Volo rovescio: l’importanza della portanza

Adesso vi spieghiamo esattamente come funziona il volo rovescio

30 marzo 2019 - 10:00

Volo rovescio: vi siete mai chiesti come sia volare a testa in giù? Cosa vuol dire pilotare un velivolo in volo rovescio? Vediamo spesso effettuare acrobazie di ogni genere e, per gli aeroplani moderni, volare rovesciati non è assolutamente un problema. Ovviamente qualcosa cambia per quanto riguarda la tecnica di pilotaggio.

Solitamente, durante un volo normale, se tiriamo verso di noi la cloche, l’aeroplano tenderà a cabrare, cioè a salire. Viceversa se spingiamo in avanti la barra di comando il velivolo punterà verso il suolo. E fin qui tutto nella norma. Le cose cambiano se, sempre nel nostro aeroplano, stiamo volando a testa in giù. Ed ora bisogna prestare un attimo di attenzione. In un frangente simile, il terreno è sopra di noi e il cielo, sotto. Se andiamo a cabrare, tirando verso di noi la cloche, il velivolo tenderà ancora a salire, ma questa volta, essendo il terreno sopra di noi vorrà dire che ci spingeremo più vicini al suolo. E ovviamente, al contrario, andando a picchiare, andremo verso il cielo che questa volta si trova sotto di noi.

In pratica l’aeroplano si comporta allo stesso modo, soltanto che le posizioni di cielo e terra sono invertite e quindi il risultato della manovra è esattamente l’opposto di quello usuale. Possiamo dire che le cose diventano pericolose se effettuiamo un volo rovescio molto vicino al terreno, come spesso vediamo fare dai piloti durante gli Air Show. In questo caso il margine di errore è minimo e ovviamente non si possono avere incertezze.

Se il concetto vi ha lasciato un attimo perplessi e magari un po’ disorientati sappiate che è del tutto normale e siete in buona compagnia dal punto di vista storico. Ai tempi gloriosi dei pionieri del volo, quando ancora le acrobazie aeree creavano enorme scalpore, un certo Adolphe Pégoud, intenzionato a stupire il pubblico con il primo volo rovescio della storia, decise di fare allenamento prima di esibirsi. Effettivamente non era uno qualsiasi: fu il primo pilota a gettarsi da un aereo con un paracadute, e fu anche il primo vero “asso” dell’aviazione militare.

Pégoud appese all’interno di un hangar, il proprio aereo rovesciato e provò i comandi i quella posizione, intuendone l’uso corretto e familiarizzando con la situazione a cui sarebbe andato in contro. Nel Settembre del 1913, fece il primo volo rovescio della storia, stupendo e ammaliando il pubblico. Unico neo di quella giornata fu il fatto che il carburante, spargendosi in ogni dove durante la manovra, inzuppò completamente pilota e velivolo. Fortunatamente senza gravi conseguenze.

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