No Time To Die recensione

Recensione di No Time To Die con l’Aston Martin DB5 e lo speciale acrobazie

Esce oggi nelle sale l'ultima avventura cinematografica di James Bond.

30 settembre 2021 - 15:00

No Time To Die recensione: Daniel Craig torna per la quinta ed ultima volta, per portare a termine un percorso che ha presentato al mondo un James Bond nuovo e moderno. Nonostante tutta la sua eccellenza in vari campi, il Bond di Craig non è infallibile.

Non è l’eroe del mito e della leggenda; ha molto da imparare. Bond è un eroe poliedrico, un uomo il cui successo è temperato da fallimenti occasionali. È un miscuglio di luce e oscurità; se pronuncia una frase concisa, è spesso avvolta dalla minaccia.

Il pubblico ha assistito a questo cambiamento. Ha visto Bond diventare un agente, guadagnarsi la licenza per uccidere, e pagarne il prezzo conseguente. È un solitario, eppure ha imparato ad aprirsi alle persone. Ha amato e ha perso. Ha perso Vesper Lynd. Ha perso M., e porta quelle ferite sotto gli occhi di tutti.

No Time To Die recensione: Aston Martin DB5

Torna protagonista per il nuovo film No Time To Die: la Aston Martin DB5. L’azione intensa e il dramma vanno di pari passo sin dall’inizio di No Time To Die, infatti, con l’iconica Aston Martin DB5, che fa un tanto atteso ritorno. In effetti, il ruolo dell’auto nella scena finale di Spectre ha permesso una transizione graduale verso No Time To Die, dove appaiono Bond e Madeleine in auto lungo la costa italiana. L’auto continua quindi la sua performance potenzialmente più memorabile in un inseguimento stradale attraverso le strade strette e labirintiche di Matera, nell’Italia del Sud.

“È fantastico avere di nuovo la DB5“, ha affermato Daniel Craig, “che nella storia è stata ricostruita dopo Skyfall, è tornata in Spectre ed è ora in perfette condizioni, con addirittura degli optional”. “Proprio all’inizio c’è un inseguimento in moto, come un piccolo antipasto per la sequenza di inseguimento in auto in cui Bond è alla guida della DB5”, aggiunge. “Fa tutto ciò che la DB5 di Bond dovrebbe fare, sullo sfondo incredibile di Matera”.

Per girare la sequenza di Matera, i realizzatori hanno utilizzato due DB5 classiche, che hanno una finitura identica. Per la maggior parte dei primi piani con Bond e Madeleine che entrano ed escono dall’auto, la produzione ha utilizzato il veicolo di proprietà della EON apparsa in GoldenEye, Il domani non muore mai, Skyfall e Spectre. Tutte le acrobazie, nel frattempo, sono state girate con otto repliche della DB5 costruite appositamente per la produzione dagli ingegneri della Aston Martin.

Due degli otto veicoli sono stati costruiti come gadget car per contenere la cortina di fumo, il distributore di mine e le mitragliatrici. Dei restanti sei, altri due sono stati dotati di pod per consentire agli stuntman di controllare l’auto stando seduti sul tetto. Così facendo, gli attori sono stai ripresi all’interno dell’auto durante la guida ad alta velocità.

Per la progettazione dei gadget per la sequenza, il supervisore agli effetti speciali Chris Corbould ha lavorato con il regista Cary Fukunaga e i produttori Wilson e la Broccoli per soddisfare i loro desideri da includere nel film.

Nel film appaiono altre tre Aston Martin, tra cui la classica Aston Martin V8 di Bond, guidata dal Bond di Timothy Dalton in 007 Zona pericolo del 1987. E’ presente anche una delle ultime hypercar della Aston Martin, la Valhalla, nella galleria del vento del laboratorio di Q, dove M riceve una chiamata da Bond.

Anche Nomi guida un’Aston, e i realizzatori hanno optato per l’ultima DBS Superleggera, un V12 a 8 velocità da 700 CV, come veicolo rilasciato dall’MI6. L’auto è un aggiornamento del veicolo utilizzato in Casino Royale e Quantum Of Solace.

No Time To Die recensione: azioni spettacolari e acrobazie

La sequenza di Matera è ricca di azione e acrobazie emozionanti, e presenta un memorabile salto in moto, che è stato girato in esterni nella città italiana. Nella narrazione, Bond esegue il salto, anche se a cimentarsi è stato lo stuntman Paul Edmondson, usando un antico arco come rampa. La produttrice Barbara Broccoli crede che questa acrobazia potrebbe rivelarsi uno dei momenti più memorabili del film. “Penso che la gente adorerà quel salto”, dice, “soprattutto perché è stato eseguito realmente”. Dice anche che il combattimento su una scala, che si svolge nel covo di Safin, si distinguerà come un set indimenticabile.

