truffa specchietto

Truffa dello specchietto: come funziona e come difendersi

Ne sanno una più del diavolo

14 ottobre 2020 - 9:00

Insieme alla tecnologia, anche i modi in cui derubare le persone si evolvono di anno in anno. Uno degli inganni più diffusi in Italia nell’ultimo periodo, e che vede esposti gli automobilisti, è la cosiddetta “truffa dello specchietto”. Un vero e proprio furto che coinvolge migliaia di persone ogni anno, senza distinzione tra città e provincia, Nord e Sud.

Nel tempo è divenuta molto nota, al punto che in molti hanno imparato a riconoscerla e ad evitarla, o comunque a difendersi. Gli “esperti”, se vogliamo, della truffa hanno condiviso le loro conoscenze in modo da aiutare le categorie più esposte, ovvero i giovani e in generale i neopatentati, gli anziani e le donne. Sono questi gli individui più bersagliati dai truffatori, che fanno leva sia sul lato erotico sia sul non voler perdere troppo tempo.

Questa è solo una delle tante truffe utilizzate a danno degli automobilisti: altre, che vedremo, sono   per esempio la truffa della gomma bucata, o il finto investimento che vede i malviventi gettarsi sull’auto in marcia in modo da farsi pagare i danni.

Cos’è la truffa dello specchietto

La truffa dello specchietto è una pratica semplice ma micidiale: il malvivente finge che il suo specchietto sia stato rotto dalla vostra vettura in marcia, in modo da farsi dare i soldi in contanti per riparare il danno. È una scelta “furba” per i truffatori, perché lo specchietto è in assoluto la parte più sporgente dell’auto e quindi è l’estremità più scelta. Comunque, truffe simili vedono ammaccature sulla fiancata al posto dello specchietto, ma il succo è sempre lo stesso: vi diranno che il danno è stato causato da voi.

I ladri agiscono in modo molto elementare: da una vettura ferma, o comunque in marcia lenta, il malvivente lancia palline di plastica o gomma, o piccoli sassi, sulla fiancata del malcapitato prescelto, in modo da fare un rumore abbastanza percettibile. In seguito, l’auto dei ladri si avvicina e i malviventi chiedono al leso di venire a constatare il danno che secondo loro è stato da lui arrecato: di solito, appunto, lo specchietto rotto.

Dopo la constatazione, i malviventi chiedono al truffato un risarcimento in denaro immediato e in contanti, in modo da evitare la burocrazia e accelerare i tempi. Naturalmente, non viene chiesto con gentilezza, ma in modo abbastanza minaccioso e, tra l’altro, la cifra richiesta per finirla lì non è molto economico: infatti, per evitare qualsiasi grana, l’automobilista leso fa vedere tutte le banconote che ha con sé e che il ladro valuta a seconda del danno (possono essere 20, ma anche 50 euro).

Come difendersi dalla truffa dello specchietto

Se la truffa dello specchietto è semplice, evitarla lo è un po’ meno. Un modo ottimo per iniziare, comunque, è quella di abituarsi a non marciare troppo vicini alle auto in sosta, in doppia fila, o che procedono molto lentamente.

Quando, poi, i truffatori chiedono di scendere per la constatazione (non) amichevole del danno, di solito non vanno ignorati perché la situazione potrebbe peggiorare con insulti ai nostri danni. Meglio scendere, dire di non avere dietro il portafoglio (né carte di credito o bancomat) e soprattutto far notare gentilmente di essere in disaccordo, e quindi di voler chiamare i vigili per risolvere la questione.

Noterete di aver scampato la truffa dello specchietto perché al vostro voler procedere per vie legali, i truffatori preferiscono lasciar perdere e se ne vanno via. Per i più anziani e per i giovani, è bene rivolgersi rispettivamente ai loro figli o genitori e/o zii, ovvero a un adulto che possa risolvere. Potete dire che l’auto non è vostra, e procedere a contattare il proprietario: anche in questo caso, il truffatore abbandonerà il suo intento.

La via migliore è comunque dichiarare l’intento di chiamare i vigili, scriversi la targa ed eventualmente sporgere denuncia.

 

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