Top Gun, Maverick e tutte le verità dietro al film icona degli anni ’80

La storia dietro al film Top Gun

8 settembre 2021 - 7:00

C’è da aspettare fino al 27 maggio 2022 quando finalmente potremo vedere “Top Gun: Maverick“, ovvero il seguito di Top Gun al cinema. Si, perchè mentre il primo trailer è stato pubblicato da Paramount nel 2019, le traversie dovute all’emergenza coronavirus, ne hanno decretato lo spostamento al prossimo anno. Nel frattempo, qui sotto proprio il trailer ufficiale.

Già, ma paerchè ne parliamo? Ovviamente per fare un po’ di chiarezza sulla storia che realmente si cela dietro alla Top Gun. Si, al femminile, come l’omonima scuola di addestramento.

Durante la seconda guerra mondiale si cominciò ad analizzare con molta serietà, da parte degli alti comandi USA, il rendimento dei piloti durante i combattimenti aerei in volo. In particolar modo i piloti della marina degli Stati Uniti, ottennero in quegli anni un “kill ratio”, di 14 a 1, che stava a significare che per ogni velivolo americano abbattuto, il nemico ne aveva persi almeno 14. “Niente male”, devono hanno pensato i veritici militari americani.

Anche nel successivo conflitto di Corea le cose continuarono ad essere favorevoli agli americani, con il kill ratio che si attestava a 12 a 1. Questi dati sono indicativi, visto che in alcuni casi le registrazioni sugli esiti dei combattimenti aerei potevano essere imprecisi e confusi. In ogni caso il valore espresso era sufficientemente veritiero e, forniva un indicatore affidabile.

Nei primi anni della guerra del Vietnam qualcosa cambiò radicalmente. Il valore iniziò a calare fino ad un 2 a 1, situazione inaccettabile per gli americani, tenendo conto della enorme differenza in gioco tra i velivoli dei due schieramenti. Alto contenuto tecnologico quelli USA e piuttosto arretrati quelli messi in campo dalle forze Vietnamite. Il comando americano, preoccupato, cercò di capire a cosa fosse dovuto l’improvviso calo di rendimento e assegnò al Capitano Frank Ault il compito di guidare un’ inchiesta, che sfociò, di lì a poco, nel rapporto Ault.

Le conclusioni dell’indagine puntarono il dito su due fattori principali. Il primo riguardava la scarsa efficacia dei sistemi missilistici, tale da vanificare gli sforzi dei piloti nel mettersi in buona posizione per il lancio. Spesso infatti i missili non colpivano il bersaglio o peggio se ne andavano completamente fuori target, frustrando non poco i piloti da caccia. Il secondo fattore era da imputare ad uno scarso addestramento dei piloti stessi, che in alcune situazioni di combattimento manovrato, commettevano errori tali da trovarsi in svantaggio e costituire una facile preda per il nemico.

Proprio per sopperire a queste lacune, a Miramar venne istituita la Navy Fighter Weapons School, la Top Gun appunto, con i migliori istruttori possibili e soprattutto con aeroplani che potessero simulare le prestazioni di quelli nemici, per poter rendere l’ esercizio dei piloti il più realistico possibile rispetto alle condizioni che avrebbero incontrato in battaglia.

Il risultato? In breve tempo nella guerra del Vietnam si tornò ad un kill ratio di 13 a 1. Un risultato eccellente. E Tom Cruise? Saprà fare di meglio? Dobbiamo aspettare ancora un po’ per vederlo all’opera nel tanto atteso sequel, e a questo punto speriamo solo che attendere l’uscita ne sia valsa la pena.

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