Mercedes Benz C 111

Mercedes Benz C 111: la storia dell’iconica super sportiva

La storia dell'iconica super sportiva!

26 marzo 2020 - 18:34

Affascinante icona tra le super sportive e beniamina dei mass-media, laboratorio mobile per lo sviluppo del motore Wankel e di altre nuove tecnologie e, non da ultimo, leggendaria auto da record: questo e molto altro ancora è la Mercedes-Benz C 111.

Il suo secondo stadio di sviluppo denominato C 111-II, dotato del motore rotativo in versione a quattro rotori M 950 F da 257 kW (350 CV) festeggia quest’anno un compleanno a cifra tonda. Oggi, a cinquant’anni di distanza dal debutto della C 111-II, il futuro ha altre forme e nuove suggestioni: entra in simbiosi con la natura e prende le forme della Vision AVTR, una suggestiva showcar ispirata ad Avatar, il kolossal Hollywoodiano di James Cameron.

Mercedes Benz C 111: il debutto

La vettura super sportiva è stata presentata 50 anni fa, nel marzo del 1970 al 40° Salone dell’automobile di Ginevra. Alta appena 1.120 millimetri, la nuova Ali di gabbiano con passo di 2.620 millimetri è dotata di una carrozzeria in materiale sintetico rinforzato con fibre di vetro, che è avvitata al gruppo pianale in lamiera di acciaio.

La velocità massima raggiunge i 300 km/h. È tutt’oggi una vettura che desta entusiasmo in chiunque la osservi: una Mercedes-Benz C 111-II verniciata nel caratteristico colore ‘Weißherbst’ (dal nome di una nota qualità di vino rosato tedesco) può essere ammirata nel museo Mercedes.

Mercedes Benz C 111: lo sviluppo

La C 111-II nasce sulla base della C 111, presentata nell’autunno del 1969. Dal punto di vista tecnico, questa vettura si segnala soprattutto per il motore Wankel a quattro rotori, un autentico propulsore da competizione. Lo sviluppo del design è iniziato nell’estate del 1969 sotto la direzione di Bruno Sacco e Josef Gallitzendörfer.

Rispetto al modello precedente è stata migliorata, tra l’altro, la visuale del conducente grazie a modifiche a parafanghi, tetto e cofano posteriore. È stata ottimizzata anche l’aerodinamica: le misurazioni effettuate nella galleria del vento mostrano che la resistenza aerodinamica si è ridotta dell’otto per cento rispetto alla versione C 111.

Gli interni della C 111-II si distinguono per la loro estetica moderna. Questa vettura da sogno esprime la sua adattabilità all’impiego quotidiano, ad esempio, grazie alla grande disponibilità di spazio, che le consente di alloggiare una valigia grande e due valigie piccole del set di valigie Mercedes.

Mercedes Benz C 111: dream car

La Mercedes Benz C 111 si presenta fin dal primo istante come un vero highlight. Nasce così il piano del Consiglio di amministrazione dell’allora Daimler-Benz AG, che delibera che la C 111 venga presentata come dream car al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte del 1969.

Dopo questo sensazionale debutto, la C 111 è ospite di numerose altre fiere ed esposizioni: il Salone dell’automobile di Parigi, il London Motor Show (ottobre 1969), il Salone dell’automobile di Torino (ottobre/novembre 1969), il Jochen Rindt Show di Vienna (novembre 1969) ed Essen (dicembre 1969), il Salone dell’automobile di Bruxelles (gennaio 1970) ed il Chicago Auto Show (febbraio 1970). A marzo del 1970 debutta poi a Ginevra la versione ulteriormente migliorata, la C 111-II.

Mercedes Benz C 111: highlight da ammirare

Molti facoltosi appassionati di auto sportive sono disposti a pagare somme elevate per una C 111. Già nel 1969, a Londra, un appassionato di automobili offre fino a mezzo milione di marchi tedeschi. Nei mesi successivi a Stoccarda arrivano perfino assegni in bianco. Il Marchio tuttavia sottolinea che la vettura sperimentale non è in vendita.

