La UE non cambia idea: stop a benzina e diesel nel 2035, via libera agli e-fuel.

Gianluca Pezzi
28/10/2022

La UE non cambia idea: stop a benzina e diesel nel 2035, via libera agli e-fuel.

Nonostante le polemiche e le fake news, la UE ha deciso di continuare dritta sul sul bando dei veicoli a combustione interna nel 2035. A nulla sono valse le proteste e l’evidente entrata in scena delle cause automobilistiche cinesi, che con tutta probabilità spazzeranno via quelle occidentali. Cosa sono decine di migliaia di posti di lavoro quando in ballo c’è la battaglia contro la CO2?

E così, un bel paraocchi, la UE annuncia con grande giubilo tramite il Paese titolare della presidenza semestrale, la Repubblica Ceca, l’arrivo dell’accordo.  Ora l’intesa dovrà essere ratificata dal Consiglio e dal Parlamento europeo, che è più che altro una formalità.

Cosa succede ora?

Entro il 2030 l’obiettivo previsto è la riduzione delle emissioni di CO2 del 55% per le auto nuove e del 50% per i furgoni rispetto a quelle registrate nel 2021. Per le case rimane valido fino al 2030 il meccanismo Zlev, in estrema sintesi al raggiungimento di certi parametri sulla vendita di veicoli a zero emissioni, ci sarà un ammorbidimento degli obiettivi da raggiungere.

Hanno fame? Dategli brioche!

Ebbene si, la UE si dimostra magnanima, e getta un paio di contentini giusto per non passare completamente dalla parte dei cattivi. Il “salva-Motor Valley” è una deroga fino al 2035 che sostanzialmente protegge produttori di nicchia che producono massimo 10 mila unità all’anno, come Ferrari e Maserati.

Ci sono anche gli e-fuel, con la Commissione presenterà una proposta per la registrazione dei veicoli che funzionano esclusivamente con carburanti neutrali in termini di CO2 dopo il 2035 in conformità con il diritto dell’Ue, al di fuori del campo di applicazione delle norme sulle flotte e nel rispetto dell’obiettivo di neutralità climatica.

Ridicola poi la cosiddetta “clausola di revisione” che prevede che nel 2026 la Commissione valuterà i progressi del percorso di raggiungimento degli obiettivi ed eventualmente rivedere i target tenendo conto degli sviluppi tecnologici, anche per quanto riguarda le tecnologie ibride plug-in e l’importanza di una transizione fattibile e socialmente equa verso le emissioni zero. Alla luce di quanto avvenuto fin’ora, possiamo tranquillamente dire che è una clausola che vale carta straccia.

I costruttori ci sono o ci fanno?

La reazione dei costruttori è singolare, perchè dimostra che tutto sommato la UE fa bene a tartassarli con richieste assurde. Si perchè stando alle dichiarazioni di Oliver Zipse, amministratore delegato di BMW e presidente di ACEA, l’associazione dei costruttori europei, si nota una certa schizofrenia nelle prese di posizione su elettrico, obblighi e divieti.

Oliver Zipse

Proprio l’altro giorno Zipse ci aveva deliziato con una dichiarazione a Reuters che sembrava andare in una direzione chiara: “Non vogliamo che le auto vengano tolte dal segmento di base, dal punto di vista politico è molto pericoloso“, e poi “fissare una data precisa per la fine delle vendite di motori a combustione potrebbe anche far sì che le persone continuino a guidare le loro vecchie auto e questo non è ciò che vogliamo“.

E niente, da buon Tafazi oggi Zipse festeggia l’accordo UE: “Questa decisione di estrema portata non ha precedenti, significa che l’Unione Europea sarà la prima e unica regione del mondo a diventare completamente elettrica“. E qualcuno a questo punto potrebbe commentare, che tutto sommato se la reazione è questa, forse i costruttori meritano quello a cui stanno andando incontro.

Carlos Tavares

Ma non tutti, perchè Zipse non parla di certo anche a nome di Stellantis, che è uscita da ACEA nello scorso Giugno, forse anche per l’ambiguità dimostrata da alcune case automobilistiche.

Attendiamo quindi una eventuale presa di posizione di Tavares, che proprio al Salone di Parigi aveva espresso una certa preoccupazione sull’invasione cinese facilitata dall’amore della UE per le auto elettriche.

 

—–

Vi invitiamo a seguirci su Google News su Flipboard, ma anche sui social come FacebookTwitter, PinterestInstagram. Non esitate a condividere le vostre opinioni e le vostre esperienze commentando i nostri articoli.

telegram