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L’ADAC invita i tedeschi ad usare la bici per risparmiare sul petrolio russo

L'ADAC invita i tedeschi a rallentare e ad usare anche la bici per diminuire la dipendenza dal petrolio russo: ma è davvero così?

3 maggio 2022 - 9:00

L’ADAC si converte ai pedali e raccomanda ai propri iscritti di usare la bici per risparmiare energia e quindi usare meno petrolio russo. Possibile? Si, non ci siamo inventati nulla, e qui sotto c’è il lancio dell’iniziativa su Twitter:

Una mossa che da una parte potrebbe avere una logica, dall’altra sembra piuttosto avventata. Se da una parte i verdi e gli amanti delle bici plaudono all’iniziativa dell’ADAC, ovvero l’ACI tedesca, dall’altra c’è qualcuno che non ci sta. Gli argomenti sono ovvi, ed è sempre bene ricordare che ciò che va bene per qualcuno può non essere ottimo per qualcun altro.

Come nel caso di Christoph Heinz che ricorda che anche in Germania esistono persone, tra l’altro iscritti all’ADAC che fanno fatica a deambulare:

Ma c’è chi la prende male, accusando il Club di trascurare sistemi che potrebbero diminuire i consumi, senza dover per forza usare la bici:

Visto che lo stesso messaggio è stato pubblicato anche su Facebook, c’è da dire che qualche iscritto non l’ha presa proprio bene, come si può notare nei commenti al post qui sotto. C’è chi dice che restituirà la tessera subito, altri che dicono che andranno in bici… e che quindi non avranno più bisogno della tessera ADAC.

Il resto ve lo risparmiamo, con botta e risposta da entrambe le parti che non lesinano sarcarsmo e battute ironiche, se non veri e propri insulti.

Rimane una questione fondamentale, evitata da entrambe i fronti. La Germania è davvero così dipendente dal petrolio russo? Perché dalle nostre parti il problema sembra essere la fornitura di metano, il cui trasporto è decisamente più impegnativo del petrolio, siano gasdotti o rigassificatori.

Anche facendo i conti a spanne, i produttori di petrolio mondiali non sono tantissimi ma neanche pochi, e dovrebbe essere non troppo difficile passare da uno all’altro, anche considerando la concorrenza che c’è tra alcuni Paesi.

Il sospetto è che qualcuno ciurli nel manico, andando su temi che dividono l’opinione pubblica e che forse hanno ben poco a che vedere con la situazione in Ucraina. Anche perché consumare meno è una cosa sacrosanta, evitare gli sprechi lo è ancor di più, e come conseguenza dell’una e dell’altra la produzione di CO2 cala, che è meglio ancora. Ma questo vale sempre, così come lo è evitare la dipendenza da altri Paesi, conflitto o meno.

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