Yamaha EMF

Sullo scooter elettrico Yamaha EMF le batterie possono essere scambiate con altre già cariche.

Yamaha EMF è uno scooter elettrico che riduce i tempi di ricarica grazie alla possibilità di sostituire le batterie scariche

3 febbraio 2022 - 16:00

Yamaha EMF è uno scooter elettrico nato dalla collaborazione con l’azienda produttrice di batterie Gogoro, e per ora in vendita solo in Taiwan. Si fa notare perché sfrutta la tecnologia del “Battery Swapping“, sempre più diffusa in Oriente, e che permette di sostituire le batterie scariche in stazioni dedicato, riducendo in toto i tempi di ricarica.

Quello degli scooter elettrici è un mercato che si sta facendo sempre più affollato e soprattutto apprezzato, sia dai produttori per la relativa facilità di produzione, sia dai consumatori per i prezzi abbordabili e la possibilità di ricaricare rapidamente e anche da casa la batteria, fattore che li rende al momento ben più comodi e versatili delle auto elettriche.

Mentre sono nate nuove aziende, soprattutto cinesi, i soliti noti non sono rimasti con le mani in mano. Piaggio ha già due scooter elettrici in gamma (Piaggio One e Vespa elettrica), Ducati è in prima linea nello sviluppo della MotoE, mentre Yamaha EMF è parte del Piano Ambientale 2050, con il quale il marchio nipponico si pone l’obiettivo di azzerare le emissioni di carbonio in tutta la sua attività commerciale.

 

Le caratteristiche e il design di Yamaha EMF

Yamaha EMF è il primo scooter elettrico nato da zero e progettato dalla filiale taiwanese dell’azienda. Si tratta di uno scooter ultracompatto, pensato per l’ambiente urbano, con ruote da 10 pollici molto agile e veloce per districarsi nel traffico urbano. In più, gode di un design particolarmente moderno e futuristico, con tinte che si fanno notare e che lo rende particolarmente accattivante.

Ciò su cui punta è però la tecnologia “Battery Swapping“: le batterie sono infatti intercambiabili. Quando la percentuale di carica si avvicina allo zero, con Yamaha EMF è possibile fermarsi alle “GoStation” di Gogoro e sostituire in pochissimi minuti l’accumulatore esausto con uno carico al 100%.

Naturalmente si tratta di un utilizzo possibile solo grazie alla vasta rete di stazioni realizzate da Gogoro in tutto il Taiwan, motivo per cui al momento Yamaha EMF è venduto solo nell’isola cinese. Si tratta di un sistema relativamente semplice, che vede come degli armadietti ricolmi di batterie sparsi per le metropoli. L’utente quindi, non solo può sostituire velocemente le batterie, ma può farlo anche in modo autonomo, senza lo stress di lunghe attese o di dover arrivare per forza a casa per collegare lo scooter alla presa del garage – a meno che non siano estraibili.

Si potrebbe fare anche in Europa

Come detto, la tecnica del battery swapping è molto diffusa in Cina e in Oriente, anche tra le auto: NIO per esempio è all’avanguardia, e ha portato il battery swapping in Norvegia, al momento unico Paese europeo.

Ma anche Geely è fortemente coinvolta nello sviluppo di auto che possano scambiare le loro batterie, mentre i produttori euro-statunitensi in questo ancora non sembrano essere del tutto allineati. In Italia, per esempio, l’unico mezzo con battery swapping è un quadriciclo leggero elettrico, la YoYo di XEV, che ha fatto un accordo con i distributori Q8 nel Bel Paese per scambiare le batterie scariche.

Servono in realtà investimenti anche relativamente contenuti, nonché una standardizzazione delle batterie per creare una rete di ricarica veloce ed efficiente, che tra l’altro eviterebbe di riempire strade e città di colonnine, andando a risolvere alcuni dei principali problemi delle auto elettriche. Yamaha EMF sicuramente non darà un impulso definitivo allo sviluppo della tecnologia delle auto, ma forse potrebbe farlo nel mercato degli scooter elettrici.

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