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Monopattini elettrici: 43 incidenti gravi tra Giugno e Luglio

La situazione dei monopattini elettrici è già fuori controllo?

8 agosto 2020 - 19:00

Sono ben 43 gli incidenti hanno coinvolto monopattini elettrici nei mesi di Giugno e Luglio, con un vero e proprio boom di sinistri, alcuni dei quali molto gravi, rapportati anche al limitato numero di veicoli ora in circolazione.

L’aumento esponenziale di sinistri riguarda le due grandi metropoli, Roma e Milano. L’Osservatorio Monopattini di ASAPS, che registra solo i sinistri più gravi, ha registrato appunto ben 43 incidenti, con comportamenti particolarmente gravi alla guida da parte degli utilizzatori. Si parla infatti di guida alterata a causa dall’alcol, e modalità di guida completamente inosservanti delle normali regole di prudenza, come il contromano, il viaggiare in due, il farsi trainare o trainare biciclette, il transitare con il semaforo rosso.

Problemi anche nei centri urbani minori, dove le ambulanze spesso accorrono per semplici cadute dovute anche a distrazioni alla guida, o alla sede stradale dissestata, ma che si traducono in traumi cranici o facciali. Questi casi non rientrano in quelli conteggiati.

Nei 43 incidenti del bimestre estivo in esame, post “lock-down” per l’emergenza Covid-19, si è avuto il primo sinistro mortale a Budrio (BO), dove un 60enne si è scontrato con un auto nei pressi di una rotonda, mentre sei sono le persone ricoverate in prognosi riservata di cui due ragazzini di 7 anni, uno a Numana (AN) caduto da un “hoverboard”ed un altro a Campione del Garda (Brescia), dove un motociclo ha investito il bambino a bordo del monopattino mentre attraversava il lungolago, tra i turisti e bagnanti.

Tra i sinistri gravi censiti da ASAPS quello di Roma in cui un 83enne ha perso il controllo del monopattino al Pincio ed è caduto rovinosamente a terra, in questo caso sono in atto i controlli per verificare che il veicolo non fosse stato alterato, quello di Trento del 19 luglio dove un giovane di 30 anni pare volesse attraversare la tangenziale, scontrandosi poi con una autovettura, ed ancora a Milano il 17 luglio scorso con un grave scontro tra il monopattino condotto da una donna di 31 anni e un furgone ed anche in questo caso all’origine pare ci sia una mancata precedenza.

Altro grave sinistro lo scorso 22 giugno a Lainate (Como) dove due ragazzine di 15 anni, prive di casco e che percorrevano in due la strada contromano si sono scontrate con un’auto. ASAPS ha contato sei sinistri con il coinvolgimento di utenti ubriachi alla guida, di cui ben tre guidavano monopattini, mentre in quattro sinistri la causa è l’apertura della portiera da parte di un automobilista che ha fatto poi rovinare a terra il monopattinista. Dei 43 sinistri con lesioni di giugno e luglio il maggior numero si è verificato a Milano con ben 10 sinistri, mentre altri 60 interventi risultano effettuati dai sanitari ma senza particolari conseguenze, soprattutto per cadute autonome senza i rilievi delle forze dell’ordine. Segue Roma con 8 sinistri gravi con lesioni. Le tre regioni dove oggi si registra il maggior numero di sinistri sono Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna, anche per il massiccio utilizzo di monopattini in sharing.

L’uso del monopattino non è un gioco, e neppure uno strumento da utilizzare su strada con superficialità, come se tutto fosse lecito. I video che girano in rete mostrano comportamenti sconsiderati al limite della follia, con i mezzi che entrano in tangenziali autostradali o monopattini che trasportano tre persone o trascinano carrozzelle per disabili. Vanno trasmessi in rete ed in televisione i video dei crash-test come in altri paesi europei dove mettono in mostra i danni per chi utilizza in modo sconsiderato il monopattino.

ASAPS propone una assicurazione obbligatoria per gli utenti che utilizzano il monopattino privato, con formule innovative come alcune compagnie assicurative oggi propongono, controlli tassativi sull’utilizzo del casco per i minorenni e campagne di divulgazione per un utilizzo consigliato anche per i maggiorenni, come avviene sulle piste da sci, dove ormai la quasi totalità degli adulti utilizza il casco senza un obbligo di legge.

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