Lancia Musa Rendering

Lancia Musa Rendering: se fosse un B-SUV?

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24 dicembre 2019 - 11:00

Nella storia recente di Lancia, soltanto la monovolume compatta Musa è riuscita ad ottenere vendite paragonabili a quelle di Ypsilon. Si tratta di un’auto che nasce come cugina elegante e più lussuosa della Fiat Idea, auto con la quale condivide pianale, meccanica, elettronica, motorizzazioni e tantissimi elementi stilistici, soprattutto per quanto riguarda il design posteriore. Lancia Musa Rendering è quindi un progetto nato dagli appassionati che vedrebbe il ritorno di questo fortunato modello nel settore più in crescita del decennio: quello dei SUV compatti.

Lancia Musa Rendering: al posto giusto nel momento giusto

La prima Musa fu infatti progettata per entrare in un segmento che negli anni 2000 era in forte crescita, ovvero quello delle piccole monovolume: altri costruttori, infatti, avevano già provveduto a posizionarsi in questo settore, dominato dalla Mercedes Classe A, dalla Opel Meriva, ma anche da Toyota Yaris Verso e Citroën C3 Picasso. Fin dal 2004, anno del suo debutto, la Musa ha segnato ottimi risultati, riuscendo ad essere dal 2006 al 2009 la più venduta in Italia nel suo segmento.

L’auto riusciva quindi a battere la cugina di Fiat, grazie a degli interni più curati ed esteticamente appaganti, e a un design che – soprattutto con il restyling del 2007 – riusciva ad essere più elegante e personale rispetto a quello decisamente più anonimo della Fiat Idea.

Lancia Musa era una monovolume di dimensioni molto contenute che però permettevano grande spazio e abitabilità interna. Parliamo di un’auto lunga 4 metri, larga 1,70 e alta 1,66 che quindi risultava ottima sia in città sia nei lunghi viaggi, grazie all’ottimo comfort e al lavoro fatto per l’insonorizzazione. Se già il primo modello, specie nel frontale, aggiungeva elementi di pregio come la calandra cromata, i fari a goccia e le cromature, con il restyling Musa divenne ancora più elegante, introducendo nuovi colori, la possibilità di una verniciatura doppia (come su Ypsilon e nuova Delta) e i fari posteriori a LED, il cui disegno riprendeva quello della nuova Delta.

Nonostante i buoni risultati di vendita, però, la produzione della Lancia Musa termina nel 2012 senza che siano presentati eredi. Indubbiamente il declino delle monovolume compatte, che aveva per esempio fatto sì che la Serie A si trasformasse in una berlina compatta e sportiva, unite alle pessime condizioni del marchio italiano, hanno di fatto cancellato ogni possibilità di vedere un’erede della Musa. Eppure, c’è chi ha ipotizzato come potrebbe essere una Musa dei nostri tempi.

Lancia Musa Rendering: un B-Suv compatto e alla moda

L’unione di FCA con il gruppo francese PSA, però, potrebbe dare nuovo slancio al marchio Lancia, che attualmente vende solo in Italia e ha in listino solo Ypsilon, di cui è previsto un aggiornamento alle motorizzazioni nel 2020 con l’arrivo del Mild Hybrid. C’è da dire che Carlos Tavares, attuale presidente di PSA e futuro presidente del gruppo italo-francese, ha detto che nessun marchio dovrà essere cancellato. E questo vuol dire che Lancia potrebbe avere nuova vita, specie grazie alla condivisione di componenti e pianali.

Basandoci, quindi, sui progetti pubblicati dal designer Andrea Bonamore, ecco come potrebbe essere la nuova versione di Lancia Musa (che il designer chiama Sheyak). Proprio come la prima generazione sfruttò un segmento di successo e in crescita portando ottimi risultati a mamma Lancia, così Lancia Musa Rendering è un SUV di dimensioni compatte che entrerebbe in diretta concorrenza con Mercedes GLA, Volkswagen T-Roc, Ford Nuova Puma e tanti altri in questo settore estremamente saturo e competitivo. SUV che potrebbe condividere il pianale con le prossime generazioni di Fiat 500X e Jeep Renegade, o anche con l’appena uscita DS3 Crossback che le darebbe possibilità di avere una versione elettrica.

Lancia Musa Rendering – rendering che sembra quasi una fotografia per la sua qualità – si presenta come una vettura in perfetto stile Lancia. Linee morbide, sobrie, con pochissime nervature, e con elementi originali che si trovano soprattutto nei dettagli. Sembra ormai confermata (perché presente in tutti i rendering) la presenza di una calandra frontale larga e divisa in due da una cromatura brunita che ingloba il logo Lancia, e che si estende fino a comprendere il gruppo ottico anteriore con fari full LED. Originale anche la scelta di presentare le luci diurne più in basso rispetto al resto del gruppo ottico, rendendole come se fossero delle piccole prese d’aria incavate nella carrozzeria.

Il cofano è piatto, con sole due minuscole nervature, e fa da base di un parabrezza molto ampio. (esattamente come lo era quello della prima Musa) separato da finestrini altrettanto ampi e regolari da un piccolo montante. Particolarmente belli sono gli specchietti retrovisori, che inglobano anche le frecce di direzione, e che si presentano come larghi e stretti. Infine, ben riusciti anche i cerchi molto grandi, con un disegno direi elegante, anche qui tipicamente Lancia.

Per ora, le dichiarazioni di Tavares si sono limitate alla volontà di mantenere in vita tutti i marchi presenti nel gruppo. Una cosa più facile a dirsi che a farsi, vista la quantità di marchi presenti nel futuro gruppo, ma che lascia speranze anche per un rilancio dello storico marchio torinese: sono già in giro le voci che ipotizzano l’uscita della Musa B-SUV nel 2022. Lancia potrebbe del resto sfruttare la sua nuova nomea di marchio alla moda che punta tanto a giovani e donne con un modello curato a un prezzo competitivo anche con questa Lancia Musa Rendering. Ma solo aspettando capiremo quale sarà il destino di Lancia e di tutti i marchi automobilistici italiani.

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