Con l’arrivo della Mazda CX-6e, il costruttore giapponese amplia la sua offerta elettrica con un modello che punta deciso verso il segmento dei SUV elettrici di fascia alta, affiancando la berlina Mazda 6e già in gamma. È un’auto che rappresenta un punto di svolta nella strategia della casa di Hiroshima, un prodotto sviluppato tra Giappone, Europa e Cina, che punta su design elegante, attenzione ai dettagli e tecnologie all’avanguardia, ma senza sacrificare la coerenza stilistica tipica del marchio.
@quotidianomotori La Mazda CX-6e è l’elettrica che Mazda non voleva farvi vedere, prima di oggi. (Per fortuna noi l’abbiamo vista prima di tutti, ahahaha 😂) 3 cose che vi faranno odiare la vostra auto attuale: 1️⃣ Quei fari non sono LED. Sono due lame di luce che tagliano il buio come un katana. 2️⃣ L’interno non è ‘tech’. È ‘hyper-Japan’. 3️⃣ Peccato che non si possa guidare… ancora. La domanda che vi roderà: Se doveste rubare un solo dettaglio a questa auto per la vostra, quale sarebbe? (Io prenderei i fari. E anche il portellone che si apre con un calcio – sì, come in Mission Impossible.) 👉 Video qui sopra (ma non è un test drive – è un assaggio di quello che Mazda voleva nascondervi). Scrivetemi nei commenti: Cosa ne pensate? Vi piace o è troppo futuristica? 👇 #mazda #mazdacx6e #autoelettriche #suv ♬ suono originale – Quotidiano Motori
Le linee seguono l’evoluzione del linguaggio Kodo Design, con proporzioni tese e superfici pulite, rese ancora più dinamiche grazie a scelte aerodinamiche mirate come i deflettori anteriori attivi e le prese d’aria laterali. La Mazda CX-6e nasce su una nuova piattaforma dedicata ai veicoli elettrici, condivisa con la berlina 6e, ma si distingue per dimensioni più importanti (4,85 metri di lunghezza, 2,90 di passo) e una silhouette da SUV coupé.

Con questo modello, Mazda si rivolge a una clientela esigente che cerca un SUV elettrico, ben rifinito e completa sin dal primo allestimento. L’esperienza maturata con la MX-30 R-EV e la spinta dell’accordo con Changan Auto si traducono in un prodotto che vuole dire la sua anche rispetto a concorrenti come la Tesla Model Y, la Kia EV6 o la Volkswagen ID.7.
La Mazda CX-6e 2026 è proposta in due varianti, Takumi e Takumi Plus, entrambe dotate di un motore posteriore da 258 CV e una batteria LFP da 78 kWh, che promette fino a 480 km di autonomia WLTP. Ma più che la scheda tecnica, è l’impronta stilistica e il lavoro svolto sulla qualità percepita a fare la differenza. A partire dal display panoramico da 26 pollici fino ai materiali pregiati degli interni, questa Mazda sembra puntare a una categoria superiore.
Perché la Mazda CX-6e è un SUV interessante
La Mazda CX-6e si inserisce in un contesto competitivo sempre più affollato, ma lo fa con un approccio che non cerca scorciatoie. È interessante non solo per la tecnologia elettrica adottata, ma soprattutto per l’equilibrio con cui viene proposta: prestazioni adeguate, interni curati, dotazioni di serie ricche e una chiara identità stilistica. In un panorama in cui molti modelli si somigliano, questa Mazda conserva un’anima riconoscibile.
Il primo elemento che colpisce è proprio il design Kodo, evoluto per accogliere l’elettrico ma ancora perfettamente leggibile nelle sue forme fluide, quasi scolpite. In un periodo in cui l’estetica dei SUV elettrici rischia spesso l’anonimato o l’eccesso, la CX-6e riesce a coniugare presenza su strada e raffinatezza, anche grazie a dettagli come la firma luminosa a LED integrata nella calandra chiusa e le soluzioni aerodinamiche derivate dal mondo dell’alta gamma.
Interessante anche l’adozione di una batteria con chimica LFP (litio-ferro-fosfato): meno costosa rispetto alle tradizionali NMC, ma robusta e stabile nel tempo. Con i suoi 78 kWh di capacità e la trazione posteriore da 258 cavalli, la Mazda CX-6e garantisce un’autonomia WLTP fino a 480 km (con cerchi da 19″), un valore che nella guida reale dovrebbe mantenersi competitivo. Chi sceglie i cerchi da 21″, più scenografici, può aspettarsi un’autonomia leggermente ridotta, intorno ai 460-470 km, comunque più che adeguata per la fascia di riferimento.