Nella primissima fase della sua carriera, però, l’antesignana della C 111 (che Mercedes denomina internamente C 101) era destinata a un gruppo target completamente diverso: già nel 1963 si pensava ad un motore Wankel da utilizzare per una “piccola auto sportiva dal prezzo contenuto”, che si sarebbe collocata al disotto della SL Pagoda (W 113). Alla fine del 1968, questo orientamento si concretizza in una “piccola vettura sportiva”, priva di marcate qualità sul versante del comfort, adatta anche ai rally e che doveva rivolgersi ai giovani. Ne fu conquistato anche l’artista americano Andy Warhol, che la scelse come icona ispiratrice di alcune delle sue opere.

Mercedes Benz C 111: esperienza di guida

50 anni fa, a Ginevra, la C 111-II non era solo un highlight da ammirare dal punto di vista estetico, ma anche un’esperienza da vivere in tutta la sua concretezza. Perché al Salone dell’automobile, Mercedes porta due delle complessive cinque vetture sperimentali della seconda serie che erano state programmate. Contrassegnata dal numero interno 31, la vettura di prova è la prima C 111-II e, nell’ambito della presentazione alla stampa del 1970, può essere osservata in azione sul Circuit de Monthoux, vicino a Ginevra, mentre effettua giri dimostrativi.

Mercedes Benz C 111: l’auto nata al computer

La Mercedes Benz C 111 è futuristica non solo nelle sue forme. Si tratta infatti della prima automobile al mondo progettata al computer fin dalle sue basi. La tecnologia digitale permette perfino il calcolo dei carichi dinamici. Mercedes stima che in tal modo sia possibile accorciare di circa quattro mesi il periodo di sviluppo. Il film documentario prodotto internamente ‘L’auto nata al computer’ presenta l’innovazione.

Mercedes Benz C 111: motore V8

Nel dicembre del 1970, su una C 111-II viene montato, anziché il motore Wankel, un motore V8 a pistoni con moto alternativo da 3,5 litri Mercedes-Benz. In occasione delle manifestazioni dedicate alle auto d’epoca, questa vettura Classic consente di vivere ancora oggi tutto il dinamismo della C 111 e non smette di destare entusiasmo.

Un altro esemplare unico della collezione dell’Azienda è una C 111-II del 1975: il suo gruppo pavimento è costituito da una struttura a sandwich, composta da due gusci di resina sintetica rinforzata con fibra di vetro dello spessore di pochi millimetri, che vengono saldati insieme con una schiuma in poliuretano, fino a formare un cuore in materiale composito.

Mercedes Benz C 111: dettagli

La C 111-II si distingue dal modello precedente per alcuni confortevoli dettagli. Si tratta di miglioramenti dovuti soprattutto all’impegno di Rudolf Uhlenhaut, responsabile Sviluppo autovetture. Oltre al normale bagagliaio, la vettura offre la possibilità di trasportare sci ed una valigia supplementare sistemata sul portellone posteriore mediante cinghie di fissaggio.

Uhlenhaut sottopone la C 111-II anche ad un singolare test pratico, denominato ‘prova del burro’: si tratta di verificare se, durante un impiego sportivo della vettura, un panetto di burro riposto nel bagagliaio si sciolga – nonostante l’isolamento contro il calore sviluppato dal motore a combustione.

Mercedes Benz C 111: tributo al colore

Nell’immaginario collettivo, la C 111-II e la sua versione precedente sono inequivocabilmente associate alla tonalità cromatica arancio metallizzato denominata ‘Weißherbst’. In una prima fase, tuttavia, alla fine degli anni ’60, viene presa in considerazione anche una verniciatura in ‘rosso cinabro’ con strisce da rally a decorare la livrea.

Nel 1969 la C 111 si presenta inizialmente con una vernice a effetto bianco ed in arancione brillante. Ma al momento del debutto della C 111-II, avvenuto 50 anni fa a Ginevra, si è già affermata come tipica di questa vettura la verniciatura ‘Weißherbst’.

Mercedes Benz C 111: auto da record

Dopo la C 111-II e la sua omologa con gruppo pianale in materiale sintetico, Mercedes-Benz non prosegue lo sviluppo della super sportiva con motore Wankel. Tuttavia, la stella di queste vetture sperimentali continua a brillare. Perché sulla loro base nascono auto da record di enorme successo, precisamente: la C 111-II D (1976), la C 111-III (1977) e la C 111-IV (1979).

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