Seat Leon

Seat Leon Mild Hybrid: test drive dell’auto dei Millennial

L'auto dei Millennial si fa ibrida!

1 novembre 2020 - 11:00
Motore
1.5 Mild Hybrid
Potenza
150 CV
Prezzo
da 19.500 €

La nuova generazione della Seat Leon, nonostante il periodo difficile, è arrivata sul mercato. Una vettura profondamente rivista nel design e nell’estetica, che però mantiene e anzi evolve tutte quelle caratteristiche fondamentali che l’hanno resa famosa e apprezzata: tecnologia, design giovanile, divertimento e sportività alla guida. Vettura che, tra l’altro, è ora disponibile con 5 diverse propulsioni, tra cui il 150 CV della Seat Leon Mild Hybrid di questa prova.

Seat Leon Mild Hybrid: me la consigli?

Ho chiamato questa vettura come “Auto dei Millennial”. Non è una provocazione: stando ai dati forniti, infatti, il 52% degli acquirenti compatta spagnola è un Millennial, con un’età media di 32 anni (contro la media di 48 del segmento C). Provandola, non mi è difficile capire il motivo: per quanto il gusto sia soggettivo, il design della Leon è piacevole e molto sportivo, nonché molto divertente da guidare. Una vettura tecnologica e sempre connessa, che si controlla da un’applicazione, che ha consumi bassi e un rapporto prezzo-dotazione molto interessante. Ciò non significa, comunque, che non possa essere apprezzata anche da individui più grandi. In generale, se stai cercando un’auto con una buona dose di tecnologia e di sistemi di sicurezza rimanendo sotto i 25mila euro, la Seat Leon è una vettura che dovresti tenere in considerazione.

Pro

  • Tecnologia e ADAS
  • Design sportivo e personale
  • Rapporto qualità-prezzo

Contro

  • Lunotto posteriore stretto
  • Alcuni materiali migliorabili
  • Visibilità migliorabile

Il design di Seat Leon Mild Hybrid

Essendo parte del gruppo Volkswagen, la nuova Seat Leon Mild Hybrid è costruita sfruttando la piattaforma MQB evo vista anche Golf VIII e sulla nuova Audi A3. La progettazione e la costruzione della Leon, però, è completamente spagnola: tutto il processo di assemblaggio avviene, infatti, a Barcellona. Il design è, del resto, molto personale. Pur mantenendo alcune caratteristiche della generazione che va a sostituire, la nuova Leon appare molto cambiata.

In particolare, si nota per il suo cofano molto allungato e che ha “spostato” all’indietro tutto l’abitacolo, per dare una sensazione più giovanile e sportiva. I fari anteriori ora hanno una forma più regolare: sono larghi esternamente e diventano sempre più stretti man mano che arrivano all’interno, e che si “incastonano” nella carrozzeria. Non manca la nuova firma a LED tipica di tutte le ultime Seat. La griglia centrale, che incorpora il logo Seat, è abbastanza piccola, e ha anche una texture diversa in base all’allestimento: nella FR da me provata è nera ma, per esempio, nella più elegante Xcellence è cromata. La zona inferiore del frontale include un’altra griglia e i fari fendinebbia, e solamente nell’allestimento FR delle alette aerodinamiche tinte in grigio metallizzato, come gli specchietti, per dare contrasto. Il design anteriore, piuttosto tradizionale nelle forme, riesce comunque a distinguersi grazie alle nervature piuttosto tese e rigide, presenti anche sul cofano.

Di profilo si vede ancora di più il cofano allungato e la linea filante della vettura. Anche in questo caso è presente una nervatura scolpita che percorre l’auto in tutta la fiancata, e che crea una sorta di conca sotto lo specchietto retrovisore; conca che si deve anche alla presenza del passaruota. La linea dei finestrini è abbastanza grande, ma già guardando il profilo si nota come il terzo finestrino sia molto piccolo rispetto al montante posteriore piuttosto spesso. Gli specchietti retrovisori comprendono anche gli indicatori di direzione laterale che sono dinamici, studiati per rendere più comprensibile, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità, la direzione in cui sta svoltando la vettura.

