La tecnologia range extender sviluppata da Leapmotor potrebbe non restare confinata ai modelli del marchio cinese. All’interno del gruppo Stellantis si sta valutando la possibilità di estendere il sistema REx anche ad altri brand europei, nell’ambito di una strategia più ampia di condivisione tecnologica.
A confermarlo è stato Tianshu Xin, CEO internazionale di Leapmotor, che in una intervista ad Autocar ha indicato il range extender come una delle soluzioni allo studio per creare sinergie concrete tra le diverse realtà del gruppo.
Cos’è il range extender e perché torna al centro del dibattito
Un EV con range extender (EREV) è un’auto elettrica dotata di un piccolo motore termico che non muove direttamente le ruote, ma funziona esclusivamente come generatore per ricaricare la batteria durante la marcia. La trazione resta sempre elettrica, mentre il motore a combustione interviene solo quando necessario.
Secondo Leapmotor, questo approccio rappresenta una soluzione pragmatica per mercati come quello europeo, dove la diffusione delle colonnine procede a velocità diverse da Paese a Paese e l’adozione dell’elettrico puro procede più lentamente rispetto alle previsioni iniziali.
I modelli Leapmotor già disponibili con REx
Il marchio cinese propone già questa tecnologia sui Leapmotor B10 e Leapmotor C10, offerti sia in versione elettrica pura sia con sistema range extender. Nel caso del C10, Leapmotor dichiara un’autonomia complessiva fino a circa 950 chilometricombinando batteria e serbatoio, con emissioni ufficiali molto contenute nei cicli di omologazione.
Dopo l’uscita di scena della Mazda MX-30 R-EV, Leapmotor è attualmente l’unico costruttore a offrire in modo strutturato il range extender su modelli elettrici di nuova generazione, rendendo questa soluzione nuovamente rilevante nel panorama europeo.
Perché Stellantis guarda con interesse al REx
Il possibile utilizzo del range extender Stellantis si inserisce in un contesto industriale preciso. I principali marchi europei del gruppo — tra cui Opel, Citroën, Peugeot, DS e Fiat — condividono già piattaforme e architetture elettriche come CMP, STLA Medium e Smart Car.
Se il sistema REx di Leapmotor fosse adattabile a una di queste basi tecniche, l’integrazione su più modelli diventerebbe teoricamente rapida, con costi di sviluppo ridotti rispetto a un progetto completamente nuovo.
Un accordo pensato per condividere tecnologia
Stellantis detiene il 51% delle attività internazionali di Leapmotor, e l’accordo tra le due aziende nasce proprio con l’obiettivo di scambiare competenze e soluzioni industriali. In questo quadro, il range extender è solo uno degli elementi allo studio, insieme alla condivisione di piattaforme e componenti.
Xin ha sottolineato come Leapmotor abbia un elevato livello di integrazione verticale, sviluppando internamente circa il 65% del valore dei componenti utilizzati nei propri modelli. Questo aspetto apre anche a possibili vantaggi sugli acquisti e sulla catena di fornitura per l’intero gruppo.
Produzione europea e adattamento al mercato locale
Un altro elemento che rafforza l’ipotesi di una maggiore integrazione riguarda la produzione. Il SUV B10 è destinato a entrare in produzione in Spagna, nello stesso stabilimento che assembla modelli come Opel Corsa, Peugeot 208 e Lancia Ypsilon. Una scelta che facilita l’adattamento dei prodotti Leapmotor alle esigenze del mercato europeo.
In questo contesto, il range extender viene visto non come una soluzione definitiva, ma come un passaggio intermedio capace di ridurre l’ansia da ricarica e rendere l’elettrico più accessibile in una fase di transizione ancora complessa.