Per la squadra degli stuntman, una delle sfide principali nel girare le scene di combattimento di Bond è stata bilanciare l’azione che coinvolge tanti personaggi significativi. Il coordinatore degli stunt Olivier Schneider identifica l’azione a Cuba come un esempio calzante. “Cuba era solo un esempio di un’enorme sequenza che dovevamo progettare e provare”, dice, “ma c’erano salti, combattimenti, sparatorie. È stato un lungo processo raccontare così tanti personaggi allo stesso tempo, pur continuando a sviluppare la storia di Bond”.

Oltre ad aumentare l’adrenalina, Fukunaga e i produttori volevano anche che le acrobazie fossero realistiche, e Craig cerca sempre di dare il massimo quando gira le sue scene d’azione. “Daniel con le sue acrobazie contribuisce attivamente al modo in cui vengono progettate e create”, conferma la Broccoli. “Sfortunatamente, ha subìto un incidente alla caviglia in Giamaica all’inizio delle riprese, quindi abbiamo dovuto fare molta dell’azione fino alla fine, e si è sottoposto a un’intensa riabilitazione fisica per arrivarci. È davvero incredibile quello che è riuscito a fare”.

In mezzo al mare, c’è una scena pericolosa ed emozionante su un peschereccio che affonda, in cui la nave si ribalta e inizia a scivolare nel profondo. “Una volta stabilito come sarebbe affondato, abbiamo iniziato a creare un impianto per riprodurre la scena”, spiega Corbould.
Il rig è stato costruito presso l’Underwater Stage dei Pinewood, dove è stato girato di 90 gradi in modo che le scale e le macchine si trovassero ad un’angolazione insolita. “Abbiamo quindi sparato enormi quantità di aria compressa per dare l’impressione che affondasse”, afferma Corbould. “E gli attori hanno fatto un ottimo lavoro cercando di uscirne fuori. E’ stato estenuante per loro. È una sequenza lunga ed è anche molto, molto drammatica, con un forte punto narrativo”.

Chris Corbould ha anche ideato il rig per l’ascensore che affonda durante la sequenza della morte di Vesper alla fine di Casino Royale, che è stata girata nello stesso Underwater Stage. Un altro dei maggiori punti di forza di Corbould è il suo lavoro con le esplosioni; quella del covo del cattivo in Spectre è entrata nel libro del Guinness dei primati come la più grande esplosione mai eseguita in un film. Ci sono due grandi esplosioni in No Time To Die: la prima avviene nel laboratorio di Valdo.

Per realizzare questa scena, il team degli effetti speciali ha collegato dei contenitori di butano e ha utilizzato detonatori controllati e computerizzati. “Cary ha insistito sul fatto che lo spazio tra le esplosioni fosse molto breve e seguissero un certo metodo. Quindi abbiamo dovuto progettare l’esplosione in modo molto specifico”, afferma Chris Corbould.

La più grande esplosione del film si verifica durante un punto cruciale della storia, ed è stata eseguita dal team di effetti speciali presso il sito del Ministero della Difesa nella pianura di Salisbury. “Abbiamo dovuto fare tre esplosioni in un’unica ripresa”, osserva Corbould, “che rappresentava tre caverne sotterranee che saltavano in aria, ed ogni esplosione era sempre più vicina alla telecamera. La prima era a 230 metri dalla telecamera, la seconda a 130 metri, e l’ultima era a soli 30 metri. In ognuna c’erano 40 kg di esplosivo ad alto potenziale e probabilmente 30-40 galloni di carburante. Quindi, anche se sono state solo tre esplosioni, sono state molto intense”.

Le esplosioni sono state progettate per replicare l’aspetto di una bomba anti-bunker lanciata da una nave da guerra della Royal Navy. Dopo aver ottenuto un record mondiale su Spectre, il team di Bond spera di poterne ottenere un altro anche su No Time To Die. “Qui c’è il record della più grande quantità di esplosivo in una sola ripresa”, conclude il supervisore degli effetti speciali. “135,4 kg! quindi spero che vada a buon fine. Sarebbe bello ottenere un record su ogni film di Bond!”

Il nuovo film di James Bond vi aspetta in sala da oggi 30 settembre 2021!

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