delta. Bello anche il gioco di contrasti tra il giallo della carrozzeria e il nero di cerchi, specchietti e del grande spoiler che si intravede nel posteriore.

C’è anche un altro progetto di Lancia Delta Rendering, ovvero una Lancia Delta HF proposta da Andrea Bonamore. Qui il design è un po’ più moderno, e richiama l’originale solo nella forma squadrata (ma non troppo) della carrozzeria e in alcuni dettagli stilistici. Per esempio, i fari qui sono rettangolari ma più allungati e il disegno sdoppiato della originale Evo è simile ma non uguale, con due LED di forma irregolare più grandi e forse più in linea con i dettami moderni. L’anteriore si caratterizza poi per una calandra abbastanza spessa, con una cromatura brunita (da contrapporre forse a una cromatura argentata in una versione base?) che divide la griglia e include il logo Lancia. Elementi neri, anche qui, degli specchietti, del tettuccio, dei montanti e dello spoiler posteriore a contrasto con la tinta bianca della carrozzeria e con l’argento dei cerchi in Lega dal diametro particolarmente generoso.

Lancia Delta Rendering Evoluzione GT

Una menzione speciale merita un Rendering che propone un’ulteriore versione della Delta, ancora più potente chiamata Evoluzione GT e con una linea che suggerisce – come del resto indica il nome – un allestimento Gran Turismo. Qui il design, realizzato da Evoluzione GT e che richiama in tutto praticamente quello degli anni ’80-’90 con modifiche ai fari posteriori (bruniti e a LED) e a qualche altro piccolo dettaglio, si fa estremo, con nervature e muscolature che emergono soprattutto nel profilo, e con un posteriore caratterizzato dal doppio scarico.

Bello anche lo spoiler, non un alettone vero e proprio in quanto è una parte di carrozzeria che potremmo dire in altorilievo sul tettuccio e che sembra quasi coprire i finestrini posteriori. La Delta è quasi certo non tornerà mai, visto che il glorioso marchio italiano oggi è ridotto alla sola piccola Ypsilon ma, specie in questi tempi di quarantena, è bello sognare un po’ e rivivere in chiave moderna quello che è sicuramente un mito automobilistico italiano, europeo e mondiale.

2 commenti

tizianaebrun_14739606
8:38, 27 marzo 2020

Per prima cosa ringrazio il vostro giornale per tenere sempre vivo il ricordo di una cosi grande automobile,che ha segnato la storia dei rally e non solo,per poi essere messa da parte come il marchio stesso che rappresentava.
Detto questo mi permetto di correggere un dato tecnico da voi pubblicato,ovvero vi assicuro che anche gli ammortizzatori posteriori sono Mac Pherson come tutte le Lancia Beta/Gamma e succesivamente Thema ecc.ecc.
Faccio questa affermazione perche nel lontano 1978 quando si comincio i prototipi della Delta,e via via le piccole pre serie io lavoravo presso le Costruzioni Sperimentali LANCIA. Nella speranza di esservi stato utile vi auguro buon lavoro.

Busso Bruno.

    Gianluca Pezzi
    10:11, 27 marzo 2020

    Buongiorno Bruno, innanzitutto grazie per il gentile commento e per la segnalazione, che ci permette di essere ancora più precisi. Un ulteriore ringraziamento a tutte le persone che come Lei ha lavorato per Lancia, rendendo grande questo storico marchio. Se ha voglia di mettersi in contatto con noi e magari raccontarci qualcosa della sua esperienza, il nostro indirizzo è info@quotidianomotori.com.

    Un cordiale saluto,
    Gianluca Pezzi

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