Se disseminare di colonnine elettriche le città non sembra un’idea percorribile, per la ricarica elettrica potrebbero essere utilizzati i lampioni. L’idea non è nuovissima, visto che se ne parlava già una decina di anni fa, ma col crescere del numero di auto elettriche sulle strade, potrebbe iniziare a prendere piede.

I vantaggi sono subito evidenti. I lampioni sono già presenti, ce ne sono a centinaia se non migliaia in ogni città, ed ovviamente sono già cablati. La cosa sembra funzionare nel Regno Unito, come a Londra, dove già oggi ci sono centinaia di punti di ricarica disponibili tramite Ubitricity e Char.gy.

Come funziona il lampione che ricarica l’auto elettrica

ricarica elettrica lampione

Ubitricity è di proprietà Shell, e dal 2008 l’azienda ha installato punti di ricarica facilmente accessibili per le strade di tutto il Regno Unito. Si parla di 7.000 punti in tutto il Paese, una ogni 108 auto elettriche attualmente in circolazione. Punti di ricarica come questi possono essere facilmente collegati ai lampioni, in un processo che Char.gy afferma richiedere poco tempo e “nessuna necessità di scavi sulle strade”.

Una volta installati, è facile ricaricare l’auto semplicemente collegandola alla presa, scannerizzando un codice QR e lasciando che faccia il suo lavoro. In alcuni punti di ricarica, è anche possibile pianificare la ricarica per un momento in cui l’elettricità è più economica, come di notte.

Ovviamente, questi non sono i caricabatterie più veloci in circolazione. C’è però da dire che, da un altro punto di vista, è come ricaricare l’auto mentre è parcheggiata in strada. Se potessimo ricaricare mentre l’auto è ferma la notte, oppure di giorno mentre siamo al lavoro, non sarebbe male vero? In più anche la rete elettrica non dovrebbe gestire la fornitura di corrente da 100 kWh in poco tempo, come accade con le colonnine fast charge.

Non ultimo, pare proprio che anche dal punto di vista economico, i punti di ricarica sui lampioni sono più economici da installare e abbiano emissioni di carbonio durante il ciclo di vita fino a otto volte inferiori rispetto ad altri sistemi.

Insomma, non sarà forse la soluzione definitiva, ricordiamo lo scambio batterie, ma potrebbe esserlo.

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