Microtransazioni BMW

Microtransazioni BMW: servizi auto come acquisti in-app

Le auto stanno diventando smartphone a 4 ruote?

7 luglio 2020 - 18:00

BMW ha annunciato un grande aggiornamento software per il sistema di infotainment delle sue vetture, disponibile da questo mese di luglio e che ha portato non poche novità. Le nuove auto usciranno dal concessionario già aggiornate, mentre per i modelli comprati e usciti prima di luglio sarà rilasciato un aggiornamento via etere. Ma tra le varie novità presentate, sono le microtransazioni BMW quelle che più colpiscono. Non bisogna pensare, però, che la casa bavarese sia la prima, o l’unica.

Microtransazioni BMW: le novità software

Innumerevoli sono le novità che l’azienda ha presentato nel suo nuovo aggiornamento software dedicato ai sistemi di infotainment della sua gamma veicoli. Una vera e propria revisione, o restyling, digitale che include, tra le altre cose, un nuovo assistente vocale ora più moderno e al passo coi tempi – e che dovrebbe essere anche più intelligente e capace di adattarsi e capire i nostri comandi – e delle nuove mappe per il navigatore.

Di rilievo è anche la parte dedicata all’integrazione con lo smartphone, come al solito (e purtroppo) a tutto vantaggio degli utenti Apple. La stessa azienda di cupertino ha presentato alla sua conferenza stampa annuale, quando ha rivelato le nuove versioni di iOS, iPadOS e MacOS, l’integrazione con BMW che rende iPhone una vera e propria chiave digitale, in grado di aprire o chiudere l’automobile, ma anche di tante altre funzionalità. Dico purtroppo, perché un aggiornamento simile ha naturalmente riguardato anche Android, ma in maniera minore, e cioè “limitandosi” a supportare Android Auto Wireless. Questa è una discriminante non da poco, soprattutto tenendo conto della gaffe di qualche anno fa, quando i vertici di BMW giustificavano l’allora unico supporto ad Apple Car Play per il fatto che l’utenza premium a cui si rivolgono comprasse iPhone perché più costoso, non considerando i tanti modelli Android di Sony, Samsung e Huawei con prezzi pari se non addirittura superiori agli iPhone.

Altre novità sono il Connected Parking, funzione in realtà collegata alle nuove mappe e che consente la ricerca di parcheggi con dei servizi aggiuntivi.

Microtransazioni BMW: la casa bavarese sulla scia di Tesla e di Ford

Come detto, però, la novità più eclatante e che farà certo discutere sono le microtransazioni, ovvero la possibilità per il cliente di aggiungere (e rimuovere) servizi per l’automobile acquistandoli dopo aver preso l’automobile, in maniera non troppo diversa da quanto accade sulle app per gli smartphone.

Del resto, oggi le auto sono iperconnesse tra di loro e con altri dispositivi, sono piene di computer e di software che hanno agevolato i produttori nell’aggiunta veloce di nuove funzioni e funzionalità, ma anche per la risoluzione di bug, problemi di patch e altri problemi. BMW non è la prima, perché per esempio Tesla ne ha fatto un po’ il suo marchio di fabbrica, ovvero più o meno da sempre permette una personalizzazione dell’auto anche dopo l’acquisto, con lo sblocco dell’intera capacità dei pacchi batteria per aumentare l’autonomia, o anche con la possibilità di comprare il pilota automatico, la connettività premium.

Di recente anche Ford ha reso più connesse le sue vetture. Ripeto sempre, quando parlo di Ford, che il SYNC è uno dei sistemi di infotainment meglio sviluppati per le automobili (l’impronta di Microsoft è evidente), e se era abbastanza all’avanguardia già dalla prima versione, ora ha introdotto la possibilità di connettersi in una sorta di database Ford per dialogare con tutti i proprietari di veicoli dell’ovale blu per segnalare incidenti, parcheggi liberi o altre criticità e informazioni lungo il percorso. Inoltre, la casa americana dall’anno prossimo introdurrà degli aggiornamenti via etere – inizialmente solo per l’F-150 – che coprono l’auto nella sua interezza, e che consentiranno di addebitare anche in questo caso delle nuove funzionalità.

In generale, vediamo come “soliti noti” della Silicon Valley siano sempre più protagonisti nello sviluppo dei sistemi di infotainment delle case automobilistiche, sistemi che per loro costituiscono una fonte di entrate enorme e che in un certo senso sopperisce alla stagnazione del mercato consumer. Come visto, Microsoft collabora con Ford sin dal SYNC 2, Google ha ridisegnato il sistema di Volvo e appunto Apple è parte importante del sistema di BMW.

Microtransazioni BMW: la formula tedesca

Tuttavia, BMW vuole distinguersi sia da Tesla che da Ford, puntando a qualcosa di molto più preciso. Il sistema di acquisti “in-app” di BMW infatti vuole permettere all’utente di aggiungere e/o rimuovere davvero qualsiasi servizio dall’automobile, come per esempio banalmente i sedili riscaldati, ma anche gli abbaglianti automatici: tutti optional che prevede di rendere accessibili anche a contratto già firmato e auto già nel garage del suo nuovo proprietario.

Anche se BMW non ha parlato esplicitamente di costi, ha accennato a diverse modalità per accedere a queste microtransazioni. La più semplice di queste è pagare la singola funzionalità, ma sembrerebbe che sarà disponibile un abbonamento ad alcune funzionalità – e quindi si prevedono degli abbonamenti a pacchetti – a scadenza trimestrale.

Molto probabile è che per BMW questa nuova modalità sia un grosso investimento iniziale, ma sicuramente parte dei soldi “persi” potrebbe recuperarli da proprietari di seconda mano, e soprattutto dalle auto a noleggio con contratti a breve termine (come quelli a 3 anni). In ogni caso, comunque, è da capire come BMW addebiterà l’accesso alle diverse funzionalità, visto che la sua storia è poco incoraggiante da questo punto di vista: sempre tornando indietro nel tempo ai primi tentativi di integrazione con lo smartphone, l’azienda bavarese aveva imposto l’accesso a CarPlay o a 300 dollari oppure in abbonamento annuale da 80 dollari.

Insomma, speriamo che l’azienda premium abbia imparato dai suoi errori. Sicuramente, però, è interessante il modo con cui l’azienda vuole rivoluzionare e cambiare la vendita dei pacchetti optional, sfruttando auto – e vite dei privati – sempre più connesse tra loro, ad altri dispositivi e alla stessa azienda madre.

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