Nel design automobilistico più recente, quadrati, cerchi e triangoli stanno riacquistando spazio negli esterni dei veicoli. Una scelta che prende le distanze dalle superfici parametriche e dagli elementi decorativi complessi che hanno caratterizzato molti modelli degli ultimi anni.
Una interessante analisi pubblicata da Car Design News osserva come le forme geometriche primarie vengano oggi utilizzate per rendere le carrozzerie più leggibili e coerenti.
I modelli che interpretano la tendenza

Diversi progetti recenti mostrano questa direzione. La Hyundai Santa Fe adotta volumi netti ed elementi rettangolari che definiscono un aspetto compatto e solido. Il concept di Lexus, l’LS Micro, pensato per la mobilità autonoma urbana, utilizza superfici elementari per dare forma a una struttura ridotta all’essenziale.
Anche il tanto discusso concept Type 00 di Jaguar punta su superfici a filo e proporzioni compatte, mentre Peugeot con il concept Polygon introduce riferimenti circolari concentrati sulle ruote. Honda interpreta il tema con il frontale rotondo della Micro EV, mentre Dacia utilizza pannelli laterali rettangolari nella Hipster per suggerire funzionalità e robustezza.
Radici storiche di una scelta contemporanea

Il ritorno a forme essenziali non è privo di precedenti. Nel 1936 Le Corbusier progettò la Voiture Minimum, un’auto che faceva delle superfici planari e della geometria pura il suo principio fondante. Più tardi, negli anni Settanta, studi italiani come Bertone, Pininfarina e Italdesign portarono queste idee su strada con vetture che diedero origine alla stagione del cosiddetto “cuneo”, tra cui la Ferrari 512 S Modulo e la Lancia Stratos.
Secondo Car Design News, l’uso esteso di pattern parametrici ha prodotto carrozzerie ricche di dettagli difficili da interpretare a colpo d’occhio. Le forme geometriche semplici offrono una soluzione immediata per ripulire il linguaggio stilistico e restituire chiarezza visiva, soprattutto in una fase in cui l’auto elettrica cerca una propria identità distinta dai modelli a combustione.
Implicazioni per produzione e modularità

Questa impostazione apre anche a nuovi approcci costruttivi. Progetti come quello di Slate Auto, con design di Tisha Johnson che avevamo intervistato tempo fa, basati su pannelli modulari e superfici non verniciate, richiamano sperimentazioni già viste nelle concept car degli anni Settanta.
La geometria diventa così non solo un elemento estetico, ma anche uno strumento per semplificare produzione e personalizzazione.
Fonti: CardesignNews, Carrozzieri Italiani, CleanFleet Report.