Il listino parte da 46.750 euro, un prezzo che, considerando la qualità costruttiva e le dotazioni tecnologiche, rappresenta un’interessante alternativa a modelli più affermati, come la Tesla Model Y, senza dover per forza rinunciare al comfort o al piacere di guida. La versione Takumi Plus, da 49.750 euro, aggiunge specchietti digitali, sedili ventilati anche posteriori e rivestimenti dedicati, mantenendo la filosofia Mazda di allestimenti completi e poco personalizzabili, ma con pochi compromessi.
Chi cerca un SUV elettrico elegante, con una forte impronta estetica e un’impostazione più “automobilistica” che da tech product, troverà nella CX-6e un’alternativa credibile, capace di offrire un’esperienza premium e concreta alla stesso tempo.
Design esterni e dimensioni

La Mazda CX-6e nasce su una piattaforma condivisa con la berlina 6e, ma la declinazione SUV le conferisce una presenza su strada nettamente più imponente. È lunga 4,85 metri, larga 1,94 e alta 1,62, con un passo generoso di 2,90 metri: misure che la collocano a pieno titolo tra le SUV elettriche di segmento D. Le proporzioni sono studiate per coniugare eleganza e aerodinamica, mantenendo una silhouette filante e muscolosa nonostante il volume.
Il frontale è immediatamente riconoscibile. La calandra è completamente chiusa, come impone la natura full electric, ma rimane centrale nel disegno della vettura, incorniciata da una firma luminosa a LED che si estende orizzontalmente verso i gruppi ottici laterali. Questo motivo stilistico, chiamato “signature wing”, è uno degli elementi più distintivi del design Kodo. Sotto i proiettori principali, integrati nel paraurti, spicca una soluzione tecnica interessante: una presa d’aria che attraversa il muso lateralmente, migliorando l’efficienza aerodinamica con un flusso canalizzato che riduce la resistenza all’avanzamento.
Il profilo laterale si distingue per superfici pulite, dettagli scolpiti e maniglie a scomparsa, a filo carrozzeria. Spiccano i cerchi da 19 o 21 pollici, in base all’allestimento. Quelli più grandi, montati sulla versione Takumi Plus, non sono solo scenografici ma anche ben proporzionati rispetto alla massa del veicolo. Il montante posteriore nasconde un’altra soluzione aerodinamica: uno sfogo d’aria integrato che contribuisce alla gestione dei flussi, riducendo le turbolenze nella parte posteriore della carrozzeria.

La vista posteriore è altrettanto curata. I gruppi ottici sono sottili, orizzontali, con un disegno coerente con il frontale, mentre il lunotto di buone dimensioni è sormontato da uno spoiler con terzo stop verticale, in stile F1. La zona inferiore del paraurti adotta inserti in nero lucido che alleggeriscono visivamente la massa della coda, anche se la linea piena della parte bassa potrebbe non convincere tutti per equilibrio.
Tra gli elementi distintivi vanno citati anche gli specchietti digitali, presenti sulla CX-6e Takumi Plus: telecamere esterne che proiettano le immagini su schermi dedicati all’interno. Una soluzione tecnica che migliora l’efficienza aerodinamica e contribuisce alla sensazione di modernità, pur richiedendo un minimo di adattamento nella percezione della profondità.
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Infine, la tinta di lancio Nightfall Violet – un viola profondo e metallizzato – è una novità assoluta per Mazda e accompagna il debutto del modello. A essa si affiancano altre colorazioni più sobrie o chiare, per una palette complessiva che punta a valorizzare le superfici e le proporzioni.
Nel complesso, la Mazda CX-6e riesce a fondere eleganza giapponese e soluzioni tecniche moderne in una veste coerente e personale.
Interni e tecnologia di bordo

