fiat 128 rally

Fiat 128 Rally Youngtimer: i segreti della versione sportiveggiante

Vi ricordate della Fiat 128 Rally?

22 marzo 2020 - 21:00

Fiat 128 Rally Youngtimer è uno dei modelli che possono essere considerati più interessanti nel panorama attuale. Forse sono un po’ di parte, anche perchè la Fiat 128 è una delle automobili che ho sempre amato.

Ne abbiamo avute un paio in famiglia, nella declinazione 4 porte 1.100 cc, una blu Cannes del 1971, di mio nonno, l’altra giallo Positano del 1972, di mio papà.  Un po’ di anni fa ho pensato a lungo se acquistare una 128 per uso quotidiano, cosa che poi non ho fatto.

Il 1.100 cc, pur brillante come motore, non è mai entrato nelle mie corde in termini di prestazioni assolute. Più interessante per me sarebbe stata  la Rally dotata del 1.300 cc, all’epoca ben lontana dalle quotazioni che ha raggiunto in tempi recenti, che definirei però più una versione sportiveggiante che ad alte prestazioni della berlina torinese.

La 128 Rally viene presentata al Salone di Ginevra del 1971 sfruttando il corpo vettura della berlina due porte già in produzione. Il nome dato al nuovo allestimento è ispirato alle gare su strada che tanto successo stanno avendo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Nome peraltro anticipato un anno prima dalla Simca sulla Rallye, declinazione sportiva della popolare berlina 1000. La 128 Rally debutta sul mercato italiano nell’estate del 1971 al costo di  1.220.000 lire, circa 150.000 lire in più della 1.100 2 porte da cui deriva.

La caratterizzazione estetica della Fiat 128 Rally Youngtimer è limitata a pochi particolari, che rendono comunque l’ aspetto accattivante, in linea con il tipo di clientela giovane e dinamica che la Fiat si prefigge di raggiungere. Vediamo di seguito quali sono questi tratti distintivi: calandra di disegno specifico in nero opaco, priva di bordo cromato, con logo Fiat tondo, riservato ai modelli sportivi della Casa; paraurti anteriore in due pezzi con rostro centrale simile a quello della 500L; fari supplementari montati sul paraurti anteriore; strisce adesive nere nella base della fiancata; vetri posteriori apribili a compasso; pannello posteriore specifico con i doppi  gruppi ottici circolari della Fiat 850 coupè seconda serie.

Purtroppo i cerchi rimangono quelli in acciaio delle altre versioni della 128, dotati di calotte cromate, che stridono con l’aspetto dinamico della vettura. Forse sarebbe bastato guardare in casa Simca per trovare una soluzione un po’ più accattivante, verniciando i cerchi in acciaio in nero opaco, lasciando il canale color alluminio e privandoli delle calotte cromate, come sulla Rallye. E’ consuetudine dell’epoca rendere l’aspetto più sportivo rimuovendo i coprimozzi.

Nella scarna lista degli optional figurano comunque dei bei cerchi in lega Cromodora al costo di 50.000 lire. I pochi altri accessori a pagamento sono: antifurto Lit 7.000; cristalli atermici con lunotto termico 21.000 lire; lunotto termico 10.000 lire; parabrezza con antenna radio incorporata 15.000 lire; cinture di sicurezza 10.000 lire. Sono solo quattro i colori della carrozzeria al debutto, tutti pastello:  rosso arancio 171; bianco 233; giallo limone 242; grigio artico 609.

Dal punto di vista meccanico troviamo la classica disposizione delle altre Fiat 128, con motore anteriore trasversale e trazione anteriore. Al materiale pubblicitario dell’epoca, che vede fortemente caratterizzata l’immagine racing della Rally, presentata con i numeri “128” sulle portiere ed associata a piloti con il casco, fanno da contraltare prestazioni non particolarmente brillanti.

Il 1.300 cc eroga una potenza massima di 67 cv, pochi anche per l’epoca per la cilindrata, nonostante fossero state testate unità con potenze dell’ordine dei 75 cv, che rimangono appannaggio della sola 128 Sport Coupè. Quattroruote, in occasione della prova su strada della Fiat 128 Rally Youngtimer sul numero di agosto 1971, critica tale scelta adducendo che è dovuta sia a politiche commerciali, che alla consueta riluttanza della Fiat di immettere sul mercato vetture popolari di caratteristiche spinte. La velocità di punta è di circa 150 km/h  ed il classico 0-100 km/h viene percorso in 11,6”, dati più da milletrè con caratteristiche familiari che sportive. Interessanti sono l’adozione del servofreno e dell’alternatore, che sostituisce la meno affidabile dinamo. Il cambio rimane a 4 rapporti più retromarcia, leggermente rivisto.  L’impianto frenante è misto con dischi anteriori e tamburi posteriori.

All’interno abbiamo una strumentazione più completa, con contagiri. I rivestimenti sono completamente neri, compreso il cielo del tetto, che fanno tanto auto sportiva. I sedili anteriori sono specifici, più profilati per migliorare il contenimento in curva. Tra di essi vi è  la consolle centrale, con alloggiamento del termos, che anticipa soluzioni come i portabottiglie visti in anni vicini ai nostri. Sportivo anche il volante a due razze forate, di diametro ridotto con corona rivestita in pelle. La pedaliera è ristudiata, con pedale dell’acceleratore modificato per agevolare il punta tacco.

Sono poche le modifiche nel corso della vita commerciale della 128 Rally. A Febbraio 1972 viene introdotto il verde brillante 374. Ad Ottobre 1972, in occasione del restyling della gamma, la Fiat 128 Rally Youngtimer subisce un leggero rinnovamento: il rostro sul paraurti anteriore è rivestito in gomma e la parte centrale delle maniglie delle portiere viene verniciata in nero opaco. Il grigio artico è sostituito da un nuovo colore, il verde chiaro 304. Come optional è possibile avere la fascia centrale dei sedili in panno.

La Fiat 128 Rally Youngtimer compare per l’ultima volta nel listino del nuovo di Quattroruote nell’Ottobre del 1975. Costa 1.325.000 lire. Di fatto viene sostituita dalla 128 Special 1.3 introdotta l’anno precedente, più politically correct in tempi di austerity rispetto ad una vettura d’immagine sportiveggiante.

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