Healthy Seas

Healthy Seas e Hyundai ripuliscono i mari da tonnellate di reti plastica abbandonate

Il nostro incontro con Healthy Seas, organizzazione supportata da Hyundai per la pulizia dei mari tramite il recupero di tonnellate di reti da pesca

8 luglio 2021 - 18:00

In occasione del lancio della sua Ioniq 5, da noi provata, Hyundai ha annunciato anche il suo supporto ad Healthy Seas e ad alcune sue partner affini. Si tratta di un’associazione europea che si occupa della pulizia dei mari, in particolare della rimozione delle cosiddette “Ghost Net“, reti da pesca abbandonate in mare, spesso invisibili perché bianco-trasparenti e che sono la causa della morte di milioni di esseri viventi marini che ne rimangono intrappolati.

Hyundai ha collaborato con Healthy Seas in un programma di vera e propria formazione dei giornalisti partecipanti, ma anche nella realizzazione di alcune componenti della vettura. La stessa Healthy Seas, infatti, lavora insieme a Bracenet, società che dalle reti da pesca tolte dal mare realizza braccialetti – io stesso me ne sono fatti due; e con l’italiana Aquafil, produttrice di Econyl Yarn, un filato ricavato dal nylon riciclato e derivato anch’esso dalle reti da pesca.

Un’iniziativa non unica nel mercato: qualche anno fa, per esempio, abbiamo assistito alla partnership tra Volvo Italia e LifeGate per il progetto “Plasticless”, che vi invitiamo ad approfondire, e che ha visto l’installazione in molte città portuali italiane, sia di mare che di lago, dei “Seabin“, ovvero cestini filtranti plastiche e microplastiche nei nostri mari.

Healthy Seas e l’economia circolare

Quello di Healthy Seas è un messaggio piuttosto chiaro: l’economia circolare è possibile, più sostenibile e anche meno dispendiosa. Si ha l’idea che il riciclato sia un prodotto di serie B, qualitativamente inferiore, ma in effetti, se opportunamente trattato, ha la stessa resa di un prodotto più “tradizionale”.

L’ho sperimentato io stesso durante la prova della Ioniq 5: l’auto ha i rivestimenti di portiere, padiglione, braccioli e pavimento in materiali eco-compatibili, come il PET riciclato, il filato vegetale e di lana naturale, l’ecopelle a base vegetale, o l’Econyl, quest’ultimo usato per i tappetini. Le vernici, invece, sono biologiche, prive di sostanze chimiche e a loro volta meno inquinanti. Un abitacolo interamente sostenibile e circolare nell’economia, nato da materiali “di scarto” e destinato nuovamente al riciclo, che trasmette non solo idea di resistenza, ma anche di pregio e di qualità.

L’economia circolare è anche più sostenibile dal punto di vista della spesa perché prevede dei passaggi industriali in meno, in quanto il prodotto non deve essere creato da zero. Anche questo significa meno emissioni di sostanze chimiche nell’aria e, quindi, tanto inquinamento in meno. Non è una cosa di poco conto: nonostante la “guerra” attuale sia fatta contro i motori diesel, questi hanno raggiunto livelli di efficienza piuttosto elevati, a differenza delle sostanze inquinanti delle industrie o dei rifiuti marini, spesso anche tossici, che costituiscono un problema ben più grave e complesso da eliminare.

Recupero e formazione

Il nostro workshop con Healthy Seas, avvenuto non a caso in una spiaggia appena fuori Valencia, rientra pienamente nelle attività di questa onlus. Oltre al recupero delle reti da pesca abbandonate e perse nei mari, infatti, Healthy Seas si occupa di organizzare programmi di educazione ambientale nelle scuole, e di collaborare con pescatori, allevamenti ittici, comunità locali aiutandole a uno smaltimento responsabile delle reti da pesca e di altri rifiuti marini.

Un impegno importante, per prevenire e ridurre lo scarico di rifiuti plastici nel mare, già ampiamente grave visto che ha dato vita alla formazione di isole di plastica nel Pacifico (una di queste è grande tre volte la Francia). Anche grazie ai finanziamenti di partner come Hyundai, quindi, Healthy Seas può procedere alla pulizia dei mari e ai suoi progetti. Il primo frutto della collaborazione tra le due si è svolto a Itaca, in Grecia, dove Hyundai ed Healthy Seas hanno dato luogo alla più grande iniziativa di pulizia della storia dell’organizzazione, e una delle più grandi in generale, che ha visto recuperare 76  tonnellate di reti da pesca abbandonate, ripulite e date ai partner come Aquafil e Bracenet, che le hanno utilizzate e le utilizzano come materiali dei loro prodotti.

Le iniziative di Healthy Seas supportate da Hyundai riguardano anche l’Italia: nelle prossime settimane l’organizzazione sarà a Lampedusa, un’isola difficile per diversi motivi, tra cui anche l’inquinamento marino. A settembre, invece, saranno a Milano o a Monza, ancora non hanno certezza del luogo, per nuove attività di formazione. Per saperne di più e per eventualmente supportarli, vi rimandiamo al loro sito ufficiale.

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