Auto con targa estera in Italia: scatta il divieto e partono le prime multe

Circolare con un'auto con targa estera in Italia, in funzione del maxiemendamento al decreto sicurezza votato al Senato, avrà delle regolamentazioni più ferree.

10 gennaio 2019 - 13:40

Circolare con un’auto con targa estera in Italia, in funzione del maxiemendamento al decreto sicurezza votato al Senato, avrà delle regolamentazioni più ferree. In particolare, per chi avrà residenza in Italia da oltre 60 giorni sarà totalmente vietato. L’utilizzo di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione sottrarsi alle multe e rendersi invisibili al fisco italiano sarà quindi da ora più complesso.

Ma le vie percorse dai cosiddetti furbetti delle targhe sono dietro l’angolo. Tra le più gettonate quelle del contratto di noleggio a lungo termine o di leasing con una società straniera, e del contratto di gestione.

Problema che di fatto non è stato risolto con i nuovi comma inseriti nell’articolo 93 del codice della strada, che regolamenta le formalità necessarie per la circolazione degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.

Circolare con un’auto con targa estera in Italia sarà difatti ancora possibile. Basterà infatti avere a bordo una dichiarazione della società intestataria del mezzo per essere in regola.

Auto con targa estera in Italia, quindi cosa cambia?

Gli articoli modificati del Codice della strada saranno il 93 e il 132. Come detto per l’articolo 93 verranno aggiunti cinque nuovi commi per la regolamentazione delle auto con targa estera in Italia. Il più importante quello che stabilisce il divieto di circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero, a chi abbia la residenza nel Paese da oltre 60 giorni. E fondamentale anche quello che regolamenta le eccezioni valide a chi circola con targa estera ma ha un’auto in leasing o a noleggio in un paese dell’Ue o See (Spazio economico europeo).

Per il 132 il nostro Codice della strada stabiliva che, se l’auto estera apparteneva a cittadini residenti in Italia (sia connazionali sia stranieri), poteva circolare liberamente al massimo per un anno. Dopo di che doveva essere ritargata dalla nostra Motorizzazione, pagare le nostre tasse e le polizze assicurative. Ora verrà aggiunto l’obbligo di rimpatriare consegnando targhe e documenti esteri dopo un anno dall’importazione se non c’è stata la reimmatricolazione in Italia.

E le multe per chi non rispetterà le nuove leggi?

Chi violerà il divieto, oltre a pagare una sanzione amministrativa intorno ai 712 euro, dovrà tenere il mezzo in deposito e immatricolarlo in Italia entro 180 giorni, scaduti i quali scatterà la confisca. Se viene pagata la sanzione ma l’auto non viene reimmatricolata in Italia andranno consegnate targhe e documenti alla Motorizzazione chiedendo il foglio di via e la targa provvisoria per portare il veicolo fuori Italia.

Per chi invece avrà un’auto con targa estera in comodato ma non avrà con se il documento che ne attesta la disponibilità dovrà pagare 250 euro ed esibirlo entro 30 giorni. Scatterà in ogni caso un fermo amministrativo.

Auto con targa estera in Italia: aiuterà la nuova normativa?

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli si dice molto orgoglioso di questa misura, che tenta soprattutto di mettere un serio paletto a chi danneggia il fisco con la pratica delle auto immatricolate all’estero e fatte circolare in Italia. Ma sarà davvero così?

Il contratto di noleggio a lungo termine o di leasing con una società straniera è ancora molto diffuso e sul web ci sono diverse agenzie che per conto di italiani e dietro corrispettivo, offrono questo tipo di servizio. Per non parlare poi del contratto di gestione, pratica molto diffusa nei paesi dell’est come Bulgaria o Romania. In sostanza l’auto viene reimmatricolata da una società all’estero che intesta la gestione, il proprietario rimane lo stesso cittadino italiano e circola in Italia con regolare documentazione.

E resta anche il problema delle infrazioni commesse da auto con targa straniera in Italia. Nel 2017 la Stradale ha accertato 105.982 infrazioni e nel mese di gennaio 2018 solo 30.653 multe risultavano non pagate. E parliamo solo della Stradale…

Auto con targa estera in Italia: scattano le prime multe e fermi

Scattano intanto le prime multe. Nei giorni scorsi, oltre al pagamento della sanzione di 712 euro i Carabinieri di Mestre hanno provveduto al fermo due veicoli ai fini della loro confisca, come prevede la normativa, qualora non si sia provveduto ad una sua immatricolazione in Italia o il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre i transiti di confine entro 180 giorni dalla data della violazione. Situazione simile a Belluno, dove è stato multato un gelatiere, e a Crotone, dove sono state sequestrate due automobili.

E gli effetti della stretta alle ‘estero-vestizione’ (questo il termine tecnico) si sono registrati anche a Milano dove è scattato il primo fermo nella zona sud della città in data 4 gennaio. Il reparto radiomobile della polizia locale intercetta una vettura con targa romena.  Verifiche di routine sull’auto e accertamento dell’immatricolazione che non risultava in Italia. Verbale da 712 euro accompagnato dal fermo amministrativo del mezzo e 180 giorni di tempo per mettersi in regola, pena la confisca. O si porta la vettura nel Paese in cui è registrato con un foglio di via provvisorio, o lo si regolarizza con una nuova immatricolazione in Italia.

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