Boeing 747

Rotte aree transoceaniche: come vengono scelte?

Rotte aree transoceaniche: come vengono scelti in tutta sicurezza i percorsi che fanno gli arerei di linea e non, nel traffico tra Europa e Stati Uniti

5 febbraio 2019 - 10:00

Centinaia di voli tutti i giorni partono dal Canada e dagli Stati Uniti verso l’Europa, creando uno dei flussi del trasporto aereo più importante al mondo come rotte aree transoceaniche. Se guardassimo una cartina scopriremmo che questi aeroplani, come nel caso del Boeing 777 del quale abbiamo parlato in passato, si muovono ordinatamente, lungo rotte aree transoceaniche parallele. Come è possibile organizzare in completa sicurezza il movimento di così tanti aeromobili?

Bisogna innanzitutto avere presente che vi sono numerose rotte aree transoceaniche possibili per gli aerei di linea, per arrivare dal nord America fino all’Europa. Queste rotte, in base alla condizioni atmosferiche stagionali e giornaliere, possono essere più o meno convenienti, permettendo di sfruttare al meglio dei venti prevalenti che consentono alle compagine aeree di risparmiare carburante e persino parecchi minuti sul completamento del viaggio. È importantissimo quindi poter scegliere il percorso migliore per ottimizzare al meglio il costo del volo.

Proprio al fine di agevolare la scelta di queste rotte, tutti i giorni l’aeroporto di Gander, in Canada orientale, pubblica un elenco delle migliori opzioni per raggiungere l’Europa. Si tratta di una serie di rotte aree transoceaniche, che soddisfano i requisiti migliori per le varie compagnie al fine di raggiungere più velocemente le proprie destinazioni. Se immaginiamo un ipotetico aereo che deve raggiungere Parigi da New York, una volta decollato sarà diretto dai controllori di volo verso l’estremo della costa orientale.

All’altezza circa del Golfo di San Lorenzo i piloti dichiareranno quale delle rotte pubblicate da Gandar hanno intenzione di seguire e verranno indirizzati al relativo Fix di ingresso. Un Fix è un punto ben preciso di riferimento sulla cartina aeronautica. Vengono chiamati con diversi nomi o sigle e, generalmente, sono rappresentati graficamente sulla mappa, da piccoli triangoli. Una volta comunicato il Fix di ingresso e dopo averlo raggiunto, il pilota seguirà la rotta prevista fino al relativo Fix di uscita, ovviamente nei pressi del continente europeo.

La cosa interessante è che all’incirca a 400 Km di distanza dalla costa l’equipaggio riceverà il seguente messaggio dai controllori di volo : “Servizi radar terminati” che significa che il velivolo è da solo fino al raggiungimento dell’altra estremità della rotta, per via dell’impossibilità tecnica di essere seguito dai radar durante la traversata. Con l’autopilota inserito, non resta che aspettare il trascorrere delle ore, fino a poter tornare a essere visto dai radar del controllo aereo europeo. Ciò implica che l’attraversamento è avvenuto con successo e ora, seguendo le successive istruzioni, siamo in grado di raggiungere la nostra destinazione. Tutta questa procedura avviene giornalmente, di routine, muovendo un numero enorme di passeggeri, mantenendo collegati i due continenti, in maniera sicura ed efficiente.

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