Come funziona il sensore di Airbus e Koniku che “annusa” l’esplosivo?

5 maggio 2020 - 18:00

Airbus e Koniku sono al lavoro per realizzare un apparato bio elettronico che potrebbe rivoluzionare la sicurezza nelle aree aeroportuali. L’obiettivo è quello di scovare, ed in questo caso “annusare”, quantità anche minime di esplosivo e far scattare i sistemi di allarme.

Dico annusare perché il funzionamento di questo sistema, è in tutto e per tutto simile a quello del nostro naso in natura, sondando l’ambiente circostante e in grado di riconoscere la presenza di eventuali “odori sospetti”. Airbus si sta appunto avvalendo della collaborazione di Koniku, azienda statunitense la cui sinergia sta producendo un oggetto dalle caratteristiche tecnologiche degne di alcuni film di fantascienza.

Come funziona il sistema biotecnologico di Airbus e Koniku?

Come funziona? Sostanzialmente siamo di fronte ad un sistema elettronico progettato per integrarsi con la funzionalità di cellule biologiche, appositamente modificate, al fine di poter reagire in maniera elettricamente opportuna, qualora rilevino nell’aria particolari molecole, appartenenti a composti specifici. In questo modo si ottiene un vero e proprio naso elettronico molto selettivo e in grado di segnalare la presenza solo di quelle specifiche sostanze su cui è programmato. Più semplicemente, i particolari componenti degli esplosivi vengono captati,  generando un segnale di allarme. Così come avviene nel nostro cervello quando percepiamo, ad esempio, odore di bruciato.

La complessità del progetto ha visto un lavoro di oltre due anni per arrivare ai primi risultati concreti, ma le potenzialità ottenute negli ultimi mesi dal naso bio elettronico, sono talmente positive da far sbilanciare il costruttore europeo sulla possibilità, a breve, di poter implementare tale tecnologia negli aeroporti.

Contemporaneamente a questa linea di sviluppo, si è aperto anche un altro fronte, molto attuale ed affascinante. Sembra infatti che il dispositivo di Airbus e Koniku possa essere utilizzato anche per scovare minacce di tipo biologico e rilevare la presenza di specifiche malattie. Alcuni stati di salute patologici, emettono segnali chimici molto particolari da parte di chi ne è affetto, e questo potrebbe portare a riconoscere lo stato di salute di persone in particolari ambienti e persino di comprendere se abbiamo o meno quella specifica patologia.

Se traduciamo tutto ciò in quello che sta accadendo nel mondo, potremmo essere in grado di individuare persone affette dal Coronavirus, solo facendole sostare o transitare in aeree sorvegliate dal naso elettronico. Una possibilità che potrebbe rivelarsi utile anche in campo diagnostico medico, e persino per la realizzazione di apparati che possano monitorare lo stato di salute semplicemente analizzando l’aria degli spazi in cui viviamo e lavoriamo.

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