Mazda3 Sedan moto curva

La recensione approfondita della Mazda 3 Sedan con prova su strada

La Mazda 3 Sedan nasce per tagliare l'aria, per il design e per il sempre ottimo e-SkyActiv X da 186 CV a benzina "che funziona come un diesel".

22 maggio 2021 - 11:00
Motore
e-SkyActiv X 186 CV
Bagagliaio
450 / 1138 litri
Prezzo
Da 27.050 euro

Qualche tempo fa avevamo provato la Mazda3 Hatchback, una vettura che al lancio si fece notare molto per il suo design che la fa sembrare quasi una monoscocca sapientemente levigata. Ora è arrivata in Italia la Mazda 3 Sedan, versione “con la coda” della segmento C giapponese, con un design più classico, ma sempre filante e, soprattutto, sempre con l’ottimo motore e-SkyActiv X da 186 CV, il “benzina che funziona come un diesel”.

Mazda 3 Sedan: me la consigli?

Ammetto che raramente mi capita una vettura di cui fatico a trovare i difetti. Perché la Mazda 3 Sedan, anzi la Mazda3 in generale, è una vettura che può accontentare tutti. Sufficientemente spaziosa per viaggiarci fino in 5, la variante di questa prova ha anche un bagagliaio più capiente, mentre per il resto rimangono le ottime finiture degli interni, e il piacere di guida impareggiabile. Alla fine, quindi, è una questione di gusti estetici: se ti piace esteticamente, non vedo motivi per non comprarla. Sia che tu viaggi molto, sia che invece stai più in città, grazie all’ottimo motore saprai soddisfare le tue esigenze, avendo tra le mani una vettura affidabile, che fende l’aria facilmente, e di grande comodità.

Pro

  • Piacere di guida
  • Cura degli interni
  • Volume di carico inaspettato

Contro

  • Controlli dell'infotainment non immediati
  • Rigidità dell'assetto
  • Seduta posteriore sacrificata

Un design nato per tagliare l’aria

A costo di sembrare un “fanboy”, devo dire che non esiste una Mazda che non mi piaccia. Anche quelle che a livello stilistico mi convincono meno, comunque le trovo delle belle auto. Apprezzo che in Mazda ogni vettura, per quanto naturalmente conforme al Kodo Design, oggi alla sua seconda fase, sia unica, pensata come “singolo individuo”, se vogliamo umanizzarle. Una cosa decisamente non scontata, specialmente se si cominciano a fare paragoni con alcuni grandi gruppi automobilistici che mettono la singola vettura in secondo, o terzo piano. Anche guardando la Mazda 3 Sedan, come detto meno ricercata e più classica rispetto alla hatchback, si capisce il grande lavoro ingegneristico e stilistico dell’azienda nipponica, con un ottimo risultato. Un lavoro fatto soprattutto a livello aerodinamico, che si vede guardando l’auto di profilo, e si percepisce, come vedremo, guidandola.

Il frontale richiama quello della Mazda3 Hatchback con però alcune differenze: ci sono sempre la grande griglia e i fari piccoli e sottili, spinti sul lato e con design LED a cerchio, che richiama lo sguardo. Tuttavia l’aspetto appare un po’ più schiacciato e maggiormente sviluppato in larghezza, ed effettivamente lo è: l’anteriore è molto più sottile del posteriore, e l’auto si abbassa, scende verso il basso man mano che dal retro si passa davanti. Una scelta per niente casuale, e ancora una volta finalizzata a minimizzare il coefficiente di resistenza aerodinamica. Inoltre, il cofano allungato, e l’abitacolo arretrato – una caratteristica tipica del marchio – ne aumentano la sportività.

La linea filante si nota guardando il profilo: dal cofano fino alla piccola coda, si vede come la Mazda 3 Sedan nasca per accompagnare, dolcemente ma in modo deciso, il flusso d’aria sulla parte superiore e ai lati della vettura. Come un proiettile, insomma, la vettura passa attraverso la massa d’aria, con notevoli vantaggi non solo per il divertimento alla guida, ma anche per i consumi.

Il posteriore, rispetto alla hatchback, è diverso, e altrimenti non poteva essere. Niente cerchi “singoli”, ma sono comunque presenti, inseriti in un unico blocco, anch’esso sottile, anch’esso spinto di lato, rosso. È questo che intendo quando dico che la linea è molto più classica della hatchback, pur ugualmente piacevole. Molto classici ed eleganti sono anche i cerchi, di un argento brunito, quasi ardesia nel colore.

Veniamo agli interni. Ora, è vero che noi avevamo in prova l’allestimento Exclusive, il top di gamma, ma Mazda è una garanzia: con un listino semplice e diviso in 3 allestimenti, la cura degli interni si nota già da quello base, Executive, che propone i sedili in tessuto. Di mezzo c’è la Exceed, sempre con sedili in tessuto ma con una dotazione tecnologica più ricca, e infine appunto la Exclusive, che aggiunge altri dispositivi e i sedili in pelle ventilati e riscaldati. Al di là delle preferenze, tutti gli interni, in ogni allestimento, sono curatissimi, e ancora una volta si nota la volontà di non lasciare niente trascurato. Personalmente, apprezzo tantissimo il design del volante, con quelle razze sottili, mentre per il resto ogni componente, o quasi, è rivestita in pelle.

