Il mio viaggio tra Barcellona e la Francia con la Mazda CX-60 diesel

Il 3.3 diesel da 200 o 254 CV della Mazda CX-60 si è rivelato ottimo ed efficiente nel mio rapido tour tra la Catalogna e l’Occitania.

Io guido un’auto elettrica quotidianamente, ma ad amici e conoscenti racconto sempre che fino all’ultimo sono stato indeciso se prendere un diesel, che reputo comunque per le mie esigenze una delle motorizzazioni più interessanti. Mazda ha scelto Girona, vicino a Barcellona, per lanciare il suo nuovo 3.3 diesel dell’ammiraglia CX-60 (qui la prova del plug-in). E io ho deciso di approfittare di tutto questo tempo di guida per esplorare i dintorni di Barcellona fino ad arrivare in Francia e tornare indietro.

Come accade sempre sono arrivato a Malpensa prestissimo. E per avere sempre un po’ di Danimarca con me mi sono mangiato un Kanelsnegle, meglio noto come Cinnamon Roll.

Quegli americani di Starbucks però lo chiamano Cinnamon Swirl

Questo sono io sul volo Easyjet. L’espressione “piena e rasa” è dovuta al ritardo accumulato.

Magra consolazione le OnePlus Buds Pro 2, che ho in prova da un mese insieme a OnePlus 11 e suonano davvero bene

Ma anche alla consapevolezza che essendo io così alto non starò mai comodo su un aereo. Soprattutto se low cost…

Tra le file dei sedili risicate e lo zaino sotto quello davanti, non dovrei stupirmi se ho mal di schiena

Comunque alla fine siamo persino riusciti a decollare. Un volo tranquillo a parte qualche minima turbolenza (strano, per me).

Ciao Malpensa, ci vediamo al ritorno!

L’atterraggio è stato un ritorno al passato: non sentivo un applauso da anni, perché da anni non viaggiavo insieme a una scolaresca.

E poi si lamentano che le nuove generazioni non tengano più alle tradizioni

Dopo l’atterraggio, abbiamo iniziato il nostro tour. Col 200 CV perché ci piace essere umili.

La versione è la Homura, che spicca per dettagli neri. Immancabile il Soul Crystal Red, che ho scelto anche per la mia personale CX-30 (in realtà è di mio padre, ma non ditelo in giro).

Finiture come sempre ottime, un bel mix tra pelle, metallo e policarbonato ben trattato.

La Homura ha un design interno più sportivo, con numerosi elementi in metallo e cuciture rosse, diversamente dalla Takumi della PHEV che unisce tecniche e tessuti artigianali della tradizione giapponese

All’improvviso una gioia selvatica: io che non mi lamento che dietro ci si sta scomodi.

Questa è la notizia del giorno, davvero.

La qualità si percepisce anche dall’assemblaggio. Questo giochino per me è un anti-stress, ma non fatelo in loop.

Potrei andare avanti tutto il giorno, e forse anche tutta la notte.

C’è anche garanzia di qualità dell’audio. Non lo dico io quanto Gianluca che di solito è decisamente più puntiglioso.

L’impianto audio è Bose, optional onnipresente sulle Mazda. Ne vale sempre la pena, vi consiglio di sceglierlo senza se e senza ma.

C’è anche una presa schuko insieme alle USB-C. Di solito si trova sulle elettriche o ibride ma fa piacere vederla.

E adesso l’unico limite è la fantasia: cosa potrò collegare? Un mini frigo o un PC portatile, tanto per incominciare…

Prima di partire, è d’obbligo mettere i bagagli dietro.

Si, lo so, non è una novità ma questa è una di quelle cose che mi lasciano sempre l’effetto “wow”.

(Backstage biondo)

Questo invece è il risultato di un tentativo errato e maldestro di apertura… Per la serie: capita anche a noi.

E poi check per verificare che sia davvero diesel.

Brava Mazda, questo è proprio ciò che piace a noi.

E anche che sia un 3.3. Guardate quanto è grande, in Europa motori così sono sempre più rari!

Non è un “puro” diesel, nel senso che è l’e-SkyActiv D, un Mild Hybrid a 48 Volt che unisce il motore a uno starter-generatore. Ma il dato più entusiasmante sono i consumi di circa 5 litri su 100 km: pazzesco, vero?

E via che si va! Questa è la prima Mazda con cruscotto interamente digitale, e quindi con una sua animazione.

Ciao CX-60!

Dentro è un salottino, ma già questo 200 CV spinge bene. Si sente che è più leggera della PHEV e anche meno ingessata.

Il volante è sempre bello sia da vedere sia da impugnare, e in strada decisamente preciso per le dimensioni del SUV. Sul cruscotto digitale e head-up display si vedono tutte le info che servono, i suoni degli avvisi forse sono un po’ troppo invadenti.

Le dimensioni sono impegnative, anche se non è tra le auto più grosse che abbiamo guidato. Però le telecamere aiutano molto in manovra.

Mazda è stata tra le prime a dotarsi di telecamere in full HD e tuttora le sue sono tra le migliori

Non male le strade, e anche il tempo è stato clemente

Cielo azzurro, nubi bianche e aria fresca: cosa volere di più?