Una volta aperta la portiera — elettrica, con comando a pulsante — si entra in un abitacolo dove l’identità stilistica Mazda viene portata a un nuovo livello. Il primo impatto è dominato da un equilibrio tra pulizia delle forme e sofisticazione tecnologica, in linea con la tradizione giapponese della casa e con la direzione presa dal marchio nella sua recente produzione. La qualità percepita è elevata su tutta la linea, con materiali curati, superfici morbide al tatto e un’attenzione al dettaglio che conferma l’ambizione del modello.
Al centro della scena c’è senza dubbio lo schermo panoramico da 26 pollici, una delle novità più evidenti della Mazda CX-6e. Si tratta di un pannello unico che integra due display, con layout asimmetrico e proporzioni 32:9, che corre dalla zona guida fino alla parte alta della plancia lato passeggero. La finitura è antiriflesso, antigraffio e antiabbagliamento, e la logica di utilizzo è pensata per ridurre al minimo le distrazioni: il guidatore ha sempre a disposizione le informazioni essenziali, mentre il passeggero può interagire con una porzione dedicata del display. Il sistema è completato da un head-up display in realtà aumentata, di serie su tutta la gamma.
Sempre dal punto di vista tecnologico, si segnala la presenza di comandi gestuali: una piccola serie di movimenti delle mani che, rilevati da telecamere interne, consentono di attivare funzioni specifiche come il mute dell’audio, la selezione del brano o il ritorno a una destinazione preimpostata nel navigatore. Un’aggiunta curiosa che conferma la volontà di Mazda di esplorare soluzioni fuori dal comune nel segmento dei SUV elettrici.
La plancia è lineare, con uno sviluppo orizzontale che amplifica la sensazione di spazio, mentre il tunnel centrale è quasi privo di tasti fisici. La ricarica wireless è doppia, e la console nasconde vani portaoggetti ben rifiniti. Sul piano dell’infotainment, tutto è integrato nel maxi-display, ma non manca un controllo vocale evoluto con attivazione tramite “Hey Mazda”, compatibilità completa con Apple CarPlay e Android Auto, e connettività over-the-air.

Il posto guida offre una seduta comoda e ben regolabile, con sedili traforati, climatizzati e dotati di casse audio integrate nei poggiatesta — una soluzione pensata per ascoltare contenuti senza disturbare eventuali passeggeri posteriori. La versione Takumi Plus offre un interno bicolore con rivestimenti viola e inserti chiari, che lasciano spazio a combinazioni più classiche sugli altri allestimenti.
Dietro, l’abitabilità è da prima della classe: il passo lungo e la piattaforma elettrica permettono un fondo piatto e tanto spazio per le gambe (fino a 99 cm di legroom). Anche il tetto panoramico, con superficie di oltre un metro quadrato, contribuisce alla sensazione di apertura dell’abitacolo. L’oscuramento è automatico e la protezione UV arriva fino al 97%, a garanzia di un comfort termico costante. I sedili posteriori sono inclinati, ben imbottiti, dotati di bracciolo centrale, e — nella versione più completa — riscaldati e ventilati.
Interessante anche il sistema audio, con ben 23 altoparlanti distribuiti tra plancia, portiere e poggiatesta, mentre lo specchietto retrovisore centrale è digitale e commutabile in modalità specchio tradizionale. I retrovisori laterali digitali, disponibili sulla Takumi Plus, proiettano le immagini su display integrati nelle portiere.
L’impressione complessiva è quella di un ambiente raffinato, tecnologico e progettato per un utilizzo reale, senza eccessi decorativi, per un’esperienza di bordo rilassante con contenuti da auto premium.
Motore e batterie

La Mazda CX-6e è un modello completamente elettrico che adotta una configurazione semplice quanto efficace: un solo motore, posizionato sull’asse posteriore, alimentato da una batteria da 78 kWh con chimica LFP (litio-ferro-fosfato). Una scelta che riflette una strategia ben precisa: contenere i costi di produzione, garantire una maggiore durata nel tempo della batteria e offrire una buona affidabilità anche sotto stress termico.
Il motore elettrico posteriore sviluppa 258 cavalli e 290 Nm di coppia massima, con una trasmissione diretta e senza riduttori complessi. Questa configurazione consente uno scatto 0-100 km/h in 7,9 secondi, e una velocità massima autolimitata a 185 km/h. Numeri più che adeguati per un SUV elettrico di segmento D, pensato per un uso principalmente stradale e per la guida quotidiana.
Per quanto riguarda l’autonomia, il dato dichiarato secondo il ciclo WLTP è di 480 km con cerchi da 19 pollici. Se si opta per i cerchi da 21 pollici, l’autonomia si riduce leggermente, attestandosi intorno ai 468 km. Un risultato coerente con la capacità della batteria e con la stazza della vettura (oltre 4,8 metri di lunghezza), e in linea con molte delle concorrenti dirette .