 

È il posteriore, però, la parte che più preferisco. Qui, tutta l’attenzione viene catalizzata dal nuovo gruppo ottico Coast to Coast: un’unica striscia a LED che percorre la Seat Leon Mild Hybrid in tutta la sua larghezza, assumendo ai lati una forma triangolare che include le luci dei freni, gli indicatori di direzione anche in questo caso dinamici e la retromarcia. Al di là del bell’impatto estetico che rende l’auto molto riconoscibile, ho apprezzato la scelta perché rende visibile la Leon quando frena, o di notte, anche da molto lontano. È una cosa che ho provato prima di andare a leggere i dati forniti, che hanno solo confermato un’ottima sensazione. Il gruppo ottico, comunque, fa anche da linea sparti-acque del retro dell’auto: infatti, la carrozzeria scende fino ai fari, rientrando poi all’interno nella zona del bagagliaio, per poi sporgere nuovamente nella zona della targa. Una scelta stilistica abbastanza minimalista, ma in grado di creare dei bei giochi luci-ombre e di dare un forte dinamismo alla vettura: infatti, l’unica “sporcatura” presente al posteriore è il logo Leon, con il nuovo font in corsivo.

Seat Leon Mild Hybrid: interni razionali e concreti

Gli interni hanno un aspetto più razionale e concreto. È vero che per la maggior parte sono in plastica, ma comunque l’assemblaggio è molto buono ma soprattutto è stato fatto un bel lavoro di insonorizzazione per cui il motore non entra mai nell’abitacolo, se non quando espressamente richiesto: nella modalità Sport. Mi piace molto il volante, che nella versione FR è tagliato in basso proprio per quel concetto di sportività che ho più volte ripetuto. I comandi al volante sono molto intelligenti: sono posti tutti, infatti, nelle due razze laterali e quello che più importa ci sono tutti quelli che servono. In particolare, ho trovato comode le due rotelline che servono una per la regolazione del volume e una invece per navigare nel menu del Virtual Cockpit, presente di serie in tutte le versioni. Tutto l’abitacolo della vettura è nero, con alcuni elementi a contrasto: risaltano infatti le cromature metallizzate presenti sullo sterzo, intorno alle bocchette dell’aria e nella parte centrale della plancia, mentre il volante presenta anche delle cuciture in tinta con la carrozzeria.

Il tunnel centrale dispone di non pochi vani più o meno profondi per mettere portafogli e altri oggetti, mentre appena sotto le due bocchette dell’aria centrali si trova un vano pensato appositamente per lo smartphone: oltre ad essere utile per appoggiarlo, infatti, il vano è anche uno stand di ricarica wireless, e appena sopra ci sono due prese USB di Tipo C (una scelta molto coraggiosa e che farà storcere il naso a qualcuno, ma rientra indubbiamente nella volontà di realizzare un’auto tecnologica e aggiornata). Le prese, inoltre, sono illuminate per cui non è difficile vederle al buio. Sul tunnel è presente anche il pulsante per l’accensione e lo spegnimento della vettura, la piccola leva del DSG in caso di cambio automatico e il freno di stazionamento elettrico.

Comodi anche i sedili, che tra l’altro hanno un’ampia escursione in altezza in grado di accontentare tutti. Io, che sono alto 1,94, alla vista della vettura onestamente pensavo di non poterci stare comodamente. Tuttavia, ho dovuto ricredermi: la manopola, che è manuale, ci mette un po’ a bloccarsi, segno che il sedile si abbassa tantissimo, impedendo che la mia testa toccasse il tettuccio. Anche dietro si sta discretamente bene, grazie al passo allungato reso possibile dalla piattaforma MQB Evo che ha permesso di guadagnare qualche centimetro in più rispetto alla precedente generazione. Ovvio che dietro, complice il tetto che scende, tocco con la testa. In generale, in 4 si riesce a viaggiare bene, e se non ci sono watussi come me anche in 5.

