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Cosa si può fare con la patente italiana nel mondo?

Tutto quello da sapere sulla patente italiana nel mondo

24 marzo 2022 - 9:00

La patente italiana nel mondo è valida in molti Paesi ma non in tutti.  Ma quali sono? Un dubbio lecito, a cui risponderemo approfonditamente. La risposta più breve, però, è che la validità della licenza di guida italiana dipende dal Paese che s’intende visitare, oltre che dal Paese d’origine.

Cerchiamo di capire, quindi, cosa si può fare con la patente italiana nel mondo!

La patente italiana vale in tutta l’Unione Europea

Grazie agli accordi della Comunità Europea, è possibile usare la patente italiana in tutta l’Unione Europea a patto che sia ancora in corso di validità, e che non sia stata sospesa o revocata in Italia. Ecco i Paesi UE in cui la patente italiana è valida:

  • Austria
  • Belgio
  • Bulgaria
  • Cipro
  • Croazia
  • Danimarca
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia (comprese Guyana Francese, in Sud America, e La Réunion, nell’arcipelago del Madagascar)
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Italia
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Paesi Bassi
  • Polonia
  • Portogallo
  • Repubblica Ceca
  • Romania
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna
  • Svezia
  • Ungheria

La patente italiana è valida anche in nazioni del Vecchio Continente che non fanno parte dell’Unione Europea, ma che hanno stretto accordi, come per esempio l’Area Shenghen, che permettono la libera circolazione. Tra questi, segnaliamo:

  • Albania;
  • Andorra;
  • Città del Vaticano;
  • Gibilterra;
  • Groenlandia (in quanto appartenente alla Danimarca);
  • Islanda;
  • Isole Faroe (in quanto appartenenti alla Danimarca);
  • Moldova;
  • Norvegia;
  • Principato del Liechtenstein;
  • Principato di Monaco;
  • Regno Unito;
  • Repubblica di San Marino;
  • Turchia;
  • Ucraina;

La patente italiana nel mondo: quando serve quella internazionale?

Secondo le convenzioni internazionali, la patente italiana, al pari del Passaporto, è una di quelle più riconosciute nel resto del mondo. Nella maggior parte dei Paesi, che aderiscono alla Convenzione di Vienna, infatti, non serve convertirla, ma è necessario essere in possesso della Patente Internazionale, che si può richiedere alla propria motorizzazione.

Fanno eccezione, per esempio, gli Stati Uniti: in tutti e 50 gli Stati federati, infatti, la patente italiana è tranquillamente riconosciuta, e non serve altro per circolare nelle strade statunitensi. Un’ottima notizia, per esempio, per coloro che stanno progettando da tempo il famoso viaggio on the road dalla Costa Ovest a quella Est (o viceversa).

Per quanto riguarda alcune curiosità, che possono comunque essere utili, si ricordi che in alcuni Paesi, come l’Arabia Saudita – Paese che richiede la Patente Internazionale – le donne, neanche turiste, non possono guidare. In Francia, invece, è opportuno avere un etilometro a bordo, mentre in Germania non è permesso effettuare soste in autostrada, nelle corsie di emergenza, se non per cause di forza maggiore. Nella Repubblica Federale, quindi, si rischiano multe anche salate se si rimane a secco, in quanto il rifornimento dell’auto viene considerato responsabilità de conducente.

La risposta, quindi, ve l’abbiamo data. Ad ogni modo, per togliere ogni dubbio, è bene informarsi attraverso gli organi ufficiali del Paese che s’intende visitare, per capire quali documenti, oltre alla patente italiana, sono necessari.

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