Il pacco batterie da 78 kWh utilizza celle di tipo prismatico, raffreddate a liquido, ed è integrato nel pianale con una disposizione che contribuisce ad abbassare il baricentro. La piattaforma, sviluppata in collaborazione con il partner cinese Changan, è condivisa con la berlina Mazda 6e, ma sulla CX-6e è stata adattata per ospitare una carrozzeria più alta e un diverso bilanciamento dei pesi.
Le modalità di ricarica prevedono una potenza massima in corrente continua (DC) fino a 165 kW, che consente di passare dal 10 all’80% in circa 24 minuti. In corrente alternata (AC) la potenza è limitata a 11 kW, valore oggi piuttosto comune su molte elettriche, ma che richiede circa 7 ore per una ricarica completa da una wallbox domestica trifase.
Mazda ha optato per una strategia lineare anche sul fronte delle varianti: al lancio, la CX-6e è proposta in un’unica versione meccanica, senza alternative a trazione integrale o doppi motori. Una scelta che semplifica l’offerta, ma che potrebbe aprire la strada a future espansioni di gamma.
Un altro elemento da sottolineare è il lavoro fatto sul fine tuning della risposta meccanica. La messa a punto del comportamento del motore, della frenata rigenerativa e della modulazione dell’accelerazione è stata effettuata nel centro R&D europeo di Mazda, in Germania. L’obiettivo era mantenere quella sensazione di naturalezza e controllo che da sempre caratterizza il comportamento su strada dei modelli Mazda, anche in questa nuova era elettrica.
I prezzi di Mazda CX-6e

La Mazda CX-6e è proposta in due allestimenti principali, Takumi e Takumi Plus, con un listino che parte da 46.750 euro. Si tratta di una cifra che la posiziona in maniera piuttosto diretta tra le proposte di fascia medio-alta del segmento D elettrico. L’allestimento base, Takumi, è già completo di molti equipaggiamenti: di serie troviamo i cerchi da 19 pollici, il tetto panoramico fisso, il grande display da 26 pollici, gli ADAS di livello 2, il sistema di infotainment con comandi vocali e gestuali, e gli interni rifiniti in materiali di qualità elevata.
Per chi desidera una dotazione ancora più ricca, la Takumi Plus viene proposta a 49.750 euro. A questa cifra si aggiungono elementi esclusivi come gli specchietti retrovisori digitali, i sedili posteriori riscaldati e ventilati, i rivestimenti interni in tinta viola-bianco e i cerchi da 21 pollici. Inoltre, l’illuminazione ambientale è più curata, con firme luminose interne ispirate alla calandra anteriore. Il pacchetto è molto ricco, al punto da non prevedere ulteriori optional significativi, se non la scelta del colore della carrozzeria e dei cerchi.
Dal punto di vista del posizionamento sul mercato, la CX-6e si inserisce tra le elettriche a ruote alte con un buon rapporto tra contenuto e prezzo. È meno costosa di una BMW iX3 o di una Mercedes EQE SUV, ma offre un’esperienza d’uso più curata e sofisticata rispetto, ad esempio, a una Tesla Model Y Long Range, con cui condivide filosofia d’uso e prestazioni. Il confronto con la Tesla è inevitabile: la Model Y parte da circa 48.500 euro, ha prestazioni superiori in accelerazione e una rete di ricarica dedicata, ma sotto il profilo del design e della qualità percepita la Mazda può vantare un approccio più caldo e artigianale.
In fase di lancio, Mazda prevede delle offerte promozionali che potrebbero abbassare il prezzo d’ingresso in modo sensibile, soprattutto in presenza di incentivi statali e rottamazione. In questo senso, una CX-6e Takumi potrebbe scendere sotto la soglia psicologica dei 40.000 euro, rendendola estremamente competitiva anche rispetto a molte ibride plug-in di pari dimensioni.
Il prezzo è coerente con l’idea di proporre un’elettrica elegante, ben rifinita, completa sotto il profilo tecnologico ma senza voler entrare nella guerra al ribasso. Mazda punta su una clientela più attenta alla sostanza che all’immagine, offrendo un’alternativa credibile a chi cerca un SUV elettrico diverso, anche nel modo di interpretare il segmento.