Tanta tecnologia a bordo della Seat Leon Mild Hybrid

La plancia è dominata dal display centrale da 10’’ con touch capacitivo chiamato Navi System (a richiesta, di serie è presente il Media System da 8,5’’), posto a mo’ di tablet. Lo ripeto sempre, a livello estetico non mi fa impazzire (ma si tratta sempre di gusti) però è bello solido, non ci sono scricchiolamenti o altri rumori strani che ho incontrato in altri modelli. Il sistema di infotainment è naturalmente quello Seat, ma è presente anche la connettività Apple CarPlay wireless, mentre per ora Android Auto funziona solo via cavo. L’interfaccia del sistema di Seat è molto buona, e soprattutto molto intuitiva. Finalmente mi sono trovato di fronte a uno schermo grande ben sfruttato! La schermata Home dell’interfaccia è divisa in tre sezioni, tutte personalizzabili, in modo da avere sotto controllo nello stesso momento tre diverse funzionalità che ci interessano, come il navigatore, la musica e le impostazioni e via dicendo. Il touch capacitivo, inoltre, rende molto agevole e veloce qualsiasi operazione.

A livello tecnologico questa Seat Leon Mild Hybrid non ha nulla da invidiare a nessuno. Il Navi System, chiamato così perché rispetto al Media System incorpora anche il navigatore, permette una navigazione online in 3D. Molto interessante è anche il Natural Voice Control, che si attiva con il comando vocale “Hola, Hola” e che è in grado di apprendere la nostra voce, le sue diverse tonalità, il nostro modo di parlare e differenziarlo rispetto a quello degli altri occupanti. Il display, inoltre, può essere comandato tramite Gesture Control, quindi anche semplicemente sfiorando la superficie.

Oltre al display centrale, è presente di serie su tutti gli allestimenti anche il SEAT Digital Cockpit, una strumentazione completamente digitale ad alta risoluzione e ampiamente personalizzabile. Il cruscotto digitale consente al conducente di avere tutte le informazioni sotto controllo senza spostare la testa, informazioni che può personalizzare grazie alla rotella sul volante di cui sopra. Tre sono i display principali disponibili:

  • Classica, ovvero la riproduzione del cruscotto analogico con il tachimetro e il contagiri.
  • Digitale, con informazioni dettagliate e mappatura della zona.
  • Dinamica, che fornisce le informazioni più rilevanti (personalizzabili), tra cui tachimetro e contagiri di lato, e stazione radio o musica dall’altro.

A proposito di musica, è apprezzabile anche il sistema audio della Seat Leon Mild Hybrid. Pur non avendo un sistema di casse sviluppato in collaborazione con qualche major del settore (come B&O o Bose), comunque il suono è piuttosto “tridimensionale” e immersivo, e anche i bassi si fanno sentire abbastanza bene. Anche l’audio riprodotto tramite bluetooth non ha alcun tipo di problema, non scatta, non è metallico, non gracchia nemmeno ai volumi più alti. Insomma, la guida della Leon, che già è divertente di suo, può essere ancora più piacevole.

All’interno della Seat Leon è presente anche la Online Connectivity Unit, con eSIM integrata che permette all’auto di rimanere sempre connessa e che, in futuro, permetterà di avere e aggiornare tutte le app più recenti pensate per il sistema di infotainment. La eSIM sfrutta, inoltre, il servizio eCall per contattare i servizi di emergenza in caso di necessità.

Seat Leon Mild Hybrid: guida e ADAS

L’auto che ho provato è la nuova Seat Leon Mild Hybrid da 150CV con cambio automatico DSG. A differenza di altri sistemi micro-ibridi, quello di Seat è costituito da un piccolissimo motorino elettrico da 48V che funge da alternatore e agisce in modo da non essere percepito: allo stop, quindi, non sentirai l’auto spegnersi, ma tutto avviene in maniera molto più silenziosa e integrata. L’alternatore, comunque, serve anche a dare più spinta in accelerazione, utile soprattutto in città e in salita, come il percorso pieno di pendenze sul quale ho guidato mi ha dimostrato.

