Quasi due anni fa avevo provato il Juice Booster 2, un particolare cavo di ricarica con tantissime prese a disposizione. Cavo che si è evoluto nel Juice Booster 3 Air di questa prova, che mantiene la stessa formula, ma andando a risolvere alcuni dettagli, su tutti il peso importante.

Il nuovo cavo, più connesso e funzionale, è disponibile sul sito ufficiale dell’azienda svizzera a partire da 1558,80 € per il Basic Set, che può essere scelto con presa domestica specifica nel luogo in cui si vive.

Juice Booster 3 Air: me lo consigli?

Parere Robin

Come ho apprezzato molto il 2, così apprezzo ancora di più il 3 Air e, anzi, credo che per i possessori del precedente modello valga la pena passare a quello nuovo.

Soprattutto se si dispone di un’auto elettrica di piccole dimensioni si apprezzeranno le misure notevolmente ridotte, che hanno portato anche a una custodia più piccola e rigida, mentre in generale è piacevole il peso ridotto grazie alla centralina più piccola, il tutto con la compatibilità tra i due modelli per non dover ricomprare tutte le diverse prese.

Al contempo, è migliorata anche l’ergonomia e la connettività, mentre rimane la sempre ottima possibilità di usare il cavo anche wallbox domestica. Te lo consiglio se cerchi una soluzione pratica e sicura, e per avere un cavo solo da usare sia a casa che per la ricarica pubblica.

Juice Booster 3 Air: la dotazione

Come detto, Juice Booster 3 Air parte dal Basic Set diviso nelle proposte EU, Swiss, Italian e UK. Il set include ovviamente il Booster 3, tre adattatori tra cui la spina domestica, la presa Type-2 per le colonnine pubbliche e la CEE-16, due card RFID e custodia in velcro.

Salendo nella configurazione si arriva al Traveller Set, anch’esso diviso in base al paese di provenienza, che costa 2.070 € e include tutti gli adattatori, mentre per chi avesse bisogno di più cavi può optare per la configurazione con 3 booster inclusi al costo di 4.212 €.

“Air” fa la differenza

Tutto il cambiamento in termini di peso è espresso dalla semplice parola Air, che rimarca il nuovo corpo sensibilmente più piccolo e leggero rispetto alla precedente versione. A partire dal filo, molto più sottile, fino al cuore pulsante del dispositivo, il cilindro in metallo che perde 53 mm nel diametro, 213 mm nella lunghezza e 700 grammi nel peso, senza il cavo.

Juice booster 3

Senza però perdere le certificazioni di sicurezza che hanno sempre distinto questo particolare cavo di ricarica da tutti gli altri. Anche Juice Booster 3 Air sopporta enormi masse che passano sopra di lui, dichiara fino a 3 tonnellate per ruota senza che lui subisca un danno. Ci ho provato, di nuovo: dalla 500 ad auto elettriche più grandi e pesanti come Cupra Born e Audi Q4 Sportback e-tron, lui è rimasto li, funzionante e come nuovo. Giusto un po’ sporco per il pavimento del garage.

Juice booster 3

Inoltre, è ancora impermeabile con certificazione IP67, che lo rende sicuro e funzionale in caso di pioggia. Anche in questo caso, test su strada: nel mio trasloco in elettrico da Monza a Copenhagen la pioggia non è mancata. Sia io che il cavo ci siamo bagnati senza che lui subisse alcun danno, al massimo andrebbe fatto un discorso sul perché la maggior parte delle colonnine, tranne quelle di centri commerciali o parcheggi sotterranei, sono prive di qualsiasi riparo dalle intemperie.

Juice booster 3

Nell’uso quotidiano, oltre al peso si apprezza anche la praticità. La lunghezza non è un problema, perché volendo ci si può collegare un altro cavo Juice per poter caricare anche nei contesti più difficili, come quelli in cui qualche maleducato ha piazzato l’auto scambiando la colonnina per un parcheggio. E poi molto piacevole è il form factor della presa fissa, quella da collegare all’auto: più sottile e piatta rispetto alla precedente, sembra anche più moderna, ma soprattutto ora si distingue meglio dal connettore destinato alla colonnina. Inoltre, gode di un pulsante programmabile che nei primi 30 secondi dal collegamento consente di regolare l’intensità della corrente, o di sbloccare l’attacco del connettore se il tipo di auto lo consente.

Juice booster 3

Infine, praticità della custodia. Quella del 2 era comoda ma sulla 500 occupava quasi tutto il vano di carico da 185 litri. Questa riesco a metterla di lato o, ancora meglio, tra il sedile anteriore e quello posteriore senza che dia fastidio.

Potente e connesso

Juice Booster 3 consente fino a 11 kW per la ricarica in corrente Alternata, e ricarica da monofase a trifase. Qui c’è stato un cambiamento, perché il Booster 2 poteva arrivare fino a 22 kW. Va detto, però, che pochissime auto elettriche supportano la ricarica in AC fino a quella potenza. Booster, quindi, si allinea al mercato anche per consentire la rinnovata praticità, ma rimane comunque più potente della media dei cavi in dotazione che, salvo poche eccezioni come Renault, si fermano a 5 o 7 kW.

Juice booster 3

Migliora poi la connettività. Chi usa il Booster come wallbox apprezzerà il lettore RFID, ed è per questo che a noi è arrivato con la tessera dedicata, da abbinare all’app j+, che consente di configurare il dispositivo e monitorare da remoto il flusso energetico. Booster fa anche da contatore, per separare l’energia usata per la ricarica dal resto, e dispone di un sistema di gestione di carico. Il suo supporto a Bluetooth e WiFi fa sì che sia predisposto ad essere aggiornato via etere, con un miglioramento continuo delle funzioni e la possibilità di aggiungerne di nuove.

Continua, infine, a segnalare gli errori ma in modo sensibilmente più comprensibile, perché nella generazione prevedente non era facile capire che tipo di errore avesse rilevato. Ora il Juice Booster 3 Air continua ad essere in grado di rilevare 10 tipi di errori, ma proiettandoli direttamente sul display in formato testo, permettendo di capire più velocemente se si parla di presa non cablata, assorbimento di più energia del consentito o surriscaldamento, tutte segnalazioni che portano poi a un’interruzione immediata del processo di ricarica. Ancora, in tutta sicurezza.

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