Finito il primo round, si resta sempre sul 3.3 diesel, ma provo la versione da 254 CV, 249 in Italia.

Esteticamente sono identiche, stesso colore e stesso allestimento Homura con dettagli neri, come questo cerchio dal design che mi piace parecchio.

Stavolta, però, esco dagli schemi e decido di sconfinare: si va in Francia!

Tra Girona e l’Occitania francese ci vogliono meno di 45 minuti. E tra l’altro ho scoperto con gioia che in Catalogna le autostrade non sono più a pagamento

Verso la Francia, sognando l’America…

Ma solo sognando però. Da notare che la CX-60 è la prima e per ora unica vettura della gamma con smartphone replication wireless e anche touch. Qui sto provando Waze con Android Auto.

Comunque c’erano 20° e io avevo ancora su il maglione

Speriamo che Mazda rimanga contro-corrente rispetto alla concorrenza e mantenga i tasti del clima fisici. Sono comodi ed immediati così, le complicazioni non servono.

L’incremento di potenza non è eccessivo, ma si sente molto. Il motore è ben più reattivo e sopporta meglio il peso della CX-60.

Io felice perché comodo e perché il sedile non causa mal di schiena.

Non sono servite né molte canzoni né molti argomenti di conversazione per arrivare al confine francese…

Appena passo il confine, trovo sempre una radio che trasmette “La vie en rose”. Capita anche a voi?

…per poi uscire dall’autostrada, rientrarci e tornare indietro

La dogana qui praticamente non c’è.

E mentre da noi ancora discutono sulla Torino-Lione, qui non si sono fatti troppi problemi a tagliare i Pirenei per l’autostrada

Qui non si vede, ma se in Francia ancora paghi appena entri in Spagna passi attraverso i relitti dei caselli non più in funzione, e che però non hanno tolto in tutte le stazioni.

Bello tutto, ma è ora di fermarsi. E l’hotel accoglie molto bene

Foto con OnePlus 11 e Hasselblad. Non male, vero?

Non ho capito se sono io bravo a fare le foto o l’hotel si presta allo stile da rivista

Tanto bello dentro, quanto abbastanza osceno fuori, questo Hotel Camiral di Girona

La piscina nella quale non ho nuotato (sigh)

La sciura sdraiata in quel momento era tutto ciò che avrei voluto essere.

Camera niente male

Non grande ma assolutamente confortevole, con un tocco di design di interni molto gradevole.

All’improvviso il letto, ma meglio starci lontano

Per la serie: se mi sdraio mi addormento immediatamente.

Ho tipo 10 minuti per fare tutto, doccia compresa e fortunatamente molto invitante

Rapido, perché il programma della giornata è intenso.

Momento conferenza stampa, doppia.

Doppia perché sia internazionale sia nazionale. Ma includeva anche un dibattito sulle recenti decisioni di Bruxelles, molto molto interessante.

E finalmente, cibo! Si parte con Gazpacho, gamberi e crema di Avocado

Gusto delicato, piatto gradito.

A seguire bistecca di vitello con crema di funghi e patate

Carne davvero buonissima e cotta bene.

E il dolce: gelato, cioccolato bianco e fragole.

Io adoro i dolci, ma questo era troppo dolce anche per me.

Curiosamente la cena è finita presto, e ne ho approfittato per salire in camera: troppo stanco.

Sono tornato da solo a piedi. Rispetto al pomeriggio le temperature erano ben più basse, e io ovviamente senza giacca.

Dato che non c’è sempre la vasca ne ho voluto approfittare: bagno più serie TV

Dopo il bagno ho appoggiato la testa sul cuscino e poi non ricordo più cos’è successo, almeno fino al mattino dopo.

Più seriamente, quello che invece ricordo sono tutte le sensazioni positive che avevo avuto nella prova della CX-60 plug-in ibrida, che potete trovare qui.

Mazda CX-60, è un’auto che con le due motorizzazioni diesel mild hybrid, oltre alla plug-in hybrid appena citata, può sicuramente dire la propria. Certo, le dimensioni non ne fanno un’auto prettamente cittadina. Parliamo di una lunghezza di ben 4.740 mm, larghezza 1.890 mm ed altezza 1.682 mm. Da considerare che il passo arriva a 2.870 mm, quindi all’interno c’è davvero spazio per tutti.

Probabilmente ai fanboy dell’elettrico non sarà piaciuta la foto del bocchettone del diesel, ma la realtà di oggi è che entrambe i motori da 200 e 249 CV  fanno della CX-60 una vera auto da chilometrista, con viaggi autostradali anche lunghi che si fanno in scioltezza, e soprattutto senza perdite di tempo cercando le colonnine o stando fermi almeno mezz’ora alla volta per la ricarica elettriche. In attesa di poterla provare più a lungo, con un occhio particolare ai consumi reali, non ci resta che citare i prezzi.

La Mazda CX-60 con motore e-Skyactive D 200 CV RWD 8AT M Hybrid Boost 48V costa tra 49.900 € e 57.700 € a seconda delle versioni, mentre la e-Skyactive D 249 CV AWD 8AT M Hybrid Boost 48V viene proposta con prezzi tra 55.550 € e 61.200 €.

 

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