Mazda MX-5 NA

Mazda MX-5 NA: le radici di un’icona che ci ha fatto subito innamorare

Tutta la storia della Mazda MX-5 NA Youngtimer, la spider più venduta al mondo ancora protagonista con la quarta generazione.

26 ottobre 2021 - 8:00

L’intuizione di un giornalista statunitense divenuta realtà grazie alla dedizione al lavoro tipiche dei giapponesi: nasce così la Mazda MX-5 NA Youngtimer. Siamo nel 1980, Robert “Bob” Hall allora era un giornalista che divideva la sua passione tra le auto giapponesi e le spider britanniche. Venne spedito, per conto della rivista per cui lavorava, ad un incontro con i vertici di Mazda North America.

L’allora Presidente Kenichi Yamamoto, evidentemente ben impressionato, al termine dell’incontro chiese ad Hall: “Secondo te, che tipo auto vorresti vedere prodotta da Mazda?” La risposta fu piuttosto precisa: “Una spider, leggera, non eccessivamente potente e poco costosa“.

Fu la genesi della Mazda MX-5, per tutti gli altri semplicemente Miata, che  debuttò al Salone di Chicago del 1989. Oggi la Mazda MX-5 NA Youngtimer è la spider più venduta al mondo, ancora protagonista con la quarta generazione che rappresenta con orgoglio una categoria divenuta nicchia per appassionati di auto classiche, quelle che offrono la massima connessione tra cavallo e cavaliere. La filosofia Jinba Ittai per cui Mazda è famosa.

Mazda MX-5 NA Youngtimer: le origini

La Miata piacque subito per la capacità di saper essere anticonvenzionale in un mondo sempre più convenzionale. Perché era, e rimane, una roadster dall’impostazione tradizionale ma all’avanguardia in fatto di design e tecnologia. Fine Anni ’80, capelli lunghi, irrequietezza e voglia di libertà. Poco dopo cadde il muro di Berlino ed il riscaldamento globale divenne lo spauracchio che indirizzò anche il mondo dell’auto, visto che sempre più acquirenti cominciarono a cercare praticità ed efficienza a scapito dello stile.

Questo spiega lo scetticismo sul successo commerciale di una leggera due posti a trazione posteriore, oltretutto diversa dalle concorrenti dell’epoca, come la Toyota MR-2, Lotus Elan o Fiat 124 Spider. Ma bastava guardare dal vivo i suoi angoli arrotondati, i fari a scomparsa, la capote in tela, il muso espressivo per capire che si trattava di un’auto destinata a lasciare il segno. Anche grazie alla sua accessibilità, visto che il prezzo di lancio negli Stati Uniti era fissato a 14.000 dollari. La previsione iniziale da parte di Mazda di 40.000 unità vendute in un anno era decisamente insufficiente.

In Giappone, la previsione di alcune centinaia di esemplari venduti al mese diventò presto di migliaia. Molti importatori europei acquistarono delle Miata in Nord America per rivenderle immediatamente con un drastico ricarico. In Germania, con il prezzo fissato a 35.000 Marchi, il lotto annuo di 2.000 esemplari venne esaurito in pochi giorni.

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