Le 5 auto sportive più brutte di sempre

Redazione
23/09/2022

Le 5 auto sportive più brutte di sempre

Difficilmente mi sbilancio in questo modo, ma stavolta non possiamo farne a meno: ecco le 5 auto sportive più brutte di sempre. Veloci ma brutte? Ebbene si: non tutte le ciambelle escono col buco, e non solo le auto “normali” possono essere di cattivo gusto. Ieri come oggi, vengono prodotte alcune supersportive con prezzi esorbitanti quanto la loro potenza, la cui estetica però non rende troppa giustizia. Vero, il bello e il brutto sono sempre questione di gusti: per questo mi perdonerete se, nella lista, troverete un esemplare che vi piace moltissimo.

Si tratta di questioni sempre molto difficili: più di qualsiasi altra auto, le hyper car sono sviluppate con un design che enfatizzi al massimo le prestazioni, che sia aerodinamico che tagli l’aria ma che, al contempo, rispecchi lo stile della casa per cui vengono prodotte. Un lavoro veramente da impazzire, e i designer andrebbero premiati solo per questo. Ma a volte le scelte stilistiche sono davvero poco comprensibili!

E no, non troverete nella lista la Lamborghini Veneno: considerarla brutta vuol dire non capire la stranezza e l’esagerazione tipicamente del Toro, di cui la Veneno è una delle migliori espressioni degli ultimi anni!

Mercedes Maybach Exelero

Costava 8 milioni di dollari, e da tradizione Maybach è una Classe S che tocca le vette più alte del lusso, a pari-merito con le Rolls Royce. Ma tutto questo non è gratificato da un aspetto davvero molto opinabile. Diciamocelo tranquillamente: l’anteriore, con quella griglia troppo in basso e troppo verticale, la fa sembrare una sorta di castoro. Mentre i fari sono semplicemente troppo banali per un’auto di questo genere.

Dietro, invece, non ha semplicemente senso. L’unica cosa che compensa un aspetto decisamente poco attraente, sono le prestazioni: la Maybach Exelero è pesante, ma nonostante questo incredibilmente veloce!

Sbarro Autobau

Questa vettura parte male già dal nome, che la fa sembrare il nome di un’auto giocattolo per bambini sotto i 3 anni. La Sbarro Autobau è un’auto in effetti unica, in tutti i sensi.

È stata costruita nel 2010 in Svizzera dal designer italiano Franco Sbarro, su richiesta del pilota svizzero Fredy Lienhard, vincitore della 24 ore di Daytona nel 2002. Non ci sono portiere, ma si accede alla vettura alzando tutta la parte anteriore.

Una scelta scomoda (e inutile) che si unisce al fatto che non si distingue l’anteriore dal posteriore. L’arancione scelto, inoltre, la fa sembrare di plastica, e infine è troppo lunga. Bocciata!

 

Panoz Abruzzi Spirit

Questa supercar parte da un presupposto encomiabile: è realizzata con sistema a matrice di assorbimento di energia riciclabile. I materiali sono quindi completamente riciclabili, molto resistenti, e addirittura più leggeri della fibra di carbonio.

Ma nemmeno lei vuole abbandonare il trend tipico di quasi tutti gli oggetti riciclati: sono brutti.

La forma, appuntita, ricorda una Bat-mobile, ma riuscita un po’ male. Il frontale è troppo movimentato, e fa venire il mal di mare. Gli specchietti posti così in alto non sono certo abbiano molta utilità, e in più fanno sembrare che l’auto abbia due antenne, mentre il posteriore non ha bisogno di commenti: è brutto e basta.

L’altro lato positivo della vettura, comunque, è il motore V8 da 640 CV. Brutta, ma almeno potente.

GTD Speedster

Un’altra vettura realizzata in un unico esemplare, in quanto costruita come concept da un gruppo di professionisti del settore. Usa motore, trasmissione, sterzo e freni di una Corvette C5, e per questo con il V8 raggiunge i 100 km in meno di 6 secondi.

Ma per quanto ammirevole, a livello estetico le più di 200 componenti utilizzate per la realizzazione non hanno dato un effetto piacevole. Non tanto al posteriore, quanto all’anteriore. Ma, in generale, la vettura è proprio anonima.

Covini C6W

Perché appesantire e impedire l’agilità di una supercar con 6 ruote anziché 4? Una domanda a cui probabilmente non troveremo mai risposta. La Covini C6W è infatti l’unica supercar al mondo con questa caratteristica (chissà come mai), alla quale comunque si aggiunge un aspetto estetico poco riuscito.

Covini, comunque, era convinta che ci fossero dei vantaggi ad avere 4 ruote anteriori e non due: fondamentalmente, meno rischi che si sgonfiassero le gomme, e una migliore frenata. Hanno provato a venderla addirittura a 650.000 dollari: il fatto che nessun’altra casa automobilistica abbia seguito l’esempio, è la risposta alla domanda “ha avuto successo?”.

Se siete arrivati fin qui, perchè non controllate invece le 5 auto che hanno fatto la storia?

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