piste ciclabili milano

Le piste ciclabili aumentano il traffico e l’inquinamento, e sono poco usate

Secondo un studio inglese le piste ciclabili non sono usate e con le carreggiate ristrette aumenta il traffico e l'inquinamento. Il caso di Milano conferma quanto dicono in UK.

11 dicembre 2020 - 13:00

Dopo averci indicato per anni come i Paesi più evoluti creavano piste ciclabili per favorire gli spostamenti, ed aver indicato proprio la pista ciclabile come la soluzione a tutti i mali, ecco che dal Regno Unito arriva finalmente uno studio che registra la realtà delle cose: le piste ciclabili non vengono usate e peggiorano traffico ed inquinamento.

A mettere una pietra tombale sulla questione è il Telegraph, che da sempre critica l’eccesso di piste ciclabili, soprattutto quando non vengono utilizzate. Ha senso creare una pista ciclabile quando in un’ora viene usata da un solo ciclista? Evidentemente no, come hanno ammesso anche le autorità locali.

Ebbene, in UK hanno deciso di investire 250 milioni di sterline solo per scoprire che le cose non sono andate come sperato. Lo studio è stato condotto durante le ore di punta la mattina e la sera e, attenzione, avendo cura di scegliere giornate nelle quali era possibile pedalare senza problemi. Per intenderci niente pioggia o vento o qualsiasi altro tipo di meteo che poteva scoraggiare i ciclisti.

Ebbene, su otto percorsi sono stati contati 34.000 veicoli ma solo 608 biciclette. Il traffico veicolare era rallentato o addirittura fermato a causa delle ciclabili, per la carreggiata ristretta rispetto alla situazione precedente. E questo ha prodotto ovviamente livelli di inquinamento maggiore, com’era facilmente prevedibile. Traffico bloccato significa anche difficoltà per i mezzi di emergenza nell’arrivare tempestivamente, siano essi della polizia, ambulanze o vigili del fuoco.

Una situazione simile sta avvenendo nelle scorse settimane a Milano, dove decine di piste ciclabili sono state realizzate semplicemente riducendo lo spazio per le auto. Per primi sono stati i taxisti a denunciare il maggior traffico provocato dalle ciclabili vuote, mentre i social si riempivano di immagini a dimostrazione di quanto affermavano i taxisti. A proposito di emergenze, qui sotto l’immagine emblematica scatta da un utente e pubblicata su Facebook, dove si vede come le auto si sono dovute infilare nei passi carrai per far passare un’ambulanza:

A conferma dello studio inglese, le innumerevoli fotografie di automobili ferme nel traffico con piste ciclabili vuote, proprio a Milano.

Mettiamo in chiaro un aspetto: le piste ciclabili possono essere un importante incentivo all’utilizzo della bici, sporadico o meno, quando vengono pensate e progettate con criterio, studiando preventivamente i flussi di traffico. E soprattutto, cercando di capire se la pista ciclabile è davvero una necessità o meno. Perché dal caso di Milano possiamo intuire che la richiesta fosse in realtà di pochi, che hanno messo in difficoltà moltissimi.

Non c’è cosa peggiore che mettere i cittadini uno contro l’altro per questioni che potrebbero benissimo essere affrontate con un po’ più di calma e raziocinio. A Milano vediamo invece ciclisti contro automobilisti, automobilisti contro i monopattini, monopattini che sfrecciano superando i ciclisti, e gli automobilisti in coda che odiano ciclisti e monopattini. Un tutti contro tutti che non produce nulla se non stress e negatività. Possibile non si possa fare di meglio?

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