Rincaro dei prezzi carburante

Nonostante il covid arriva il rincaro dei prezzi della benzina: +240 euro all’anno, secondo il Codacons

Nuovo rincaro dei prezzi del carburante: il rifornimento costa 10 volte di più rispetto a 10 mesi fa, con conseguenze nella spesa di tutti i settori

18 marzo 2021 - 8:00

Una delle cose, forse l’unica cosa positiva del 2020 è stato il crollo dei prezzi del carburante. A maggio 2020, infatti, i listini della pompa hanno toccato i prezzi più bassi dell’ultimo biennio. Un periodo felice, ma tutti sapevamo che non sarebbe durata. A marzo 2021 la situazione è completamente cambiata, e anzi tornata ai livelli pre coronavirus, se non di più: un rincaro dei prezzi di +14,7% rispetto a maggio 2020, e quindi oggi un pieno di verde costa 10 euro in più rispetto a 10 mesi fa.

Sono i dati rilasciati dal Codacons, che ha anche stimato l’impatto del rincaro dei prezzi del carburante per le tasche delle famiglie. Il Codacons ha infatti corretto i dati inesatti degli ultimi giorni, che non hanno tenuto conto degli effetti maggiori, rispetto a quelli stimati, avuti dalla corsa dei listini. In questi giorni la benzina verde ha raggiunto quota 1,566 euro al litro, con un impatto di +10 euro a pieno e, di conseguenza, un aumento della spesa annua, solo per il rifornimento, di ben 240 euro.

L’aumento riguarda anche il gasolio, che ha visto un rincaro di poco più basso: +14,4% rispetto a 10 mesi fa, con un costo maggiore a pieno pari a 9 euro.

Il rincaro dei prezzi della benzina comporta un rincaro generale dei prezzi

Le conseguenze sono, ovviamente, più ampie rispetto al semplice aumento dei prezzi annui di rifornimento per famiglia. Il rialzo dei listini si abbatterà sui prezzi dei prodotti trasportati, tra cui alimentari e ortofrutta, ma anche sulle bollette luce e gas. Una vera e propria stangata per tutti, specialmente per quelle famiglie già troppo provate dall’emergenza Covid.

Il crollo dei prezzi del primo lockdown, in effetti durato anche nei mesi estivi, era dovuto a un calo generale della domanda di petrolio, in primis in Cina, prima nazione al mondo a chiudere la popolazione per limitare l’espansione del COVID. E se era certamente naturale che i prezzi risalissero, ora che proprio la Cina è tornata quasi alla normalità, rimane che in Italia i prezzi della benzina sono decisamente troppo alti, e non per il ritorno della domanda. Sul carburante, lo sappiamo, ci sono quelle solite tasse risalenti letteralmente all’anteguerra, che in molti dicono di voler togliere, e che non conviene a nessuno fare.

Questo vale sia per i possessori di auto puramente a benzina o diesel, sia per i possessori di auto ibride (di tutti e 3 i tipi), che per quanto consentano di risparmiare, o comunque ridurre il numero di rifornimenti di benzina, rimangono fortemente ancorate al petrolio. A parte chi possiede l’elettrico e, soprattutto, auto a gas (che continuano ad essere le più economiche, anche più dell’elettrico per quanto riguarda il rifornimento), tutti gli altri dovranno mettere in conto questo rincaro.

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