Seat Leon e-Hybrid

Seat Leon e-Hybrid SportsTourer: la nostra prova su strada

23 gennaio 2021 - 11:00
Potenza
204 CV
Autonomia elettrico
64 km
Ricarica
6 ore 2,3 kW / 3,5 ore AC

Dopo aver provato la Seat Leon Mild Hybrid, nella variante hatchback, abbiamo provato anche la Seat Leon e-Hybrid, ovvero la Leon con l’elettrificazione maggiore di tutte. Stavolta, però, in configurazione SportsTourer: l’auto dei millennial, così, guarda anche a un target più ampio, proponendo una guida sempre divertente e improntata alla sportività, ma unita a tantissimo spazio a bordi, un’ottima capacità del bagagliaio e consumi ridotti.

Seat Leon e-Hybrid SporsTourer: me la consigli?

Senza ombra di dubbio. Non sono riuscito a trovare difetti insormontabili in una vettura che rimane, secondo me, una di quelle con la personalità più azzeccata e riconoscibile del mercato. Anche se personalmente preferisco la Hatchback, non nego che la SportsTourer ha i suoi vantaggi, a cominciare dal bagagliaio, sicuramente più capiente, e dall’abitabilità posteriore. Al di là del tipo di carrozzeria che si sceglie, la Seat Leon e-Hybrid è attualmente la vettura plug-in hybrid più accessibile sul mercato, visto che grazie agli sconti Seat e alle rottamazioni è possibile comprarla anche rimanendo sotto i 25 mila euro. A questo si aggiunge una dotazione tecnologica completa, tutti i sistemi di sicurezza più aggiornati, e la possibilità di monitorare tutto tramite app. Ultimo, ma non per importanza, lo stile di guida: anche nella sua versione familiare e altamente elettrificata, la Leon si riconferma un’auto sempre divertente da guidare, maneggevole e scattante in ogni sua operazione.

Pro

  • Ottimo rapporto prezzo-dotazione
  • Guida sempre divertente
  • Tecnologia completa

Contro

  • Alcuni materiali migliorabili
  • L'assenza di tasti fisici distrae
  • Sistema di infotainment poco intuitivo

Seat Leon e-Hybrid SportsTourer: la familiare punta all’eleganza

Mi concentrerò poco sul design, visto che l’ibrida plug-in non cambia nell’estetica, se non nei cerchi aerodinamici specifici sicuramente particolari e originali nell’estetica. Quello che cambia, qui, è il fatto di avere la SportsTourer che, anche se nel complesso mantiene le scelte stilistiche della hatchback, presenta inevitabilmente alcune differenze nel posteriore. Il frontale, infatti, è sempre lo stesso, con i fari sottili a sviluppo orizzontale, contenenti la nuova firma a LED Seat, e la griglia, anch’essa abbastanza sottile, e non grande come invece vuole la moda del tempo – un altro modo per distinguersi.

Di profilo, invece, si nota subito che è una wagon, perché il finestrino del terzo montante è molto più allungato e ha una forma diversa rispetto alla Hatchback. Il posteriore è la parte che cambia di più: in linea con le nuove scelte di design, che tendono a non differenziare più troppo il posteriore delle wagon da quello delle hatchback, anche nella Leon vediamo mantenuto il gruppo ottico “Coast to Coast”, molto scenografico. L’aspetto è, quindi, simile a quello della hatchback, anche se le proporzioni inevitabilmente cambiate della vettura fanno sì che abbia un aspetto un po’ diverso e, complice anche l’allestimento Xcellence e la colorazione grigia dell’auto in prova, rendono il tutto un po’ meno sportivo e più elegante. Un’auto personale, ma più classica nell’impostazione.

Gli interni invece sono sempre gli stessi, con l’ottima plancia che vede qui anche inserti in materiali particolari. Al centro campeggia il nuovo display touch, posto a mo’ di tablet. Una soluzione che, come sempre detto, non mi fa impazzire, ma la trovo meno “cheap” rispetto ad altre vetture che ho provato. Al contrario, apprezzo molto il cruscotto interamente digitale, perché è opaco e non eccessivamente grande, ed è molto personalizzabile. Quello che invece trovo un difetto è la (quasi) totale assenza di pulsanti fisici sulla plancia, che rende necessario usare il display per qualsiasi cosa. Anche impostare la modalità di guida il tipo di propulsione che si preferisce, tra ibrida, full electric o solo termica, deve essere fatto passando per il display, una scelta che non condivido perché distrae eccessivamente e allunga i tempi. Onestamente avrei quindi preferito dei pulsanti fisici dedicati.

Ad ogni modo, dentro ci si sta benissimo, sia davanti che dietro. La lunghezza maggiore rispetto alla hatchback si fa sentire, ed è a tutto vantaggio dei passeggeri posteriori. Il bagagliaio parte da 470 litri, e quello che ho apprezzato maggiormente è un vano, sotto il piano di carico, piuttosto profondo interamente dedicato ai cavi per la ricarica della batteria, che quindi possono essere sempre riposti con ordine e, soprattutto, senza togliere spazio ai bagagli.

