A Mosca arresti e decine di supercar sequestrate ad un raduno, oligarchi in panico.

Redazione
30/08/2022

Un raduno di supercar a Mosca è stato oggetto di un’incursione della polizia, con il sequestro delle auto e l’arresto di moltissimi proprietari.

Secondo quanto riferisce il Mirror, era il cripto-milionario Alexei Khitrov ad aver organizzato il raduno, o meglio la parata, come ritrovo per l’elite russa e facilitare le conoscenze. Il nome dell’evento la dice lunga sullo spirito dell’iniziativa: “Ricchi e di successo“.

Per partecipare era necessario versare circa 5.000 euro a persona, una cifra davvero misera per un incontro così importante, compreso di colazione e afterparty. In ogni caso soldi buttati, perchè la polizia è intervenuta e ha interrotto il raduno di supercars prima ancora che iniziasse.

Erano presenti circa 170 supercar, molte delle quali stavano già sfrecciando per le strade principali della capitale. Si stavano radunando per la parata, sfoggiando l’adesivo con il logo “Ricchi e di successo” sul finestrino.

Ma cos’è successo ai “Ricchi e di successo”?

Secondo la polizia, la manifestazione non aveva l’autorizzazione e violava le norme vigenti che vietano ogni tipo di raduno pubblico. Il perchè è facile intuirlo. In questo momento Putin non vuole gente che si raduna in strada, un po’ perchè teme i dissidenti, un po’ perchè sbattere in faccia la ricchezza su auto occidentali oggi non è il massimo per il morale della popolazione. Dal canto suo, Khitrov dice invece che la polizia sapeva della manifestazione in anticipo.

A questo punto l’elenco delle auto sequestrare. Si parla di Lamborghini, Rolls-Royce, Ferrari e Porsche, ma anche Hummer H1, Bentley, Audi, BMW e Chevrolet Corvette.

Secondo Bloomberg i numeri dell’operazione sono importanti. La polizia ha arrestato 107 partecipanti, tra i quali già sette sono stati condannati a scontare fino a 15 giorni, mentre altre 19 persone dovranno presto affrontare udienze simili.

Ovviamente si sono scatenate le polemiche, e c’è qualcuno che vorrebbe che fossero tutti mandati in Ucraina per arruolarsi nell’esercito. Insomma, che le autorità siano state avvisate o meno poco importa, dalla vicenda l’unica cosa che possiamo capire è che i “ricchi e di successo” non sono per niente furbi.

C’è infatti un altro gruppo che ha deciso di spostare le proprie auto oltreconfine, in Finlandia. Secondo Helsingin Sanomat, all’aeroporto di Helsinki ci sarebbero parcheggiate ben 1.400 auto con targa russa.

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