Perchè si dice “roger”, e tutte le altre parole del gergo aeronautico

Come funzionano i codici che usano i piloti

12 luglio 2019 - 9:03

Percè si dice “Roger“, cosa vuol “Wilco”? E “George”? Comunicare è qualcosa di molto importante. E qualsiasi disciplina creata dall’uomo, possiede dei termini che le sono propri, spesso non comprensibili per chi non è un “addetto ai lavori”. Il volo non fa eccezione e solitamente nelle comunicazioni tra piloti e personale a terra si usano, in ambito internazionale, delle parole o delle frasi che fuori dal contesto sarebbero prive di significato, mentre sono in realtà fondamentali per riassumere un concetto od una situazione. Vediamone insieme qualcuna.

Roger

Roger: sicuramente una delle più famose. Si tratta di una conferma di aver capito il messaggio precedente. La scelta della parola deriva dal fatto che nell’alfabeto aeronautico militare al tempo in cui si decise di poter utilizzare questo termine, agli albori dell’uso della radio, nell’alfabeto aeronautico R si definiva con Roger. E R è la prima lettera di Received in inglese, ossia “ricevuto”. Oggi R è invece rappresentata dalla parola Romeo.

 

Wilco

Wilco: abbreviazione di “will comply”, in pratica confermiamo di aver capito le istruzioni ricevute e ci apprestiamo ad effettuarle. Una sorta di “obbedisco”.

 

Five by Five

Five by Five: in caso che ci venga chiesto come riceviamo le trasmissioni radio, la risposta Five by Five sta a significare che  sentiamo forte e chiaro. Come se avessimo una scala da uno a cinque per definire chiarezza e intensità del segnale. Con Five by Five stiamo indicando che sentiamo nel migliore dei modi.

 

Greaser

Greaser: un termine molto gergale per indicare un atterraggio talmente perfetto, morbido, pennellando il terreno, tanto che i passeggeri a bordo non si sono nemmeno accorti di aver toccato il suolo.

 

George

George: un termine simpatico che indica l’autopilota. Il primo autopilota fu brevettato da George DeBeeson e, forse per questo motivo, George è divenuto sinonimo dell’apparato stesso.

 

Ride Report

Ride Report: una richiesta di fornire un’idea sulla turbolenza in una specifica area sorvolata. Ovviamente è molto soggettiva e dipende anche dal tipo di velivolo che stiamo pilotando.

 

Niner

Niner: nell’alfabeto aeronautico al posto di nine per dire nove si usa la parola niner. Uno dei motivi per cui sembra essere usato è per non confondere nine con la negazione in tedesco nein.

 

Pucker Factor

Pucker Factor: si tratta di una scala di valori da 1 a 10 di origine militare per definire quanto spaventosa possa essere una situazione. In aviazione, specialmente negli USA serve per dare un’idea sulla pericolosità di una certa esperienza in volo che possiamo aver vissuto. Al dieci il valore massimo.

Ovviamente ne possiamo trovare molte altre, ma queste che vi ho riportato sono tra le più comuni e diffuse. Una piccola curiosità: a volte i piloti hanno molta fretta o sono impegnati in procedure particolari, tanto da non poter quasi rispondere ad una comunicazione. Ancora oggi è rimasta in uso il doppio click sul pulsante che ci permette di parlare, al posto di dire Roger. Un doppio click di conferma per ciò che è stato appena detto. E forse questa è una delle più vecchie forme di comunicazione aeronautica, che ha resistito nel tempo e che si rifà ancora quando i piloti, privi di cuffie e soverchiati dal rumore de motori, rischiavano di non essere uditi dai controllori di terra.

 

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