Quattro sono le anime della Leon, secondo me, o Eco, Normal, Comfort e Sport. Le prime tre, pur avendo assetti diversi, si assomigliano e garantiscono che in ogni contesto (urbano ed extraurbano) la Leon rimanga molto silenziosa e quindi perfetta in autostrada o in città per avere un grande comfort. Con la modalità S (Sport) cambia tutto: l’auto diventa immediatamente più scattante e veloce, irrigidendosi leggermente e donando, soprattutto nelle strade coi tornanti o nei lunghi rettilinei, tanta soddisfazione. E questo anche con un motore “tradizionale” come quello che ho provato io. Ottimo anche il cambio, che riconferma il DSG come uno dei più sviluppati attualmente disponibili, che non si impunta mai e capisce anche la situazione in cui ci troviamo, agendo di conseguenza. Soprattutto in salita, dove altri cambi automatici faticano, il DSG della Leon è stato pronto a ripartire, senza alcun tipo di problema. A completare l’ottima esperienza di guida anche lo sterzo, molto diretto e preciso, non troppo leggero né troppo pesante e delle dimensioni giuste. Sul volante della FR, comunque, sono presenti anche delle palette per divertirsi un po’ in manuale.

La Seat Leon, naturalmente, dispone di tutti i principali sistemi di sicurezza e assistenza alla guida. Oltre alla guida autonoma di livello 2, presente anch’essa di serie in ogni allestimento, e che comprende il mantenitore di corsia e l’ACC (Cruise Control Adattivo) molto intelligente e in grado di adattare la velocità in base al percorso selezionato sul navigatore e alla configurazione della strada, è presente anche l’innovativo e molto comodo Exit Warning. Si tratta di un’evoluzione del sensore di angolo cieco, che però integra anche altre funzioni e che ho trovato molto comodo. A differenza del normale sensore di angolo cieco, che suona e/o si illumina sullo specchietto spesso in modo poco visibile, l’Exit Warning è una striscia a LED arancione (chiamata Smart Wraparound) posta sul pannello porta che si illumina per avvisarci del passaggio di una vettura a sinistra o a destra della nostra auto. Non solo, anche a vettura ferma o in uscita dal parcheggio ci avvisa del passaggio di un pedone o vettura o altri oggetti, grazie al radar posteriore. Può sembrare una cosa banale, ma avere un LED all’interno è molto più comodo e visibile rispetto al piccolo LED di solito posto sullo specchietto, che specialmente quando piove si nota molto di meno.

Seat Leon Mild Hybrid: motorizzazioni e prezzi

La Seat Leon è la prima vettura del marchio spagnolo con 5 diverse motorizzazioni e un totale di 11 diverse varianti meccaniche:

  • La Seat Leon a Benzina si compone di 4 varianti: 1.0 da 90 0 110 CV; oppure 1.5 da 130 o 150 CV.
  • Diesel, disponibile in due opzioni: 2.0 da 115 o 150 CV.
  • Mild Hybrid da 150CV, la motorizzazione che ho avuto in prova io.
  • Ibrida Plug-In. La Leon è la prima Seat con tecnologia Ibrida Plug-In, che la rende la Leon marchiata Seat (quindi, tenendo fuori le Cupra Leon) più potente di tutte: i due motori, elettrico e termico, infatti, combinano una potenza complessiva di 204 CV.
  • Visto il successo avuto con la precedente generazione, il marchio spagnolo riproporrà il 1.5 TGI bi-fuel (benzina-metano) da 130 CV, che però arriverà nel 2021.

Ad eccezione delle ibride, tutte le motorizzazioni si possono scegliere sia con cambio manuale sia con cambio automatico DSG.

La nuova Seat Leon Mild Hybrid ha un prezzo di listino di 22.200 euro, che scendono a 19.500 con una promozione NON di lancio e quindi sempre valida. A questo prezzo, nell’allestimento Business, sono già presenti tutti i sistemi di sicurezza attiva e passiva, i fari Full LED, il Virtual Cockpit, i cerchi in lega da 16’’. Per l’allestimento FR che ho provato io il prezzo in promozione è di circa 20.000 euro, mentre di listino sale a 25.000 euro.

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