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Quando la tecnologia aeronautica viene usata sulle auto, e viceversa

15 ottobre 2020 - 13:00

Aerei ed automobili: chi influenza chi nello sviluppo tecnologico? Difficile da dire. Quello che possiamo osservare è che, nel corso degli anni, c’è stato un sempre maggiore scambio di soluzioni tra i due mondi. Apparentemente diversi, hanno molto in comune sotto molteplici aspetti. Lo sviluppo delle automobili e dei velivoli è stato veloce ed intenso, portandoci oggi a poter avere sul mercato prodotti affidabili e ricchi delle più avanzate soluzioni per la sicurezza, il comfort e le prestazioni.

Il mondo dell’automobile è altamente competitivo, con la necessità per le varie aziende di sfornare modelli nuovi a ritmi serrati, inseguendo mode e preferenze del pubblico. Un po’ diversa la situazione all’interno delle aziende aeronautiche, più inclini a ricercare il velivolo che abbia un successo duraturo negli anni, consentendo ammodernamenti, ma senza l’obbligo di una rincorsa al nuovo progetto, e con un mercato dove i veri concorrenti sono molti di meno.

In ogni caso le tematiche che ci si trova ad affrontare nel realizzare un nuovo concept, sono simili e spesso vi è un vero e proprio travaso di conoscenze da un settore all’altro. La ricerca, ad esempio, di una linea filante ed aerodinamicamente efficiente, è fondamentale per le auto ed i velivoli pari modo. Lo scopo ovviamente è quello di massimizzare prestazioni e ridurre consumi. Dalle primissime auto con sezioni frontali poco penetranti, alle ultimissime macchine da velocità, sia in strada che in pista, con prese d’aria e forme sinuose che ricordano spesso le linee di alcuni moderni caccia. Qui forse possiamo dire che l’aviazione ha contribuito nel design delle quattro ruote.

L’ elettronica e l’implementazione di molti sistemi di controllo, è forse un altro punto dove gli aerei hanno contribuito a cambiare l’idea di vivere le macchine moderne. Per i velivoli, civili e non, da molti anni, forse più di trenta ci si affida all’avionica, all’elettronica dedicata al volo. Una parola molto generica che include sotto di sé tutti gli apparati di gestione del velivolo. Per le auto del grande pubblico, l’esplosione di elettronica a bordo l’abbiamo potuta vedere nell’ultimo decennio e, anche in questo caso ritengo che la rivoluzione sia partita dal mondo del volo.

Pensiamo ad esempio alle tecnologie radar, da poco anche con Ducati approdate alle moto, sicuramente approfondite da parecchio tempo per esigenze della sicurezza nei voli. Attraverso di esse le auto sono in grado di tenere la distanza da altri veicoli, riconoscere ostacoli e, accoppiate a sistemi ottici di controllo, rimanere nella corsia corretta.

La ricerca per raggiungere il traguardo di una guida autonoma completa ed affidabile, sembra anch’essa una conseguenza del concetto di autopilota, presente da parecchio sugli aeroplani. Se in volo sicuramente le cose sono più agevoli, il mondo dell’auto fornisce in questo caso un prodotto sicuramente migliore, costretto a vagliare casi molto più complessi dovuti al caos del traffico stradale, ed imprevisti di difficoltà maggiore da gestire. Qui vi è una vera e propria sinergia nello scambio di risultati, traguardi e idee innovative.

Persino  i moderni sistemi di navigazione, mettono in relazione i due mondi. Se per anni siamo rimasti affascinati dalle mappe sugli schermi dei cockpit degli aeroplani, da un po’ di tempo possiamo godere dello stesso ausilio anche nelle nostre utilitarie, con una miriade di funzioni ed informazioni a portata di mano, potendo pianificare un viaggio per tappe, scandendo con precisione tempi e distanze. Proprio come a bordo di un aereo.

In futuro si pensa anche alla possibilità di avere, per le nostre auto, informazioni in tempo reale su traffico e persino riguardo gli altri veicoli circostanti, grazie ad un sistema di comunicazione che permetta ai veicoli di scambiarsi dati sulla relativa distanza tra di essi, velocità ed eventualmente altre notizie utili per la sicurezza, da includere immediatamente nei sistemi di controllo della nostra utilitaria. Tutto ciò permetterà ad eventuali apparati di guida autonoma, di avere sotto controllo e monitorare costantemente il traffico attorno a noi, ottimizzando percorsi ed evitando pericoli. Un vero e proprio network del traffico, già presente ed in fase di costante sviluppo anche per gli aerei.

Entrambi i settori sono impegnati anche nell’esplorazione delle possibilità offerte dai propulsori elettrici, con forse, a mio avviso, una piccola supremazia, per i risultati ottenuti, che va al mondo dell’automobile. Da sempre automobilismo e aviazione sono accomunate anche nella ricerca  di materiali leggeri e robusti, per realizzare telai e strutture portanti dei progetti sempre meno impattanti per ciò che riguarda necessità di propulsori potenti, e consumi, garantendo migliori prestazioni. Quante volte abbiamo sentito dire la frase “materiali di concezione aeronautica” applicata al mondo delle auto?

Tornando alla domanda iniziale, quello che si evince, è una ovvia compenetrazione dei due ambiti, con un continuo scambio di tutte le idee migliori, che negli anni ha di fatto accelerato la crescita qualitativa di aerei e automobili. E per il futuro lo scambio delle soluzioni non potrà che essere sempre maggiore.

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