La Lotus Esprit Submarine Car di James Bond vale 730.000€!

Robin Grant
06/08/2022

La Lotus Esprit Submarine Car di James Bond vale 730.000€!

La Lotus Esprit Submarine Car usata nel film “The Spy Who Loved Me” del 1977, parte della saga di 007, è una delle auto che valgono di più: all’ultima asta di Sotheby’s del 2013 fu venduta per 616.000 £, circa 730.000 €.

La vettura è amatissima da tante generazioni di appassionati di cinema, ed è in cima ai sondaggi quando viene chiesto loro di indicare le auto che amano di più nei film. Comunemente a tutte le auto dell’agente più famoso di tutti i tempi, questa Lotus era una vera macchina da guerra, ricca di armi e gadget che hanno aiutato Bond a ottenere la vittoria contro il nemico.

Lotus Esprit Submarine Car e il suo design italiano

La storia di questa auto nasce nel 1972, quando al Salone di Torino l’Italdesign di Giugiaro presentò una concept car basata sul telaio allungato della Lotus Europa, come uno dei primi esempi dei concept poligonali a “carta piegata” o “cuneo” del designer italiano.

Lotus Esprit Submarine Car

L’auto seppe conquistare l’attenzione della stampa automobilistica, e il costruttore inglese alla fine decise di sviluppare la Esprit usando proprio questo design, cambiando pochissimo nella versione definitiva. La Lotus Esprit venne lanciata tre anni dopo, nel 1975, al Salone di Parigi, venendo commercializzata l’anno successivo come erede dell’Europa.

Grazie al suo telaio leggero, alla sua configurazione con motore centrale, e alla carrozzeria in fibra di vetro, la Esprit ha dato impulso alla reputazione del marchio come produttore di supercar maneggevoli e di classe. Inoltre, quando fu lanciata era l’auto sportiva più sofisticata e innovativa del Regno Unito.

Il debutto al cinema

La Lotus Esprit fece così tanto parlare di sé da impressionare anche il produttore cinematografico Albert Broccoli, detto “Cubby”, che vide un modello pre-produzione parcheggiato di fronte al suo ufficio ai Pinewood Studios di Londra, privo di badge identificativi e lasciato lì dal responsabile PR di Lotus, Don McLauchlan.

McLauchlan sapeva che erano iniziati i preparativi per un nuovo capitolo della saga di 007, e per questo voleva rendere disponibile per il film la nuova vettura dopo aver visto come gli altri episodi avessero avuto un impatto pubblicitario enorme per Aston Martin e per le sue vendite.

Lotus, raggiungendo un accordo, consegnò due vetture alla produzione: entrambe avevano un altro pezzo di lamiera sotto il radiatore come protezione dalle strade accidentate della Costa Smeralda, in Sardegna, dove avrebbero avuto luogo le riprese dell’inseguimento. Lotus fornì poi altre sette scocche, di cui una sigillata per scene subacquee e per rendere l’auto la Lotus Esprite Submarine Car, appunto un sottomarino.

La Esprit infatti è stata l’unica auto di James Bond ad avere la facoltà di trasformarsi in un sottomarino, con un vero effetto sorpresa per il pubblico: in controtendenza con gli altri episodi, Q non riuscì a spiegare le caratteristiche della vettura all’agente, motivo per cui quando la Lotus venne letteralmente sparata in mare, tutti rimasero sbalorditi.

Lotus Esprit Submarine Car

Per riuscire nell’opera, la scocca è stata spedita a Perry Oceanographics, società di ingegneria navale con sede a Riviera Beach, in Florida, nota per aver costruto veicoli sommergibili di ogni tipo. Lavorando con Derek Meddings, supervisore degli effetti speciali, hanno immaginato la Lotus come un sottomarino “bagnato”, perché pieno d’acqua mentre naviga”, che si muove in avanti grazie a 4 eliche e motori azionati da batterie in un compartimento a tenuta stagna. Sott’acqua, le ruote della Lotus ruotano di circa 90 gradi, mentre le prestazioni di immersione ed emersione sono regolate da vasche di zavorra. L’operazione di conversione costò 100.000 $ dell’epoca, quasi mezzo milione di dollari odierni.

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