Seat Leon e-Hybrid SportsTourer: tanto divertimento alla guida

La Leon Mild Hybrid già mi era piaciuta per le sue prestazioni per la guidabilità. 150 CV sono sufficienti per ottenere il massimo del divertimento, ma i 204 CV garantiti dalla Leon e-Hybrid, grazie alla combinazione dei due motori, sono ottimali. A questo si aggiunge il fatto che tutte le modalità di guida, anche quella sport, sono attivabili sempre, persino in modalità solo elettrica; e il fatto che il motore elettrico può viaggiare fino a 140 km/h. Tutto questo porta a davvero tanto divertimento in più, e dona alla Leon e-Hybrid diverse anime in un corpo solo: da calma vettura cittadina, a scattante auto per viaggi in ogni dove, fino ad auto ottima per spostamenti extraurbani più o meno lunghi. L’auto infatti unisce un motore 1.4 TSI da 150 CV a uno elettrico da 115: entrambi i motori, quindi, sono molto performanti, e garantiscono una coppia eccezionale di 350 N/m. Inutile dire che l’auto non presenta problemi né in partenza né in ripresa, in nessun contesto.

A differenza del full electric, infatti, qui non c’è da temere autonomia: la batteria ha un’autonomia tra le migliori del settore, con i suoi 64 km. Questo significa poterne fare un utilizzo quotidiano sempre elettrico, considerando che il percorso medio giornaliero, in Italia, è di meno di 50 km. In città poi il motore si ricarica grazie alle continue frenate, il che significa – sempre a seconda dell’utilizzo – non è necessario caricarla tutte le sere. In generale, comunque, in modalità ibrida la Leon dichiara 800 km di autonomia su ciclo WLTP. Un dato ottimo, che toglie qualsiasi ansia da colonnina.

La guida, oltre ad essere divertente, è comunque sempre confortevole e rilassata. Come su tutte le Leon, anche qui rimane l’ottimo sistema di sensore all’angolo cieco, non posto sugli specchietti esterni ma come LED sui pannelli porta, molto più visibile. Dai pannelli porta, oltre al segnale di angolo cieco, parte un’unica striscia a LED che percorre tutta la plancia, e assume diverse colorazioni sia in base alla motorizzazione scelta, sia in base alle nostre preferenze. Dalle impostazioni, infatti, il colore è sempre personalizzabile.

Seat Leon e-Hybrid: consumi e prezzi

Molto bene anche i consumi. Con una guida calma si riesce tranquillamente a rimanere tra 1,1 e 1,3 litri ogni 100 km. Ma anche con il mio tipo di guida, che spesso ha il piede pesante e si diverte un po’ a stressare l’auto, non si va oltre i 4 litri ogni 100 km. Il fatto che la batteria sia, poi, piccola, non richiede tempi lunghi per essere ricaricata: meno di 6 ore, usando il caricatore standard da 2,3 kW. Con le colonnine più potenti o le nuove Wallbox Seat, a ricarica alternata (l’unica che supporta), la ricarica impiega 3 ore e mezza.

Le Wallbox Seat sono l’altra novità, introdotta dalla casa spagnola proprio con Seat Leon e-Hybrid. Sono colonnine da installare nei box domestici, ma le possono usare anche le aziende, e che permettono di ricaricare velocemente la vettura. Il costo è di 399 euro, e può essere aggiunto a quello della vettura. Tutte le Wallbox hanno ricarica da 3,5 kW, ma l’utente può scegliere tra:

  • Charger
  • Charger Connect, che si integra all’app Charging.
  • Charger Pro, con connettività 4G.

Tutta la vettura è perfettamente integrata con l’applicazione Seat Connect, che permette di accedere ai dati di guida, alla posizione del parcheggio, o di preriscaldare/preraffreddare l’auto. Nella Leon e-Hybrid, inoltre, con l’app si può gestire il processo di ricarica, grazie al sistema e-Manager.

Per quanto riguarda gli allestimenti, la Leon e-Hyrbid è venduta solamente con equipagguamento Xcellence o FR, i due più ricchi. Entrambi includono fari Full LED e tutta la dotazione tecnologica, ma i cerchi sono da 17” sulla Xcellence e da 18 sulla FR, che cambia anche nell’estetica pensata per essere più sportiva.

I prezzi partono da circa 33.000 euro di listino, per la Seat Leon e-Hybrid Hatchback, ma Seat offre uno sconto fisso che porta il prezzo di partenza da 27.150 euro per la Hatchback e 27.850 euro per la SportsTourer, ed è infatti il costo della versione che abbiamo provato noi. A questo, comunque, è ancora possibile aggiungere la rottamazione e, quando presenti, gli incentivi per le auto a basse emissioni. Ottima anche la possibilità di finanziamento: 199 euro al mese per entrambe le carrozzerie, con un anticipo di 5000 euro per la Hatchback e di 5200 per la SportsTourer.

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