Il cruscotto è semi-digitale – nel senso che il layout è analogico, ma le “tacchette” del contachilometri sono su un display nascosto, così come le informazioni di bordo – mentre al centro si trova un display non touch, con disposizione verticale, ma comunque non tra le peggiori. Anzi, questo effetto “incastrato” crea un certo dinamismo. Peccato solo che non sia digitale, ma si comandi dal rotore sul tunnel tra i due sedili anteriori: è una caratteristica tipica di tutte le Mazda, che però io trovo un po’ scomoda. A suo favore dico, però, che senza questa opzione Mazda non potrebbe mettere il display così lontano dal conducente, venendo meno quindi all’ottima visibilità. La cura ai dettagli la si nota anche dal design delle bocchette dell’aria, tutte nascoste nella plancia, e dagli scompartimenti nascosti, come quello appena dietro la leva del cambio.

Quanto ci si diverte alla guida!

Veniamo ai fatti: la Mazda 3 Sedan si guida benissimo, ed entra di diritto tra le mie auto preferite. Sicuramente molto si deve all’aerodinamica di cui ho parlato fino adesso, ma il merito più grande va al motore e-SkyActiv X da 186 CV, il “benzina che funziona come un diesel”. Un motore eccellente, che combina la coppia a bassi regimi del diesel e l’ottimizzazione di quest’ultimo in autostrada, alla silenziosità e ai bassi consumi in città del benzina. Il funzionamento è un po’ complesso: cercando di semplificarlo il più possibile, diciamo che la tecnologia brevettata da Mazda si chiama “Spark Controlled Compression Ignition” (SPCCI), e detto in parole povere vede una porzione piccola di carburante ed aria compressa ad altissima pressione, e in seguito una scintilla accende una piccola quantità di carburante aumentando la pressione del cilindro, accendendolo definitivamente, come avviene su un diesel. Ovvero, la benzina brucia in modo più veloce ed omogeneo, garantendo prestazioni migliori e minori emissioni, aiutata anche dalla batteria da 24 Volt tipica del sistema Mild Hybrid del marchio nipponico.

Non sono cose da sottovalutare: Mazda parla di consumi inferiori del 20% e del 30% di coppia in più. Numeri che potrebbero sembrare gonfiati, e che invece sono veritieri. Io ho voluto sfruttare molto la potenza del motore, anche perché grazie al cambio automatico eccellente, la Mazda3 Sedan accelera molto in fretta, e molto silenziosamente, e per questo i miei consumi sono stati alti: circa 7,5 litri su 100 km, in alcuni casi anche 8, che rimane un dato eccellente nonostante la mia guida poco parsimoniosa. Guidandola normalmente, invece, facendo una pressione lieve e costante, i consumi sono scesi a circa 5 litri su 100 km, sotto la media dei Mild Hybrid, e in linea con alcuni Full Hybrid.

Come ho detto, però, io ho voluto strafare. Questo perché all’e-SkyActiv X da 186 CV si aggiungono una maneggevolezza e una dinamica di guida da auto sportiva. Il volante non è solo bello da vedere, ma anche molto preciso, piacevole da toccare, mentre la risposta del pedale immediata, aiutata dal cambio che, va detto, qualche volta si è impuntato, ma in generale ha un comportamento piuttosto intelligente. Il piacere di guida è aumentato poi dal tettuccio panoramico apribile, presente sulla Exclusive, e dall’impianto audio Bose, tipico delle top di gamma di Mazda.

La Mazda 3 Sedan è anche molto spaziosa: è molto confortevole davanti e, se non si è troppo alti, anche dietro. I watussi, infatti, pagano (anche se poco) la carrozzeria “a coda” della versione Sedan. Ottimo il bagagliaio, superiore a quello della hatchback con 450 litri di capacità minima (la Hatchback ne ha 351), che diventano 1138 abbattendo il divanetto posteriore. Io, che con lei ho finalmente finito il mio trasloco, ci ho trasportato tantissime cose, al punto che mi sono stupito perché non credevo ci stessero. Certo, non sollevandosi il lunotto ma solo il portellone non è semplicissimo farci entrare tutto: ma con un po’ di sforzo ce la si fa, sedie non ripiegabili comprese!

Allestimenti e prezzi

Come detto, la Mazda 3 Sedan viene venduta in 3 allestimenti:

  • Executive;
  • Exceed;
  • Exclusive.

Sulla Executive c’è già tutto quello che serve: antifurto, clima bi-zona, Cruise Control Adattivo con Intelligent Speed-Assist, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Head Up Display a colori proiettato sul parabrezza, riconoscimento dei segnali e rilevamento di stanchezza, con un prezzo di 27.050 euro. Sulla Exclusive ci sono i Fari Matrix LED adattivi, telecamere a 360°, specchietti retrovisori che si inclinano in retro per migliorare la visibilità in manovra, cerchi Bright da 18 pollici, sedili in pelle riscaldabili, Smart Key e Impianto Bose, con un prezzo di 33.750 euro. La Exceed, versione intermedia, costa invece 29.400 euro.

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